A dicembre arriva il carburante green che fa bene all’Ambiente

Arriva anche nelle province di Frosinone e Latina il nuovo metano green. Pulito al punto che consente di abbassare la tassa sull'inquinamento. La scommessa di Turriziani

Vede dottore… noi ad un certo punto abbiamo capito quanto fosse sciocco lasciar puzzare i rifiuti. Abbiamo capito che dentro quel cattivo odore c’era qualcosa che valeva tantissimo: bastava infilare tutto in una tubatura (così toglievamo pure la puzza che è un brutto fastidio), lavorare quei gas che si sprigionano in maniera naturale quando una cosa si decompone. E prenderci il metano pulito e green”. Racconti di anni addietro, in una terra che non è la Ciociaria. Anzi: quella che prende dalla provincia di Frosinone i suoi avanzi di cucina e li lascia marcire. Intubando i gas naturali e prendendo il metano. Nel 2019 l’Associazione Italiana Energie Agroforestali, stimava che dalla sola marcitura del legno era possibile realizzare ben 1.600 impianti per distribuire il metano pulito: con investimenti superiori a un miliardo e mezzo di euro ed un business ben più ampio.

In provincia di Frosinone ci sono zero impianti per la produzione del metano pulito: i nostri rifiuti li mandiamo in altre regioni e paghiamo pure per farceli prendere.

In compenso stanno per arrivare i primi due impianti per fare il pieno alla macchina, al camion, ai furgoni, usando quel metano ottenuto in maniera naturale.

Obiettivo: impatto green

Green e Circular economy sono il presente, non più il futuro Foto © Mac Mullins / Pexels

Produzione nazionale, rete locale. Puntando alle macchine ma soprattutto ai motori ben più grossi: quelli delle flotte con i veicoli commerciali. Perché puntare a loro? Per proteggere l’Ambiente, perché sono quei motori – alimentati da benzina e diesel – a portare la parte principale di smog.

Lo dicono i numeri, quelli del Covid. Le polveri sottili in provincia di Frosinone non sono crollate quando si sono fermate le fabbriche. Si sono azzerate quando è stato fermato il traffico.

Nasce così il progetto per un carburante ad impatto ambientale uguale a zero. Pensato soprattutto per le flotte e le aziende. Perché? Perché il “green” di quel metano non è a chiacchiere: è certificato. Al punto che chi lo usa può abbassare le tasse che paga chi inquina. Ma andiamo con ordine.

Due spot e la ‘ricetta Turriziani’

Il punto più importante: dove fare rifornimento? In una stazione di servizio. In Italia ce ne sono ancora pochissime, si contano sulle dita di una mano. Ma due stanno per arrivare nel basso Lazio grazie alla svolta green imboccata dalla Turriziani Petroli. Dal primo dicembre ci si rifornirà di metano auto a Frosinone, nel distributore che si trova sull’Asse Attrezzato, al Km 2+155. Oppure a Latina, sulla Via Pontina, al Km 66+ 443.

Chi lo farà potrà avere un attestato. Con il quale si certifica di aver utilizzato biometano al 100%. Quindi di circolare sulle strade senza inquinare.

Giovanni Turriziani

È una delle sfide di Giovanni Turriziani, l’industriale che siede nel board regionale di Unindustria, con la delega proprio all’economia green e circolare. Cioè quell’economia che genera soldi rispettando l’ambiente (nel primo caso) o da ciò che gli altri buttano (nel secondo).

Alla svolta green e circular lui ci crede. E ci si è buttato a capofitto. Crede soprattutto nei risvolti positivi che le aziende, quelle dei trasporti ma non solo, possono raggiungere utilizzando questo tipo di carburante ecologico. «Nel rapporto con molti enti pubblici o con gruppi privati c’è un dato. Poter dimostrare di aver contenuto l’inquinamento consente di avere un accreditamento maggiore. Il vantaggio è quindi doppio, e noi siamo in grado di certificarlo al cliente». (Leggi qui anche l’altro progetto: La rivoluzione del Gnl arriva anche in Ciociaria: carburante eco a basso costo).

Cos’è l’accreditamento al quale l’industriale frusinate fa riferimento? Per fare un esempio prendiamo Ikea, azienda per la quale il trasporto è un punto fondamentale. È da sempre attenta al fatto che i propri fornitori puntino su sostenibilità e rispetto dell’ambiente: pena il divieto di scarico delle merci nei propri punti vendita. Ed è proprio in questo solco che si inseriscono le opportunità del biometano e quindi delle stazioni di servizio che lo distribuiscono. Perché le imprese pagano una tassa in base all’inquinamento che generano. E per calcolarla si tiene conto anche dei furgoni e dei camion della propria flotta aziendale che vanno a ritirare e consegnare le merci. Se li spingi con il metano green non ci paghi la tassa sull’inquinamento. I due distributori in arrivo tra Frosinone e Latina da dicembre hanno il metano certificato e quindi possono rilasciare l’attestato a chi lo utilizza.

Vigo: la politica aiuti la ‘vision’

Polo Vigo

Un altro dei visionari che insieme a Giovanni Turriziani ha immaginato un mondo meno inquinato è il professor Paolo Vigo, già rettore dell’università di Cassino. Oggi è presidente del Palmer, il parco scientifico e tecnologico del Lazio Meridionale.

Per lui l’arrivo dei distributori di metano green, con l’attestato, è un primo ma significativo passo. Ma aggiunge: «Per dare una scossa alle lente derive ambientali sarebbe necessaria una forte spinta della politica. Politica che facendo leva sull’economia tramite specifiche tasse o accise potrebbe favorire l’uso di combustibili “Bio” o “Green”. Inoltre la sostituzione dei vecchi generatori di calore  con quelli a metano. (tendenza che ultimamente viene favorita sia dai certificati bianchi che dalle incentivazioni promosse tramite gli ecobonus energetici.

L’inaugurazione di questi distributori di biometano si inserisce però perfettamente in una «visione di sistema – ha aggiunto Vigo – che risulterà perfettamente inquadrabile nelle categorie “Bio” e “Green”. E nei collegati marchi ambientali di qualità che garantiscono. Da un lato infatti si tratta di combustibili che appartengono a filiere naturali tali da non contribuire al bilancio della CO2. Dall’altro  hanno una limitatissima quantità di particolato solido. Particolato che caratterizza le combustioni realizzate sia negli usi automotive che riscaldamento civile. Combustioni che tanto hanno contribuito in questi ultimi decenni al primato in negativo della città di Frosinone. Di Frosinone e della sua area vasta in termini di qualità dell’aria».

Ed ora, assieme agli autobus elettrici del trasporto urbano, Frosinone ha una risorsa in più: il biometano. Latina allo stesso modo.

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