Il Partito del sindaco mette i paletti al Pd

Incontro tra PD e civica 'Salera Sindaco'. Che mette paletti al Segretario Dem Fionda. Da ora in poi al tavolo del centrosinistra dovranno sedere solo coloro che rappresentano un Partito. Una mossa per bloccare la manovra del Pd provinciale

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Nessun segnale di pace, nessun raffreddamento della tensione politica. Il sindaco di Cassino Enzo Salera continua nella sua manovra: convinto che le componenti maggioritarie del Pd provinciale vogliano accerchiarlo, scava un fossato politico. Per impedire che chiunque possa condizionare la sua azione amministrativa. (leggi qui: La rottura di Salera: “Il Pd non si sta comportando bene con noi”).

La trincea di Enzo Salera

Romeo Fionda

La trincea viene scavata durante l’incontro con il Segretario cittadino del Partito Democratico Romeo Fionda. Si tiene dopo gli altri tavoli avvenuti con Psi, Azione, Demos, Pop e altre formazioni politiche e civiche del Centrosinistra presenti in città.

Fionda a quel punto ha fissato un vertice con la lista “Salera sindaco“, la forza che esprime sei consiglieri comunali e due assessori: Maria Concetta Tamburrini e Danilo Grossi considerato braccio destro e spin doctor del primo cittadino. Un elemento da non sottovalutare, visto quanto emerso nell’incontro che si è svolto nelle scorse ore.

L’assessore Danilo Grossi non ha preso parte all’incontro: lui al vertice con il Pd ha partecipato come fondatore di Pop, la formazione che fa riferimento al consigliere regionale del Lazio Marta Bonafoni. Per la lista “Salera Sindaco” c’era il coordinatore Fernando Cardarelli con i consiglieri comunali Riccardo Consales ed Edilio Terranova. Anche loro considerati con Grossi il “cerchio magico” del sindaco Salera: non è un caso che siano stati loro a fare scudo intorno al primo cittadino nei giorni scorsi, quando ha alzato la voce nei confronti dei vertici della Federazione Provinciale del Pd e ha lasciato trapelare l’ipotesi di una Terza Via. (Leggi qui: Pd, la Terza Via di Enzo Salera).

No all’accerchiamento

Sara Battisti ed Enzo Salera

Un’ipotesi, questa, che al momento sembra non preoccupare più di tanto Pensare Democarico di Francesco De Angelis e Base Riformista di Antonio Pompeo: le due componenti maggioritarie. Non sono allarmati perché Salera non ha l’apparato per dar vita ad una sua corrente.

Classificano la manovra del sindaco per quello che è: l’avvertimento con cui allontanare le ingerenze dei vertici frusinati del Pd. Che hanno valorizzato e premiato figure del Centrosinistra ritenute ostili da Enzo Salera. Come l’ex consigliere comunale Sarah Grieco (divenuta portavoce provinciale de Le Democratiche) e Marino Fardelli, che ormai da un anno è il difensore civico della Regione Lazio.

Due operazioni targate Sara Battisti (vice Segretario Pd del Lazio) e Mauro Buschini (Coordinatore della maggioranza Zingaretti in Regione); entrambi di Pensare Democratico. Gli stessi consiglieri regionali hanno lavorato per creare ponti verso la maggioranza al consigliere comunale Luca Fardelli, fratello di Marino: al primo turno delle elezioni del 2019 non hanno sostenuto Enzo Salera.

Si stanno comportando male

Mauro Buschini ed Enzo Salera

Il Partito non si sta comportando bene con me” ha spiegato ai suoi fedelissimi il sindaco Enzo Salera fino a quando poi ha deciso di passare il Rubicone. Lo ha fatto avallando la nota del suo portavoce che ha usato toni sprezzanti nei confronti dei vertici del Pd, soprattutto di Pensare Democratico. È la corrente alla quale è legato il consigliere comunale Luca Fardelli.

Con buona pace del senatore Bruno Astorre, Segretario Regionale del Pd che ancora nei mesi scorsi stava lavorando per mettere fine alle ostilità, tra gli ambienti della maggioranza di Cassino. Tra il serio e il faceto sulle chat di whatsapp i consiglieri scrivono: “Fardelli sta a pane e acqua“.

I paletti al Pd

Fernando Cardarelli ed Enzo Salera

Il sindaco utilizza il suo cerchio (magico?) per respingere l’accerchiamento e così nell’incontro avuto con il Pd, il coordinatore della lista “Salera sindaco” Fernando Cardarelli ha messo in chiaro: “Il campo largo che dovrà sostenere Salera nel 2024 deve avere dei confini”. Quali? “Noi siamo d’accordo sui punti programmatici. Abbiamo detto al segretario del Pd che in questi giri preliminari può sentire chi ritiene opportuno ma da ora in poi, per evitare gli errori fatti nelle precedenti elezioni, chi si siede intorno a un tavolo deve rappresentare una formazione politica, una lista“.

Cosa significa? Paradosso vuole che Fernando Cardarelli e la lista del sindaco sostengano la stessa dottrina sviluppata dal Segretario provinciale Pd Luca Fantini dopo i mesi di estenuanti trattative per le elezioni Comunali a Sora. Al netto di quei mesi di chiacchiere è stato evidente che in molti avanzavano pretese politiche ma oltre al simbolo avevano nulla: nemmeno i nomi per comporre una lista. Voti? Nessuno. Capacità di incidere alle urne? I fatti di Sora hanno aggiornato il modus operandi. del Segretario.

A Cassino dicono le stesse cose ma in maniera più pragmatica: “No ai cani sciolti, solo persone che siano in grado di fare una lista. E che sostengono il progetto dell’amministrazione Salera”.

L’incognita Maccaro

Luigi Maccaro ed Enzo Salera

Tra questi ci sarà ancora Demos? L’assessore Luigi Maccaro ormai non parla da mesi: un silenzio più che eloquente; c’è differenza di vedute che però non collocherà il movimento di Paolo Ciani fuori dalla maggioranza. Non fino a quando continuerà il dialogo con il Campo Largo di Nicola Zingaretti su scala regionale. Ciani ed il Governatore hanno una sintonia costante e proprio questo blinda il rapporto con Salera a Cassino.

Certamente molto dipenderà da quel che succederà nel 2023. Ad alcuni interni alla maggioranza è sembrato pretestuoso l’attacco di Salera ai vertici Dem: magari per avere mani libere e sostenere Marta Bonafoni alle prossime elezioni regionali perché Pop, da solo, a Cassino non avrebbe la forza necessaria.

È sulle strategie per le Regionali che si sta giocando la vera partita. La Terza Via evocata da Salera sanno tutti che è qualcosa che oscilla tra l’utopia e l’impossibile. A meno che l’intenzione non sia quella di fare solo un dispetto. Che, com’è noto, a volte vale di più di una masseria.

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