Covid, troppi positivi: lo Spaziani torna in trincea

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus: “Ma l’ondata epidemica non è fuori controllo”.

La nuova ondata epidemica di Covid-19 in Italia è fuori controllo? «No, non lo è». Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus, intervistato dal Corriere della Sera.

Ha detto Brusaferro: «Ma la crescita dei contagi è significativa, specie in alcune zone del Paese. Non c’è ancora nulla di inevitabile». Brusaferro però invita i cittadini a limitare la  vita sociale e a tutelare le persone più fragili. Spiegando: «Non dico non uscite. Evitate però feste, momenti conviviali e incontri non necessari. E’ una raccomandazione. Il virus circola».

Angelo Borrelli e Silvio Brusaferro Foto © Alvaro Padilla / Imagoeconomica

Perciò «è necessario intervenire tempestivamente per modificare l’andamento dell’epidemia. E in questo senso è importante che ci sia un’allerta nazionale. Oltre a misure più restrittive e mirate in ambiti regionali e locali. Come ad esempio sta avvenendo in Lombardia e Campania dove il virus si sta diffondendo più velocemente». Ma nemmeno lì la pandemia è sfuggita di mano.

Quarantene volontarie

Continua Brusaferro: «Possiamo tornare indietro anche in quelle regioni a una condizione più controllata. Sapendo che dovremo mantenere alta l’attenzione nei  prossimi mesi. E preparandoci a intervenire velocemente se la curva si rialzerà».

«I servizi sono impegnati in modo totalizzante e si stanno attrezzando per intensificare l’attività. Dove i numeri crescono rapidamente può essere difficile stare dietro ai casi. Credo sia importante che, chi ha avuto contatti stretti con persone risultate positive, anche se non viene immediatamente chiamato si metta in quarantena per 10 giorni. E al decimo esegua un tampone per riprendere l’attività».

Ospedali laziali pronti al ‘salto’

Una delle nuove Terapie intensive nel Lazio

Intanto nel Lazio il rapporto tra i tamponi e i positivi è del 5%. I numeri delle terapie intensive, però, preoccupano la Regione. Che ha così deciso di aumentare, nuovamente come mesi fa, i posti letto negli ospedali.

Saranno infatti 1.035 i nuovi posti letto a disposizione dei pazienti Covid per un totale di 2.518 posti letto di cui 503 di terapie intensive e sub intensive. Diventa ospedale multidisciplinare anche con funzioni Covid il San Filippo Neri (120 posti). Aumentano anche le capacità di Policlinico Umberto I e Spallanzani, rispettivamente 274 e 278 posti letto. Il Covid Columbus avrà 259 posti in più. (Leggi qui Covid, il trend in Ciociaria resta alto. Il vaccino non risolverà).

Per quanto riguarda l’ospedale Spaziani di Frosinone, si sta andando verso la riattivazione totale dell’assetto Covid del marzo scorso. Malattie infettive, terapia intensiva, pneumologia, medicina per malati di Coronavirus.

Si torna in trincea.

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