Candidato sindaco e tavolo regionale: la linea Durigon

Foto Livio Anticoli © Imagoeconomica

Il responsabile regionale della Lega allo scoperto: «Frosinone è un capoluogo e la coalizione dovrà esserne investita». Nei Dem patto di ferro tra Vicano e Pizzutelli. E Cristofari riflette sulla civica

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Se la questione della candidatura a sindaco di Frosinone sarà posta all’attenzione del tavolo regionale del centrodestra? Assolutamente sì, come tutte le candidature a sindaco dei capoluoghi di provincia». Alla nomina di coordinatore regionale della Lega manca l’ufficialità, ma l’onorevole Claudio Durigon si sta già muovendo come tale. Nella sostanza ha già preso il testimone dall’onorevole Francesco Zicchieri, destinato a ricoprire un ruolo nella segreteria nazionale del Partito, alla quale il Capitano Matteo Salvini sta lavorando. E anche il cambio dei coordinatori regionali rientra in una strategia precisa di Salvini, quella del radicamento sul territorio.

Claudio Durigon con Matteo Salvini e Francesco Zicchieri Foto © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

Il Comune di Frosinone andrà alle urne a giugno 2022, quindi manca un anno e mezzo. Ma il dibattito è già incandescente. L’indicazione di Durigon è significativa, tanto più che l’ex sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è anche il coordinatore del Carroccio a Roma. E nella Capitale si vota la prossima primavera, per quella che sarà una partita fondamentale anche in chiave politica nazionale.

Ma il punto vero è che le comunali di Frosinone, esattamente come quelle di Latina, come avverte Durigon saranno un tema all’attenzione dei livelli regionali della coalizione di centrodestra, composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Non solo Durigon. Qui centrodestra

E questo passaggio è destinato a cambiare lo scenario. Intanto per il metodo di scelta del candidato sindaco. Nicola Ottaviani, che è anche coordinatore provinciale del Carroccio, non vede altra opzione se non quella delle primarie. L’ipotesi naturalmente resta in campo, ma è chiaro che a questo punto verranno fatte pure altre considerazioni.

Una su tutte: se a Latina il candidato sindaco dovesse essere espresso dalla Lega, a Frosinone potrebbe toccare a Fratelli d’Italia o a Forza Italia. E viceversa.

Tagliaferri, Piacentini, Magliocchetti, Mastrangeli

Si tratta di uno scenario che ha un punto di partenza, rappresentato dalla coalizione che appoggia Nicola Ottaviani da otto anni e mezzo. Nella quale ci sono tanti possibili candidati a sindaco: Riccardo Mastrangeli, Adriano Piacentini, Fabio Tagliaferri, Danilo Magliocchetti, Massimiliano Tagliaferri, Antonio Scaccia.

Non è un punto di poco conto, perché bisognerà capire se il candidato verrà scelto all’interno di quella che è l’attuale maggioranza oppure no.

Non mancano neppure le variabili, in un quadro in rapida evoluzione. Il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli continuerà a far parte della coalizione di centrodestra o no? Fratelli d’Italia proverà ad arrivare ad un patto federativo con la Lista per Frosinone di Antonio Scaccia in una chiave pure elettorale?

Poi, inutile girarci intorno, c’è pure il ruolo politico di Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega. Nel contesto di un tavolo regionale, che margini di azione avrà?

In ogni caso la presa di posizione di Claudio Durigon sposta i termini del ragionamento, perché nell’ambito di un tavolo regionale il punto di vista è destinato a cambiare. E Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia cercheranno di arrivare a sintesi bilanciate.

Qui centrosinistra

La novità è emersa qualche giorno fa, con l’intenzione della coalizione di celebrare le primarie per la scelta del candidato sindaco. Un’intenzione che ha avuto il via libera di Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico. E che non dispiace ad Antonio Pompeo, referente di Base Riformista. (Leggi qui Strambata a sinistra: si alle primarie).

Nel Partito Democratico la situazione si sta evolvendo, ma alcuni punti fermi sono già assolutamente chiari. Intanto c’è un evidente patto di ferrotra Mauro Vicano e il capogruppo Angelo Pizzutelli. I due hanno deciso che prenderanno insieme tutte le scelte che bisognerà effettuare. Dalla candidatura a sindaco alle primarie.

Mauro Vicano, già manager della Asl ed ex presidente della Saf, ha il profilo giusto per quel “modello Marzi” invocato dallo stesso De Angelis. Che poi consiste nella capacità di poter andare a prendere voti pure in settori tradizionalmente di centrodestra. La conseguenza è che ci sarà una grande attenzione alla costituzione di liste civiche. Angelo Pizzutelli da anni è il consigliere comunale più votato e il suo radicamento costituisce un valore aggiunto.

Ma nel Pd c’è altresì la componente di Antonio Pompeo, intenzionata a dire la sua. Di questa area fa parte l’ex sindaco Michele Marini, il quale potrebbe perfino decidere di competere alle primarie. Nell’ambito però di una coalizione di centrosinistra, che comprenda anche il Partito Socialista e le civiche che si riconoscono nel progetto. Poi bisognerà vedere se Fabrizio Cristofari, candidato a sindaco nel 2017 e consigliere comunale, deciderà di ripresentare la sua civica oppure se concorrerà nella lista dei Dem.

Le variabili

I consiglieri comunali di Frosinone Bellincampi e Mastronardi © Giornalisti Indipendenti

Per quanto riguarda il centrodestra, abbiamo già detto. Soltanto il tempo dirà se alle comunali di Frosinone potrà verificarsi o meno quello che è successo a Terracina. Con Fratelli d’Italia da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra.

Nel centrosinistra ci sono già gruppi che difficilmente saranno allineati alle scelte del Pd e del Psi. In consiglio comunale, per esempio, è appena nato il gruppo Frosinone Indipendente, formato da Marco Mastronardi (eletto nei Cinque Stelle), Fabiana Scasseddu (proveniente dalla Lista Cristofari) e Daniele Riggi (ex Psi). I tre hanno intenzione di giocarsi la loro partita.

Occorrerà pure attendere le scelte di Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune). Nel Misto c’è Vittorio Vitali, eletto nella Lista Cristofari ma adesso esponente di Articolo Uno. Quindi il Movimento Cinque Stelle, che al momento ha un solo consigliere, l’ex candidato a sindaco Christian Bellincampi. La domanda è: i pentastellati riproporranno un loro candidato a sindaco? Oppure i prossimi diciotto mesi potrebbero riservare delle sorprese sul piano nazionale (alleanza organica con il Pd) destinate a riflettersi pure a livello locale?

Quello che è certo è che le elezioni comunali di Frosinone hanno già una valenza politica non indifferente. Da qui a giugno 2022 può succedere di tutto e ogni seduta consiliare da ora in poi potrà essere indicativa. Un segnale, una possibile defezione, una probabile candidatura a sindaco. Per non parlare della politica delle alleanze e dei riposizionamenti delle liste civiche.

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