Concorso al Cosilam, indagati Abbruzzese, Zola, Mosillo e D’Aguanno

Inchiesta sulla nomina di Annalisa D'Aguanno a Dg del Cosilam. Indagati il presidente Abbruzzese, il suo predecessore, i membri del CdA che votarono a favore.

Il telefono è muto da alcuni giorni. «Si è rotto» hanno provato a giustificarlo i fedelissimi. In realtà l’iPhone di Mario Abbruzzese era nelle mani di un sottufficiale della Guardia di Finanza di Cassino. Lo ha sequestrato su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Alfredo Mattei.

Il caso è quello che ha portato alla nomina di Annalisa D’Aguanno alla carica di Direttore del Consorzio Industriale per lo Sviluppo del Lazio meridionale.

Ora vede al centro degli accertamenti l’attuale presidente del Cosilam Mario Abbruzzese (già presidente del Consiglio Regionale del Lazio, vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia); il suo predecessore e oggi consigliere d’amministrazione Pietro Zola che bandì la selezione (i due presidenti sono assistiti dall’avvocato Sandro Salera); il direttore Annalisa D’Aguanno (già consigliere regionale del Lazio in Alleanza Nazionale e più volte consigliere comunale di Cassino e provinciale di Frosinone, assistita dall’avvocato Piero D’Orio); il vice presidente Francesco Mosillo (leader di una componente Pd e consigliere comunale di Cassino, assistito dall’avvocato Gianrico Ranaldi); Umberto Satini (consigliere d’amministrazione del Cosilam all’epoca del concorso, assistito dall’avvocato Armando Satini).

Il reato ipotizzato nella rubrica del fascicolo è quello previsto dall’articolo 353 bis del Codice Penale: Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Nell’elenco degli indagati non c’è uno  dei Consiglieri d’Amministrazione che parteciparono a quella tumultuosa selezione: il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli. All’epoca votò contro. Ed a chi gli faceva notare che un’elezione all’unanimità avrebbe attribuito ben altro peso a quella scelta, rispose “Nemmeno Gesù di Nazareth ebbe l’unanimità, mi sembra indelicato pretenderla per il direttore del Cosilam“. (leggi qui Pigliacelli: «Ecco cosa è successo durante la votazione al Cosilam»)

La direzione contestata

La nomina del direttore del Consorzio Industriale di Cassino fu al centro di una serie di polemiche. Sia di natura politica che di ordine pratico.

Sotto il profilo politico, fino a pochi mesi prima del bando il Consiglio di Amministrazione del Cosilam aveva detto che la figura del Direttore Generale era del tutto inutile. Aveva avviato le procedure per cancellare quella casella. Occupata da Nino Gargano, lo storico direttore che aveva partecipato alla costituzione del Consorzio e ne conosceva ogni segreto. Ma aveva il difetto di essere un fedelissimo dell’allora senatore Francesco Scalia.

Appena Gargano muore per un infarto poco prima di essere visitato dal cardiologo, al Cosilam si accorgono che la figura del direttore è indispensabile. E bandiscono la gara.

In realtà c’è un sottile intreccio politico a governare gli equilibri e le scelte. Perché il Cosilam opera delle azioni tecniche frutto di scelte politiche. (leggi qui Lo strappo di Pigliacelli, l’asse Abbruzzese – De Angelis)

La selezione 

L’incarico di selezionare i curricula viene dato ad una società di lavoro interinale. Che effettua la scrematura. I finalisti vengono sottoposti ad un colloquio con il CdA, nel corso di una seduta non facile (leggi qui Il ciclone Pigliacelli si abbatte sulle selezioni per il Dg Cosilam). Al termine del quale la scelta cade su Annalisa D’Aguanno.

Ma subito scattano i ricorsi. Li promuove l’avvocato Michele Nardone, ex vicesindaco di Cassino nonché uno degli aspiranti, investendo del caso la Regione Lazio come organo di vigilanza. (leggi qui Esposto a Zingaretti sulla nomina del Dg Cosilam). E per gli aspetti penali informa la Procura della Repubblica (Cosilam, finisce a carte bollate la nomina del Dg).Mentre l’opposizione consiliare di Cassino solleva il caso dinanzi all’autorità anti corruzione (leggi qui D’Aguanno entra in servizio al Cosilam. E parte il ricorso all’Anti corruzione)

Nei vari ricorsi si mette in evidenza che già da agosto il quotidiano L’Inchiesta ed il sito Alessioporcu.it avessero già pubblicato de facto il nome del vincitore (leggi qui Il segreto di Pulcinella che agita il Cosilam)

L’ipotesi

L’indagine punta proprio sulla selezione e sui costi.

Un presidente di un ente privato (seppure a capitale pubblico / privato come è un Consorzio Industriale) può nominare chi gli pare purché riscuota la sua fiducia. E ne risponde di fronte al CdA ed all’assemblea dei soci che possono rimproverargli di avere fatto una scelta sbagliata.

Allora su cosa si indaga? Quella selezione ebbe dei costi: tra sedute e selezione affidata alla società interinale. Potevano essere evitati se non c’era bisogno di selezione e si voleva operare una scelta diretta.

Ma il filone sul quale il sostituto procuratore Alfredo Mattei sta scavando porta anche in un’altra direzione. Ad eventuali patti e influenze che potrebbero esserci state per raggiungere quel punto di equilibrio su Annalisa D’Aguanno.

Un punto sul quale il riserbo è totale.

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