Fazzone dice si al sindaco scelto senza passare dal Regionale

L'incontro del coordinatore regionale con i quadri di Forza Italia. Il sindaco? Fazzone apre ai livelli locali. "Decide il Regionale solo se non c'è intesa sul posto". Primarie? Ma con regole chiare. Segnale di apertura a Quadrini. Che non va. Confermato il congresso.

La dottrina Fazzone è meno rigida. È più disposta a lasciarsi modellare dai territori. Il Coordinatore di Forza Italia nel Lazio Claudio Fazzone lo ha detto nel pomeriggio ai dirigenti provinciali riuniti al Loft di Frosinone. Il candidato sindaco da schierare dopo Nicola Ottaviani? “Se c’è un’intesa locale tra i Partiti del centrodestra e le civiche non c’è bisogno di spostare la questione al tavolo Regionale”. È una risposta indiretta al suo collega della Lega Claudio Durigon.

Claudio Durigon. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Nelle ore scorse il coordinatore regionale del Carroccio aveva detto a Corrado Trento che l’individuazione del candidato sindaco del centrodestra a Frosinone sarebbe passata per il tavolo regionale. “Perchè è un capoluogo di provincia”, quindi è una questione che deve essere bilanciata tra i Partiti. Perché – è la logica di Claudio Durigon – se a Latina il candidato è della Lega, gli equilibri impongono che a Frosinone abbiano la precedenza Forza Italia e Fratelli d’Italia. (Leggi qui Candidato sindaco e tavolo regionale: la linea Durigon).

Una doccia fredda per il sindaco uscente Nicola Ottaviani che da sempre è un convinto sostenitore delle primarie. E anche per l’individuazione del suo successore vorrebbbe che si ricorresse a quello strumento. Lui stesso, al termine del primo mandato, volle che fosse il filtro delle Primarie a stabilire che doveva essere ricandidato per il bis.

Fazzone, Meglio le intese locali

Il Coordinatore provinciale della Lega, Nicola Ottaviani

In maniera inaspettata è stato Claudio Fazzone ad andargli incontro: “Se c’è un‘intesa tra la classe dirigente locale è inutile investire della questione il livello regionale. E poco conta se a Latina ed a Frosinone il candidato sindaco dovesse essere lo stesso Partito. Ciò che conta è l’unità della coalizione e l’intesa raggiunta sul posto”.

Ma in questo modo non si scavalcano i livelli superiori? “Il livello superiore deve servire solo a dirimere le controversie qualora non si riuscisse sui territori. Solo così, responsabilizzando e lasciando discutere la classe dirigente locale è possibile consentirgli di crescere”.

Primarie si o no? Claudio Fazzone non dice no alle Primarie. Ma vuole che siano limpide, vincolanti. “Le primarie possono essere uno strumento valido – spiega – ma occorrono regole certe. In passato è accaduto che chi non vinceva le primarie rompeva l’alleanza. E questo è andato a discapito di tutta la coalizione. perché è venuta meno la credibilità agli occhi degli elettori”.

Porta aperta a Quadrini

Gioacchino Ferdinandi e Gianluca Quadrini

L’incontro al Loft è stato organizzato dai sub coordinatori provinciali: Adriano Piacentini con Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia. Presenti tutti i dirigenti provinciali a partire dal responsabile Enti Locali Peppe Patrizi.

Assente tutto il gruppo che fa riferimento al capogruppo provinciale Gianluca Quadrini: non c’era il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo e nemmeno il sindaco di Piedimonte Gioacchino Ferdinandi. Sono stati invitati: chiaro segnale di apertura nonostante le scintille delle settimane scorse. Quadrini ha risposto al messaggio inviato da Adriano Piacentini: “Grazie per l’invito, scusatemi ma ho un altro impegno”. Rotondo e Ferdinandi hanno risposto al messaggio di Rossella Chiusaroli: il primo dicendo che avrebbe provato a partecipare, il secondo ha declinato per via degli impegni. Vengono ancora considerati della squadra.

Più moderazione

Commissariamento? Nessuno ne ha parlato. Congresso provinciale? Confermato in primavera Covid permettendo. Il radicamento? Claudio fazzone ha sollecitato tutti a stare più vicini ancora agli elettori, intensificare la campagna di ascolto. Troppo radicali? Il tema lo ha introdotto Piacentini: molte volte la Lega e FdI assumono posizioni troppo radicali, occorre allargare allora la casa dei moderati.

Il primo segnale è quello di Claudio Fazzone: prima i livelli locali, poi tutti gli altri.

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