Alleanza Pd-M5S non è a rischio: parola di Gualtieri

Le elezioni Regionali dietro l'angolo. E la spaccatura in Consiglio dei Ministri sui poteri speciali a Gualtieri per il termovalorizzatore a Roma. Ma il sindaco assicura che l'alleanza non è a rischio.

Per le prossime elezioni regionali e politiche è a rischio l’alleanza Pd-M5S a causa delle polemiche sul termovalorizzatore? “Assolutamente no”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a margine della presentazione del Casilina-Sky Park. “Non c’è nessun implicazione generale politica”, ha sottolineato il sindaco. Non rischia di incrinarsi il rapporto con i Cinque Stelle? “Il M5s a Roma, vi do questa notizia, è all’opposizione. Questa non mi sembra una particolare novità”, ha aggiunto.

La settimana scorsa Roberto Gualtieri ha imposto un radicale cambio di rotta alla città ed al Partito Democratico. Fino a quel momento la posizione Dem sui rifiuti era quella tracciata da Nicola Zingaretti e riassunta nel Piano Regionale dei Rifiuti: nel quale è scritto un chiaro No alla creazione di nuovi impianti per la creazione di energia elettrica attraversi l’eliminazione delle immondizie. (leggi qui: Roma si fa il termovalorizzatore: via i rifiuti, diventano energia).

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Gualtieri ha ribaltato quella posizione spiegando che Zingaretti l’aveva adottata sulla base di cifre sballate fornite dalla sindaca Virginia Raggi: e quelle cifre – stando alla relazione fatta in Consiglio Comunale la settimana scorsa – hanno portato ad altre decisioni strategiche sbagliate, come la chiusura anticipata della discarica e dell’impianto di Colleferro.

Gualtieri oggi ha ribadito: “È sotto gli occhi di tutti che in questi anni non sia stato fatto molto per affrontare il problema dei rifiuti a Roma. Noi ci carichiamo anche un’eredità difficile per fare nella Capitale quello che si fa in tutte le altre città italiane e europee. Noi non abbiamo problemi da questo punto di vista. Il M5S è un partito di opposizione che ha idee diverse. Noi siamo forti delle nostre idee e abbiamo il dovere di risolvere un problema che si trascina da troppo tempo”. 

Pd contro Pd

Un termovalorizzatore in azione (Foto: Stefano Capra / Imagoeconomica)

Il Governo ha fornito ieri al sindaco di Roma un vero e proprio bazooka amministrativo. Con il quale avrà potere di derogare da qualsiasi legge nazionale, tranne quelle penali. E questo per gestire e risolvere la questione rifiuti nella Capitale. (leggi qui: Un bazooka a Gualtieri per eliminare i rifiuti).

Dovrà affrontare non solo il No del Movimento 5 Stelle. ma anche quello del suo partito che è già in piena sindrome ‘Non nel mio giardino‘. Infatti, proprio il Pd di Santa Palomba ha annunciato le barricate di fronte all’ipotesi che l’inceneritore nasca in quell’area, opzionata da tempo per questo scopo.

“Siamo pronti ad ogni azione e battaglia contro questa ipotesi”: scrive su Facebook il PD di Pomezia respingendo l’ipotesi della realizzazione del termovalorizzatore di Roma nell’area di Santa Palomba, al confine col Comune pometino. “Siamo consapevoli che Gualtieri sia costretto ad affrontare grandi difficoltà dopo cinque anni di totale inoperosità nella gestione rifiuti della giunta Raggi, ma qualsiasi soluzione non può ricadere sui territori di confine.

“Il sito di Santa Palomba pur ricadendo per qualche decina di metri ancora nel comune di Roma, rappresenterebbe un’evidente ingerenza sui comuni di confine (Albano ed Ardea e poi Pomezia) poiché si trova in prossimità dei centri residenziali di Ardea (Montagnano), Albano (Cancelliera) e Pomezia (borgo di Santa Palomba e Roma 2)”.

Disco verde da Smeriglio

Massimiliano Smeriglio

Gualtieri incassa invece l’appoggio di Massimiliano Smeriglio, europarlamentare di Socialisti e Democratici Europei, già vice di Nicola Zingaretti in regione e padre di quella Piazza Grande che lo ha portato a diventare Segretario Nazionale del Pd.

