Il sindaco nella notte si arrende: «Azzero la giunta». La crisi è in bilico

A mezzanotte e 40 minuti il sindaco capitola: azzererà la giunta comunale di Cassino. Come richiesto dai dissidenti. Il veto di Zicchieri alla Lega. Il documento cambiato durante il giorno. Dimissioni appese ad un filo.

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La svolta arriva a venti minuti prima dell’una di notte. Al termine di una giornata infinita: scandita da trattative interminabili, incontri fugaci al bar, fitti intrecci di telefonate. Veti incrociati e ordini imperativi dettati di notte in riva al mare.

Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro alla fine è costretto a capitolare: azzererà la giunta. Concederà ai dissidenti di Forza Italia quello che gli avevano chiesto. Lo farà all’alba: prima che inizi la raccolta delle firme per le dimissioni in massa. Quelle firme farebbero cadere prima di mezzogiorno la sua amministrazione. E tornare la città alle urne a fine maggio.

La svolta nella notte

La decisione arriva quaranta minuti dopo la mezzanotte, al termine di un confronto drammatico. Chi c’era dice che Carlo Maria D’Alessandro fino alla fine fosse deciso a farsi affondare dai dissidenti. Preferendo finire silurato piuttosto che apparire un sindaco ostaggio della sua stessa maggioranza. (Leggi qui le origini della crisi Si dimettono in tre: ma restano in maggioranzae qui le tappe finali Salta l’incontro con il sindaco. «Noi andiamo a dimetterci»)

Convinto a non cedere, tanto che ad un certo punto del confronto finale avrebbe anche ventilato la possibilità di dimettersi.

A ‘farlo ragionare’ pare che sia stata una ‘supplica‘ di Mario Abbruzzese, il vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia; soprattutto padre e padrino di questa amministrazione. Il ragionamento politico, con buona approssimazione è stato questo: “Tu sei il sindaco, tu devi decidere. Ma sappi che hai dei doveri che sono superiori a te stesso ed al tuo orgoglio, che capisco e che condivido. Ma per il rispetto che devi alle migliaia di cittadini che hanno creduto in te, metti da parte l’orgoglio. E decidi serenamente se secondo te ci sono ancora margini per governare questa città“.

Alla fine, il sindaco decide di azzerare. Sulla base di un documento politico che gli spiana la strada.

Il documento finale

Il testo finale spiana la strada ad una possibile soluzione. Potrebbe evitare le dimissioni in massa. Il testo è breve ma chiaro.

Prendo atto delle sollecitazioni e della disponibilità manifestatemi dai rappresentanti locali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e delle liste civiche ‘Insieme Cassino’, ‘ReAzione’,’Io e Te’ al fine di procedere alla revoca delle deleghe e dei relativi mandati a tutti gli assessori.

Nel comunicarvi la mia disponibilità, domani provvederò alla suddetta revoca per facilitare il processo di ricomposizione del quadro politico di riferimento del centro-destra nell’esclusivo interesse della città di Cassino.

È mia intenzione convocare una riunione di maggioranza per definire tempi e modi per la ricomposizione del governo cittadino che si terrà martedì alle ore 17:00, visti i miei improrogabili impegni di domani presso la sede di Roma del Parlamento Europeo per la presentazione delle Celebrazioni relative alla Fiaccola Benedettina.

In pratica: si all’azzeramento. Una capitolazione che non sembra tale. Perché tutti i componenti dell’attuale maggioranza hanno de facto azzerato la propria rappresentanza nella giunta.

Ma non è il testo che Carlo Maria D’Alessandro avrebbe voluto. Soprattutto per quello non voleva firmare.

Il documento originale

Il documento to originale è quello che era stato definito domenica poco prima di mezzogiorno.

La differenza sostanziale: c’era anche il nome della Lega. Nei 4 punti della premessa si spiegava che ciascuno dei Partiti e delle Liste vincitrici delle elezioni di 2 anni e mezzo fa ha assunto con quel risultato una “oggettiva responsabilità nei confronti della città di Cassino, alla quale bisogna restituire nell’immediato un governo forte, ambizioso e autorevole“.

Si dichiarava “l’assoluta necessità della ricostituzione di un Centrodestra unito“. Soprattutto si richiamava il sindaco al dovere “prioritario, a costo di qualsiasi sacrificio in termini di interessi di parte o personali, per il superamento della crisi in atto attraverso l’opera di mediazione della politica nel segno dell’esclusivo interesse cittadino“.

