Fischi e fiaschi della settimana XLVI 2021

Terzo tempo. I fatti centrali ed i protagonisti della settimana XLV. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

FISCHI

FRANCESCO DE ANGELIS

Goffredo Bettini e Francesco De Angelis al Fornaci

La manifestazione con Goffredo Bettini al Fornaci ha fatto capire a tutti (qualora ce ne fosse bisogno) che c’è un solo leader nel Partito Democratico e si chiama Francesco De Angelis.

Il Campo Largo con il quale Enrico Letta ha portato i Dem al successo alle comunali deve ora essere replicato alle Provinciali del 18 dicembre e alle amministrative di Frosinone del giugno 2022.

De Angelis ha già elaborato lo schema e ora si tratta di attuarlo: il centrosinistra va ampliato con liste civiche trasversali, come quella di Gianfranco Pizzutelli. Ma soprattutto vanno celebrate le primarie per tenere insieme esperienze di tipo diverso.

Francesco De Angelis è la memoria storica e politica del centrosinistra della Ciociaria e sa bene che la vittoria di Memmo Marzi nel 1998 diede il via alla stagione vincente dell’intera coalizione. Lui, infine, vuole concludere la carriera da deputato.

Comandante in capo.

NICOLA OTTAVIANI

Nicola Ottaviani

Nessuno faccia finta di non capire: il “” di Matteo Salvini alle primarie di centrodestra per la scelta dei candidati a sindaco apre un’autostrada a Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega e sindaco di Frosinone.

Era quello che voleva, per non disperdere l’esperienza di dieci anni. Per tenere insieme una maggioranza che altrimenti non si terrebbe. Perché gente del livello di Adriano Piacentini, Riccardo Mastrangeli, Danilo Magliocchetti, Antonio Scaccia, Massimiliano Tagliaferri e Fabio Tagliaferri si tiene insieme soltanto se viene data loro la possibilità di concorrere ad armi pari per la candidatura a sindaco.

Nicola Ottaviani deve agire in un ambito di centrodestra, organizzando le primarie con ogni tipo di regola. Lui manterrà un ruolo nel capoluogo. Nel frattempo cercherà di ottenere una candidatura eleggibile alla Camera. Intanto ha dimostrato un feeling vero con il Capitano Matteo Salvini.

Il primario delle Primarie.

ENZO SALERA

Enzo Salera

Il sindaco di Cassino fa un ragionamento semplice ed efficace: all’interno dell’Amministrazione e della maggioranza che la sostiene comanda lui. Punto e basta.

Le crisi con gli assessori (prima Venturi, poi Maccaro) hanno lo stesso tipo di evoluzione nello schema della ricucitura: va riconosciuto il ruolo predominante del primo cittadino. Sul piano amministrativo ma pure politico.

Inoltre, Enzo Salera ha fatto un’operazione con la quale andrà a credito nei confronti dei big del Pd. Perché se alla fine l’intesa con Demos sarà rinsaldata, questo significherà più voti ponderati a Gino Ranaldi alle provinciali e sostegno al Pd alle comunali di Frosinone. Due scenari per niente scontati. A quel punto Salera potrà avanzare delle richieste importanti. Per esempio la candidatura alla presidenza della Provincia.

Dottor Sottile.

FIASCHI

FONTANA-SEGNERI

Enrica Segneri

Al Comune di Frosinone (il capoluogo) il Movimento Cinque Stelle non ha più consiglieri comunali.

Dopo Marco Mastronardi è andato via anche Christian Bellincampi, che la volta scorsa si era candidato a sindaco.

Ilaria Fontana, attuale sottosegretario alla transizione ecologica, è stata eletta alla Camera battendo Mario Abbruzzese nel collegio uninominale di Cassino. Ma è di Frosinone. La deputata Enrica Segneri a Frosinone si è candidata a sindaco nel 2012. Possibile che nessuna delle due abbia avuto sentore di quello che stava per succedere nel Movimento nel capoluogo? Possibile che Marco Mastronardi e Christian Bellincampi non potevano in alcun modo essere recuperati?

Per i Cinque Stelle la doppia uscita non è il massimo sul piano politico. Ma perché i deputati non possono interessarsi anche alle cose che succedono sul territorio? Peraltro in casa loro.

Disattente.

GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte

Luigi Di Maio lo sta letteralmente asfaltando. Al Senato gli ha fatto capire che non poteva esprimere il capogruppo. Alla Camera succederà la stessa cosa. Il ministro degli Esteri ha in mano i Cinque Stelle.

Ma è stata la questione sulle nomine alla Rai ad aver fatto capire chiaramente a tutti che l’ex premier non ha alcun tipo di presa politica sul Movimento che pure presiede sul piano formale.

Di Maio ha fatto asse con Mario Draghi, la sconfitta è tutta di Giuseppe Conte, il quale ha annunciato che i pentastellati non andranno più in televisione. Volendo intendere alla Rai. Ma non sarà così, perché la linea di Di Maio è un’altra. Stesso copione ci sarà quando si tratterà di elaborare le strategie per l’elezione del presidente della Repubblica. La realtà è che Conte è tagliato fuori.

Giuseppi, non stai sereno.

SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi (Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Ha inviato ai parlamentari un opuscolo sulla sua storia personale e politica, perché continua a puntare all’elezione al Quirinale. Eppure, dopo le ultime esternazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa è apparso chiaro che Fratelli d’Italia non vede Berlusconi al Colle.

Nel frattempo però negli “azzurri” è stata imposta l’ennesima tregua armata. Le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini sono in silenzio, ma questo non significa che siano d’accordo. Renato Brunetta esterna maggiormente ma evita polemiche. Per ora.

Intanto però continuano le grandi manovre per provare a dare vita ad un centro guidato da Mara Carfagna. Silvio Berlusconi non è nelle condizioni di potersi staccare da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Ma così Forza Italia va alla deriva.

Senza via di uscita.

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