All’agenzia Dire ha garantito che Gualtieri ha fatto “una scelta coraggiosa ed avrà la mia collaborazione“. Spiega che “Il Giubileo 2025 è una grande occasione di rilancio e deve trovare la città pronta. Posto che la scelta è stata compiuta, bisogna solo capire dove, come, quando e con chi. La strada deve essere virtuosa. Valutare bene gli impianti di nuova generazione attraverso un dibattito serio e maturo nella maggioranza per permettere alla città di trovare un equilibrio”.

Santa Palomba è preoccupata. Ieri il M5S ha ricordato che era favorevole ai poteri speciali per il sindaco ma per impianti di nuova generazione mentre – a loro parere – il termovalorizzatore è una tecnologia vecchia. Massimiliano Smeriglio rassicura: “Mi sono battuto con la sinistra ecologista e in Regione per un altro tipo di gestione. Un conto è parlare di chiusura del ciclo rifiuti, un conto della produzione energetica, altro è parlare del modello danese. Copenaghen arriva al 65% di raccolta virtuosa estrema di riuso-riciclo, e poi quota restante 15% incomprimibile e ingestibile va nell’inceneritore in cui si va anche a sciare”.

Quindi Roma, deve valutare bene diversi aspetti. Chi gestirà l’impianto e con quali volumi. Tutto deve essere oggetto all’interno di una discussione matura fatta in chiaro con le forze di maggioranza per arrivare ad un punto d’equilibrio. In sostanza di fronte alla decisione presa, bisogna entrare nel merito”.

Calenda: No ad intimidazioni

Carlo Calenda

Favorevole senza riserve Azione. Già ieri Carlo Calenda aveva stigmatizzato la decisione del M5S che si è astenuto al momento della votazione del decreto sui poteri speciali concessi dal Governo Draghi al sindaco di Roma.

Oggi Calenda ribadisce “L’ennesimo ‘no’ sul termovalorizzatore a Roma da parte di Giuseppe Conte e dei ministri M5S ha l’obiettivo di intimidire il sindaco Gualtieri. Auspichiamo che non ci siano ripensamenti o retromarce sulla decisione di realizzare questo impianto. Come Lista Calenda, diciamo sin dall’inizio della campagna elettorale che è utile per risolvere una volta per tutte il problema dei rifiuti in città”.

C’è poi l’aspetto politico. “Auspichiamo che il Partito Democratico capisca finalmente che il Movimento Cinque Stelle non è un interlocutore politico serio e abbandoni qualsiasi velleità su un “campo largo” che non porterebbe nulla di positivo per il paese e per Roma. E’ inaccettabile infatti che venga posto un veto al termovalorizzatore proprio da parte di chi in cinque anni ha ridotto Roma una discarica a cielo aperto. Da Conte, Lombardi e Raggi oggi arriva solo un ‘no’ a soluzioni di buon senso. E’ l’ennesimo colpo alla capitale di chi ha ridotto una pattumiera la città più bella del mondo”.

Via libera dagli industriali

Angelo Camilli

Anche gli industriali sono favorevoli. Lo ha ribadito il presidente di Unindustria Angelo Camilli intervenendo al canale all news di Mediaset TgCom24. “Il termovalorizzatore? Consente la chiusura del ciclo con enormi vantaggi”.

Gli chiedono del consenso dei cittadini. Camilli risponde “Il consenso si deve creare spiegando bene ai cittadini le esperienze fatte in altre città. Ma la politica deve avere il coraggio di fare scelte razionali sulla base delle tecnologie esistenti, che sono sicure, collaudatissime e che annullano l’impatto ambientale”.

Camilli mette in evidenza che i termovalorizzatori di nuova generazione chiudono il ciclo dei rifiuti ed evitano il traffico di mezzi verso altre città dove, tra l’altro, i rifiuti stessi vengono trattati da altri termovalorizzatori.

Un concetto che era stato evidenziato nei giorni scorsi anche dal presidente della territoriale di Cassino Francesco Borgomeo: “Gli impianti di nuova generazione – aveva detto intervenendo alla trasmissione A Porte Aperte su teleuniverso – sono la vera arma contro le ecomafie. Perché i rifiuti vengono gestiti da società controllate, in impianti controllati, e non finiscono in discariche clandestine”.

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