Aria di inciuci, Collalti lancia l’ultimatum al centrodestra

Il candidato sindaco del Centrodestra punta il dito contro gli accordi sottobanco. E contro il suo Partito: ancorato ai territori che esprimono i suoi leader. E mette in chiaro: se questo è il quadro allora meglio tornare civico

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

C’è profumo di inciucio nell’aria. Ed all’avvocato Franco Collalti le mezze misure, gli intrighi e gli accordi su due tavoli non piacciono. È il capogruppo di Fratelli d’Italia a Ferentino dove quattro anni fa è stato il candidato sindaco del centrodestra chiamato a sfidare l’uscente Antonio Pompeo. Ora punta il dito proprio contro il suo schieramento: è pronto a lasciarlo per tornare civico ed indipendente.

C’è un motivo a spingere Collalti verso questa posizione che sembra ormai irrecuperabile. È la situazione del centrodestra cittadino che “al contrario di quanto emerso dall’ultimo incontro con i miei colleghi di opposizione, sembra ora essere naufragato in balia delle varie rotte personali dei diversi protagonisti“.

La traduzione dal linguaggio della politica: ognuno è convinto di poter strappare un accordo con il sindaco uscente ed il suo centrosinistra; per questo in tanti si stanno attrezzando, in barba all’appartenenza al centrodestra. All’avvocato Collalti gli inciuci fanno venire l’orticaria ed allora preferisce andarsene.

La solitudine all’opposizione

Giuseppe Virgili

Nei fatti, con l’avvocato Franco Collalti è rimasto poco o nulla a fare opposizione al sindaco Antonio Pompeo. Nei mesi scorsi se n’è andato con la maggioranza un altro candidato sindaco: Giuseppe Virgili nominato poi assessore. (Leggi qui L’assessorato a Virgili: questione di… Bilancio?).

Da allora la minoranza di centrodestra si è ridotta a soli tre elementi: Franco Collalti di Fdi, Maurizio Beretta e Luca Zaccari della Lega, con quest’ultimo che è stato designato presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone guidato proprio dal sindaco Antonio Pompeo. I suoi giurano che non sia un inciucio. (Leggi qui Nessun inciucio Zaccari – Pompeo, parola di Berretta).

La coalizione dopo tre anni di divisioni e personalismi era tornata a riunirsi attorno ad un tavolo qualche mese fa. Ma da allora nessun passo in avanti. Anzi, Forza Italia ormai è sparita dai radar della politica ferentinate e non ci sono al momento liste civiche vicine al centrodestra. Cambiamo ad esempio, che aveva appoggiato Collalti nel 2018 sembra orientata su altre strade. Giuseppe Patrizi una delle figure di maggior rilievo della coalizione è ormai prossimo alla candidatura a Frosinone in una civica di centrosinistra. Tanti piccoli episodi e quel cambio di marcia piu’ volte chiesto ma mai ottenuto che hanno portato Franco Collalti ad una riflessione.

Lo strappo di Collalti

Franco Collalti

La mia non è una critica, bensì una mera constatazione dello stato dei fatti
Voglio ricordare che nel 2018 sono tornato “in campo” con una mia lista, civica. Con la quale ho potuto avere il piacere di essere promotore di un incontro tra generazioni diverse accomunate dal medesimo interesse per la politica. Solo in seguito, ho ritenuto opportuno rispondere alla proposta di Fratelli d’Italia che mi chiedeva di rappresentare in consiglio comunale a Ferentino una storia politica che ha sempre fatto parte del mio vissuto, che io stesso ho condiviso in passato e mai rinnegato
”.

Una questione di coerenza e di trasparenza, nonostante si trattasse dello stesso partito che faceva capo alla prima lista elettorale che abbandonò le file della coalizione di centrodestra nella primavera del 2018, con le elezioni comunali all’orizzonte. Con il senno di poi, una dimostrazione d’amore, forse, mai corrisposto“. (Leggi qui Collalti: “Mi tradirono doppiogiochisti ed opportunisti”).

 Segue un’analisi spietata: la politica viene fatta in base alle persone che la rappresentano mentre prima gli eletti dovevano rappresentare le idee del loro Partito.

La delusione evidente

Franco Collalti, Massimo Ruspandini e Angelisanti

C’è poi un passaggio che fa capire. È quello in cui Franco Collalti punta il dito su Fratelli d’Italia. Lo dice in questo passaggio: “Se poi, una forza rappresentativa dell’arco costituzionale, cede il proprio centro gravitazionale a vantaggio delle aree d’interesse più vicine alle cariche politiche di maggior rilievo sul territorio, si rischia di rimanere ancorati alla mera strategia politica”. È una critica al ruolo del suo Partito nella provincia di Frosinone, poco legato alle tematiche del territorio ma ben ancorato alle linee tracciate dai suoi esponenti di maggior rilievo ed ai territori da cui essi provengono. (Leggi qui Ruspandini: «La mia Destra piace pure ai Comunisti per la sua Ceccanesità»).

Pertanto, che senso ha restare sotto la bandiera di un Partito? Collalti se lo domanda e si prepara a smobilitare. “Qualora la politica di rappresentanza nazionale non riesca a garantire quel surplus di valore alle iniziative ed alle azioni suddette, la via maestra non resta che l’azione civica, indipendente, genuina“.

Una dichiarazione di civismo ed indipendenza alla quale manca solo l’ufficialità.

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