La secessione poco morbida di Salera

Rapporti ai minimi storici tra Cassino ed il Pd provinciale. Cosa c'è dietro all'operazione che porta alla candidatura di Sergio Messore alla Camera. E cosa accadrà alle Regionali

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

La campanella suonerà alle ore 10 del 10 agosto: nessuna pausa, neanche per San Lorenzo, neanche nella settimana che precede il Ferragosto. A Cassino l’estate è bollente, e non solo per il Consiglio comunale straordinario in programma nel pieno dell’estate.

A riscaldare il clima ci ha pensato il sindaco Enzo Salera che nei giorni scorsi ha creato una chat di whatsapp con una quindicina di sindaci del Centrosinistra del territorio. Ufficialmente per mettere in pratica quel che ha chiesto il segretario nazionale del Pd Enrico Letta agli amministratori locali: scendere in campo alle Politiche.

Sulla composizione di quella chat si innestano due chiavi di lettura.

Non ci comandano loro

Enzo Salera

La prima vuole che il sindaco di Cassino Enzo Salera sia tornato sul piede di guerra contro la dirigenza provinciale del Pd; in particolare contro la componente maggioritaria Pensare Democratico guidata da Francesco De Angelis. La seconda vuole che Salera stia conducendo la rivendicazione di un territorio che reclama il riconoscimento politico della sua identità geografica; portata avanti in maniera netta e decisa, senza che però questo debba essere considerato un atto ostile né nei confronti del Partito né di una sua componente.

C’è un denominatore comune. Che indica una situazione politica ben precisa. E lascia intravedere scenari altrettanto delineati per il futuro prossimo.

Nei giorni scorsi era stato il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Gino Ranaldi a spiegare che l’amministrazione comunale di Cassino non avrebbe sostenuto alle Politiche un candidato del Nord della Provincia. Lo ha fatto dopo che il Segretario della federazione provinciale Luca Fantini era giunto a Cassino per chiedere al Segretario del circolo locale del Pd Romeo Fionda l’adesione alla proposta di candidatura per Francesco De Angelis.

Luca Fantini

Digli che non ci penso nemmeno” è stato il messaggio affidato da Enzo Salera al Segretario Pd Fionda dopo essersi confrontati. (Leggi qui Quei siluri per affondare la candidatura di De Angelis).

Noi pretendiamo rispetto, non ci facciamo comandare da Fantini” è andato ripetendo come un mantra Salera ai suoi fedelissimi di Cassino.

Le due chiavi di lettura 

La forma si presta ad essere interpretata in due modi. La prima: la ribellione ai dirigenti di Frosinone, un nuovo no a quella che viene considerata una sottomissione di Cassino; un ulteriore pressa di distanza dal gruppo di Pensare Democratico che a Cassino giudicano ostile da sempre: perché non appoggiarono la candidatura di Salera a sindaco, perché fu necessario l’intervento del Segretario Regionale Bruno Astorre per indire le Primarie; perché in epoca recente l’area di De Angelis ha mandato segnali chiari all’area ostile a Salera: eleggendo l’ex consigliere Sarah Grieco portavoce provinciale de Le Democratiche e favorendo l’elezione a Difensore Civico regionale di Mario Fardelli ex segretario Pd dimessosi per non avallare la candidatura di Salera.

L’altra chiave di interpretazione, alternativa alla prima. Ad Enzo Salera non importa un fico secco delle Componenti interne al Pd. Non vuole essere intruppato né in Pensare Democratico, né in Base Riformista, né in qualunque altra. Vuole determinare un’ area di riferimento del Cassinate e non organizzata come una Componente.

Il niet di Costanzo

Simone Costanzo

Ragionamento allargato agli altri sindaci del territorio radunati su una chat di whatsapp. Nella quale Enzo Salera ha spiegato la sua posizione e chiedendo la disponibilità ad uno di loro a fare da portabandiera, candidandosi alla Camera nel nuovo Collegio uninominale che va da Terracina a Fondi fino a Formia e Cassino.

