Il Commissario convoca il Pd: ora il congresso

Il commissario provinciale del Pd di Latina riunisce a Roma i dirigenti dei circoli di Latina, Formia, Pontinia e Minturno. Il caso Formia "Merita un approfondimento". Pd verso l'addio al simbolo a Latina.

Prove teoriche di pacificazione nel Partito Democratico di Formia. Le ha avviate formalmente il commissario provinciale del Pd di Latina Matteo Mauri, l’ex vice ministro dell’Interno nominato dal segretario nazionale Enrico Letta. È lui a tenere le redini della Federazione  all’indomani delle dimissioni rassegnate da Claudio Moscardelli per l’inchiesta sui concorsi pilotati all’Asl pontina. (Leggi qui Moscardelli ai domiciliari, si dimette da Segretario Pd).

Ha  voluto incontrare a Roma i dirigenti Dem dei principali Comuni pontini chiamati al voto: Latina, Formia, Pontinia e Minturno. L’invito è arrivato quindi anche a quelli che sono il Segretario ed il Presidente del Pd di Formia, Luca Magliozzi e Gennaro Ciaramella: divisi da una clamorosa spaccatura che ha diviso in due il Partito; una parte ha seguito il presidente e l’ex 4 volte sindaco Sandro Bartolomeo nella coalizione trasversale che sosterrà Amato La Mura; una parte ha seguito il Segretario che si candiderà a sindaco con una coalizione di sinistra. Una divisione che nei mesi scorsi è stata sterilizzata dal Segretario regionale Bruno Astorre: ordinando il ritiro del simbolo Pd e vietando di schierare il Partito o fare accordi elettorali in nome e per conto del Pd. (Leggi qui La scomunica di Astorre: niente simbolo al Pd).

Congresso e tesseramento

Matteo Mauri, commissario provinciale Pd Latina (Foto: Gaetano Lo Porto / Imagoeconomica)

Bruno Astorre è stato presente ai lavori. Ha inquadrato al commissario provinciale la situazione, Comune per Comune.

Se qualcuno si aspettava input in vista della chiamata alle urne non ha compreso il ruolo assegnato dallo Statuto ai Commissari. I territori sono al centro e pertanto saranno loro a stabilire le strategie che ritengono più opportune in vista delle Comunali. Allora cosa voleva l’onorevole Mauri da quell’incontro? Si è soffermato sulla necessità di tenere “entro la fine dell’anno” il Congresso per l’elezione del nuovo Segretario Provinciale del Pd. Ha evidenziato l’importanza di tenere in via preliminare un nuovo tesseramento.

Lo Statuto assegna questa funzione al Commissario: ricostruire il dialogo, portare nel più breve tempo alla ricostituzione degli organi statutari.

Il caso Formia

Il presidente ed il segretario del Circolo Pd di Formia

L’argomento-voto amministrativo non è stato  più rinviabile quando al Commissario sono stati presentati i due giovani dirigenti Dem di Formia. Eletti due anni fa al termine di un congresso sezionale unitario ma da mesi diventati due rette che hanno deciso di restare parallele.

Luca Magliozzi e Gennaro Ciaramella hanno ribadito le loro posizioni. L‘hanno fatto in due distinti incontri che “sono durati praticamente cinque minuti ciascuno come hanno raccontato i due diretti protagonisti.

Ciaramella è stato chiaro: il Pd se non vuole estinguersi e “fare la stessa fine fatta dal Partito a Fondi e Terracina deve provare a costruire un governo alternativo ed affidabile  sul piano amministrativo. Anche a costo di farlo con forze politiche e civiche apparentemente lontane per storia ed estrazione politica e culturale“.

Il segretario Magliozzi  ha ribadito di avere accettato la candidatura a sindaco per conto di “un campo  largo e progressista. È l’iniziativa più fisiologica che possa fare il mio Partito“.

Mauri ha preso atto. Congedandosi dai due dirigenti  formiani, ha risposto che il caso Formia merita un approfondimento. Quando? “Nei prossimi giorni è stata la risposta che hanno ricevuto Magliozzi e Ciaramella.

Il simbolo a Latina

Damiano Coletta, sindaco di Latina (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Altro tema elettorale portato all’attenzione del Commissario: la questione del simbolo Pd a Latina città. 

A Latina il Pd ha quasi definito la scelta di rinunciare al proprio simbolo. E dunque di presentarsi alle prossime elezioni, a sostegno della rielezione del sindaco civico Damiano Coletta, schierando a sua volta una lista civica. La scelta della Segretaria Franca Rieti è simile a quella promossa per primi da Ciaramella e Bartolomeo: “Andare oltre il Partito ed i suoi steccati“. 

La situazione politica a Formia è molto diversa. Il segretario in carica Magliozzi  ha fatto sapere che farà tutto il possibile per ottenere l’assegnazione del simbolo. Ha presentato ricorso. Le possibilità che venga esaminato prima del voto sono pari allo zero.

Tutti civici per Amato

Gianluca Taddeo, Claudio Fazzone, Amato La Mura

Sull’altro fronte, quello dei Dem che stanno con l’ex 4 volte sindaco Sandro Bartolomeo, non ci pensano proprio a tenere il simbolo. Il progetto è trasversale e va oltre gli steccati di Partito. Manca l’ufficialità ma è stato già deciso nome ed il simbolo della lista civica che sosterrà l’infettivologo Amato La Mura. Si chiamerà semplicemente “Per Formia“.

Anche la Lega è pronta ad ammainare il simbolo. Sarebbe stato scelto i nome di “Prima Formia” parafrasando lo slogan tanto caro al capitano Matteo Salvini. Deve decidere solo l’Udc come trasformare il nome ed il logo del suo Partito. Maurizio Costa invece non ha problemi: proporrà di nuovo la civica “Ripartiamo con Voi” che è stata detrminante per l’elezione e poi per la caduta del sindaco Paola Villa.

Tutti politici per Gianluca

Avrà invece un’impronta più identitaria lo schieramento di Gianluca Taddeo, aspirante primo cittadino di Forza Italia, Fratelli d’Italia e di alcune liste civiche. Ha atteso qualche giorno per replicare a La Mura e, indirettamente, all’ex sindaco Sandro Bartolomeo. (leggi qui La Mura tira su Fazzone: “è lui il vero candidato”).

Gianluca Taddeo

“A qualche mio detrattore – ha ribattuto Taddeo – vorrei dire che preferisco i bilanci consuntivi ai programmi preliminari che molto spesso si traducono nel classico libro dei sogni. Mi sento l’uomo del fare, quello che opera concretamente“. 

Ricorda che non si è autocandidato ma gli è stato chiesto di scendere in campo. E menziona nomi e cognomi: “Con senso di appartenenza, ho aderito alle sollecitazioni dei vertici di Forza Italia, dal senatore Claudio Fazzone all’Eurodeputato Salvatore De Meo, dal Consigliere regionale Pino Simeone al Presidente del Consorzio Industriale Salvatore Forte. Non sono espressione di una singola forza politica, ma di una più ampia coalizione, composta, per ora, da ben sette liste e che ha visto confluire, accanto all’area di centrodestra, con Forza Italia e Fratelli d’Italia, forze moderate e trasversali. Ecco, tutti assieme lavoreremo per Formia, con lealtà e passione“.

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