E li chiamano alleati

Dalla presidenza del Copasir alle dimissioni (che nessuno presenta) dall’ufficio di presidenza del consiglio regionale del Lazio. Fino ad arrivare alla candidatura alla presidenza della Provincia di Frosinone e alle comunali nel capoluogo ciociaro. Lega e Fratelli d’Italia sempre più lontani. E diversi.

Se si votasse oggi per il presidente della Provincia di Frosinone il centrodestra si presenterebbe spaccato. La Lega punterebbe probabilmente sul sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo, mentre Fratelli d’Italia lancerebbe Roberto Caligiore, primo cittadino di Ceccano. Ma ad ogni livello i due Partiti sono ormai su fronti contrapposti.

Gli ‘alleati‘ nazionali

Il Capitano della Lega Matteo Salvini, a proposito della vicenda del Copasir (il comitato parlamentare che si occupa dei Servizi), ha detto: “Aspetto le dimissioni di tutti i componenti del Copasir. I componenti della Lega sono pronti a dimettersi ma devono dimettersi tutti e poi si elegge il nuovo presidente”. 

Adolfo Urso (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

La vicenda è questa: il presidente del Copasir è il leghista Raffaele Volpe. La prassi stabilisce che le presidenze delle Commissioni e  degli organi di controllo vadano all’opposizione. La Lega era all’opposizione del Conte bis. Poi però è arrivato Mario Draghi, sostenuto anche dal Carroccio. E allora Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha rivendicato per il suo Partito la presidenza del Copasir. Il nome prescelto è quello del senatore Adolfo Urso.

Infatti Giorgia Meloni ha ribadito: “Non è un problema che va risolto tra me e Salvini, ma tra maggioranza e opposizione, con i presidenti delle Camere, si spera con un intervento del presidente della Repubblica. Sono colpita che su questo non abbia detto una parola. Credo che una parola sua possa fare la differenza”.

Ma anche in Regione Lazio…

Alla Regione Lazio situazione per molti versi analoga. Il palcoscenico è quello dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Chiara Colosimo, consigliere di Fratelli d’Italia, chiede l’azzeramento dell’intero organo. Nel quale  ci sono anche due esponenti leghisti, Daniele Giannini e Pino Cangemi. Ma il Carroccio non intende far effettuare passi indietro repentini.

Per la verità il deputato Francesco Zicchieri li ha chiesti, ma il sottosegretario e coordinatore regionale Claudio Durigon lo ha stoppato. (Leggi qui Brutta storia: dimissioni! Anzi, meglio no).

Francesco zicchieri. (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Per ora. Fratelli d’Italia non ha rappresentanti nell’Ufficio di Presidenza. Il che dà al gruppo regionale della Meloni un margine di azione enorme. In realtà però le strade di Lega e Fratelli d’Italia si stanno separando ovunque. Con la Meloni all’opposizione su tutto e Salvini un po’ di lotta e un po’ di governo.

In Ciociaria Nicola Ottaviani e Massimo Ruspandini si evitano accuratamente su tutto e il sindaco di Frosinone, in vista delle elezioni comunali in programma tra un anno, è sempre più convinto di poter fare a meno dei Fratelli d’Italia.

Alle Provinciali i due partiti si conteranno sugli amministratori, sui sindaci e sui consiglieri, quelli che cioè hanno il diritto di voto nella competizione. Poi si deciderà il da farsi. Unica variabile: la legge elettorale per Camera e Senato. Se non cambierà ci sarà bisogno di coalizioni. E sarà un problema.

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