Una battaglia di rappresentanza, ha spiegato. Aggiungendo che la bandiera l’avrebbe portata volentieri lui stesso. Ma la legge prevede che per candidarsi al Parlamento i sindaci che guidano Comuni al di sopra dei 20.000 abitanti debbano dimettersi.

Una candidatura di servizio. Sulla quale concentrare il voto del Cassinate: per cominciare a testare la tenuta in vista delle Regionali che ci saranno in inverno. Motivando l’elettorato su un nome di area e riconoscibile.

La scelta era ricaduta su Simone Costanzo, sindaco di Coreno Ausonio ed in passato Segretario provinciale del Pd. Ma ha declinato. Ha capito subito che quella candidatura aveva tutte le impronte digitali di un atto ostile nei confronti di Pensare Democratico. Perché si può legittimamente reclamare una candidatura di area per la Camera Uninominale, ma nulla impediva di sottoscrivere anche un documento di sostegno a Francesco De Angelis. Condividendo eventualmente quello firmato dalla Direzione Provinciale nel suo insieme. Che ha chiesto per il leader la candidatura come Capolista nel Proporzionale al Senato.

Dietro al nome di Messore

Il sindaco Sergio Messore (Foto: Michele Di Lonardo)

Si è reso disponibile quindi Sergio Messore, sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano. È sul suo nome che il Centrosinistra del Cassinate intende fare la campagna elettorale. Mettendo a disposizione le candidature dei sindaci, così come chiesto da Enrico Letta.

Quel ragionamento, avanzato da Enzo Salera è stato portato al vice segretario del Lazio Sara Battisti ed ha trovato subito sponda. È stata lei a rappresentare l’esigenza di Salera al Segretario regionale Bruno Astorre. Che ha dato il suo placet. Portando la questione al tavolo sul quale poi deciderà Enrico Letta come su tutte le altre candidature.

Questo è l’aspetto formale ed ufficiale. Ma c’è dell’altro. C’è di più. Cosa si nasconde dietro questa manovra?

Anzitutto è un argine a quelle che vengono ritenute le ingerenze di Frosinone. Ma, soprattutto, è la prima vera prova di forza con la quale Enzo Salera intende costruire la sua leadership politica dentro e fuori il Pd.  I rapporti con la federazione provinciale non sono ostili ma sono ai minimi storici.

Nemmeno un ringraziamento

ENZO SALERA E ROMEO FIONDA

Il Segretario Luca Fantini non è stato neanche ricevuto in Comune, nel corso della sua “missione” a Cassino. Il sindaco lo ha ignorato. Facendo un ragionamento politico discutibile: “Dal momento che la questione della candidatura di De Angelis è andato a discuterla con il Segretario Fionda, Fantini continui a discutere con lui. Io non lo ricevo”.

Se da un lato è vero che Enzo Salera è l’uomo forte del Pd a Cassino è altrettanto vero che il dialogo istituzionale del Partito va fatto non con lui ma con il Segretario cittadino; che piaccia o meno, seppure di sua totale fiducia, esiste ed esercita un ruolo.

Allo stesso modo si può classificare quello che è accaduto qualche giorno dopo questo episodio. Protagonisti i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti: a loro neanche un cenno di ringraziamento per il contributo regionale di oltre un milione di euro ottenuto per completare la pedonalizzazione del centro cittadino. Se Sara Battisti ha diramato un comunicato parlando di “impegno mantenuto con l’amministrazione comunale” il sindaco ha evidenziato che c’è stata la corsa a prendersi i meriti.

Il suo vice con delega ai Lavori Pubblici Francesco Carlino ha infatti diramato una nota per comunicare il finanziamento regionale ricevuto, senza far cenno ai due consiglieri regionali del Pd.

Alle prossime Regionali, la posizione di Enzo Salera e dei suoi molto difficilmente sarà orientata in quel verso.

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