Per tutto questo, chiedevano al sindaco Carlo Maria D’Alessandro di procedere alla revoca immediata di tutte le deleghe assessorili e dei relativi mandati a tutti gli assessori per facilitare il conseguimento dei fini suesposti.

Il no da Terracina

Quel documento è stato al centro di una trattativa al massimo livello. Tutta politica. Con la Lega. Una parte del Carroccio era disposta a firmarlo. L’altra parte no. Il tira e molla è andato avanti fino a sera. Poi c’è stata una telefonata da Cassino a Terracina. E subito dopo ne è partita un’altra dalle sponde del Tirreno per piazza Labriola a Cassino.

La prima chiamata è quella che ha raggiunto lo smartphone del coordinatore regionale della Lega, Francesco Zicchieri. È il deputato eletto nel collegio di Frosinone. Che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con Mario Abbruzzese. La telefonata lo avvisava che c’era un tentennamento e la Lega stava valutando la possibilità di firmare il manifesto per l’azzeramento.

La seconda chiamata è quella fatta da Zicchieri intorno alle 20.30 al coordinatore provinciale Carmelo Palombo, già vicesindaco di Cassino con D’Alessandro. Da Terracina gli detta la linea: sarebbe più preciso dire che “gli urla la linea”. Che è “Chi non vota la fiducia è fuori dal partito. È chiaro? Chi non vota, non fa parte più della Lega!

Gli strilli si sentono in tutto il ristorante 116 di Terracina dove la Lega sta festeggiando l’inaugurazione della sede di Terracina. Ci sono i vertici cittadini e c’è il sottosegretario Claudio Durigon. Che si prepara a candidarsi alla guida della Regione Lazio se Nicola Zingaretti dovesse lasciare.

Evangelista a colloquio con il Pd

Che la Lega fosse ‘attenta’ a quel documento era emerso tra le righe, nel corso del caffè preso intorno alle 14 dall’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone con il suo ex assessore alle Finanze Enzo Salera ed il fedelissimo consigliere Edilio Terranova.

Nel bar in cui hanno preso tre espressi ed un babà si materializza l’assessore Franco Evangelista. È l’esponente della giunta nominato il 312 dicembre, al quale sono state assegnate le ricchissime deleghe a Manutenzione e Lavori Pubblici. innescando la spaccatura verticale del gruppo di Forza Italia.

Cosa si dicono, nessuno è stato in grado di sentirlo. Ma alla fine di quel colloquio c’è chi sente con certezza Salera mentre dice a Petrarcone e Terranova “Io domani mattina mi presento a firmare: ma scommetto quello che volete che non ci sarà un bel niente da firmare. E perderò pure una consulenza che dovevo fare a Roma“.

Rossella anticipa

La capogruppo dei dissidenti Rossella Chiusaroli intuisce che sia in corso una manovra. Per disinnescare le sue dimissioni e quelle degli altri dissidenti. Che unite a quelle delle opposizioni determinerebbe la caduta immediata dell’amministrazione D’Alessandro.

Compie un ulteriore giro di orizzonte. E poi manda un messaggio a tutti coloro che lunedì devono firmare per staccare la spina a questa amministrazione.

Scrive: “Ci vediamo alle 10:30 passa parola è complicato rischiamo di non fare in tempo“.

Nella concitazione il messaggio arriva anche ai giornalisti. Tutti.

In nottata invece l’annuncio del documento con il quale il sindaco azzererà la giunta.

Ora, Rossella Chiusaroli e gli altri dissidenti dovranno prendere una decisone. Credergli o no? Se poi Carlo Maria D’Alessandro non dovesse più azzerare, non ci sarà più tempo per dimettersi. Perché trascorso domani, la finestra successiva sarà tra un anno. E nessuno vuole essere responsabile di un anno di commissariamento.

La rabbia di Fardelli

Sette minuti dopo che Alessioporcu.it ha lanciato la notizia della capitolazione del sindaco, Marino Fardelli (Segretario Pd di Cassino) prende posizione.

Detta alle agenzie “Il sindaco continua a prendere in giro la Città e chi siede nella massima Assise cittadina. La politica è una cosa seria se fatta da persone serie. In questo caso tutto diventa barzelletta per colpa di chi pur di restare attaccato ad una poltrona si inventa questa pagliacciata nella notte pur di non andare a casa. Cassino non merita questa buffonata. Come mai fino ad ieri il Sindaco ha più volte dichiarato che non azzerava la Giunta e mentendo anche questa volta ha appena fatto l’esatto contrario? Chi lo capisce è bravo!”.

Il giorno più lungo è finito. Inizia la notte più lunga.