Caperna di corsa verso Renzi. Pompeo riflette (di C. Trento)

Foto © Giornalisti Indipendenti

Il capogruppo provinciale ha ormai deciso Il presidente invece potrebbe restare nel Pd. In caso di elezioni anticipate i possibili incastri tra Parlamento e Regione

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Un lungo confronto tra Germano Caperna e Antonio Pompeo. Il capogruppo del Pd alla Provincia ha intenzione di rispondere al “richiamo della foresta” che arriva da Italia Viva di Matteo Renzi. Indipendentemente da quelle che saranno le scelte della componente di Pompeo. Non c’è bisogno di un “indovino” per conoscere il tema del faccia a faccia avvenuto tra i due. D’altronde Caperna aveva partecipato alla giornata conclusiva della decima edizione della Leopolda, sapendo perfettamente che non sarebbe passato inosservato. Segno che da tempo sta riflettendo seriamente sull’adesione a Italia Viva.  (leggi qui Quelli in bilico su Leopolda 10: da Vittori a Caperna, in cerca del futuro e leggi qui Pandemonio Pd: Caperna rilancia, De Angelis media).

Il capogruppo Pd in Provincia Germano Caperna alla Leopolda 10

Diverso e più complesso invece il discorso riguardante Antonio Pompeo e l’intera sua componente. Il presidente della Provincia, dell’Upi Lazio e sindaco di Ferentino nei prossimi giorni avrà un altro incontro con i senatori Andrea Marcucci e Alessandro Alfieri, quest’ultimo coordinatore nazionale di Base Riformista, della quale fanno parte anche Luca Lotti e Lorenzo Guerini. In passato tutti vicinissimi all’ex rottamatore, ma che a settembre hanno deciso di restare nel Pd. E alla fine questa decisione potrebbe essere confermata anche per il futuro. La sensazione che si “respira” è questa. Il che vuol dire che pure Pompeo non si muoverebbe dai Democrat.

D’altronde Francesco De Angelis, leader provinciale di Pensare Democratico (l’area maggioritaria del Partito in Ciociaria, della quale fanno parte pure Mauro Buschini e Sara Battisti), si è detto sicuro che Pompeo non lascerà il Pd. 

A questo punto però saranno fondamentali anche i prossimi passaggi in Ciociaria. A febbraio dovrebbe svolgersi il congresso provinciale, con l’attuale segretario Domenico Alfieri che dovrebbe fare da traghettatore in un momento delicato e per molti versi decisivo. Nel fine settimana, dal 15 al 17 novembre a Bologna, si terrà la tre giorni fortemente voluta da Nicola Zingaretti. Emblematico il titolo: Tutta un’altra storia.

Francesco De Angelis

Ora però bisognerà pure capire quali saranno le reali prospettive politiche del governo giallorosso. Sul piano della tenuta e nella prospettiva breve, perché è evidente che una eventuale sconfitta alle regionali in Emilia Romagna avrebbe contraccolpi molto forti. In altre parole, se si dovesse andare ad elezioni anticipate, magari senza l’entrata in vigore del taglio di 345 parlamentari, si porrebbe il tema delle candidature sul territorio. Anche alle Regionali, perché Nicola Zingaretti non potrebbe non scendere in campo alle politiche. Alla Regione la prima parola spetterà ai consiglieri in carica, Mauro Buschini e Sara Battisti. Con l’attuale legge elettorale, i posti blindati sono quelli del proporzionale più che del maggioritario.

Sicuramente sarà in campo Francesco De Angelis. Ma potrebbe concorrere anche Antonio Pompeo. Con uno schema di patto di ferro, tra Senato e Camera. Uno scenario sul quale nel Pd locale si sta ragionando. Anche se tutti smentiscono. Ufficialmente.

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