Venne il giorno del mascherina gate in Regione: “Chi ha sbagliato pagherà”

Foto © Bruno Ponzani

In Consiglio regionale la resa dei conti su caso mascherine e fase due. Zingaretti punta a creare un modello meno vulnerabile ai profittatori. Coinvolge le opposizioni. Ringraziandole per avere vigilato. E sollevato il caso. "Insieme vogliamo chiarezza”

Un minuto di silenzio per le vittime del coronavirus, come già accaduto una settimana fa e poi il fuoco alle polveri. Con Nicola Zingaretti che illustra al Consiglio regionale la relazione sull’emergenza Coronavirus e sulla Fase 2: e mette tutte le dita in ogni piaga.

Dalla truffa sulle mascherine mai fornite dalla Ecotech alla cassa integrazione che tarda ad arrivare: se qualcuno si attendeva un’autodifesa ad oltranza con storie fantastiche grazie alle quali salvare la faccia è rimasto sorpreso. Niente nipoti di Mubarak per Nicola Zingaretti: “Si indaghi su tutto, senza sconti e se qualcuno ha approfittato pagherà”. Nessuna linea del Piave, la linea che traccia il Governatore è quella dell’orizzonte: costruita sulle migliaia di pratiche della cassaintegrazione elaborate in pochi giorni per lasciare nessuno indietro, sui gravi limiti scoperti nelle case di riposo ed il nuovo modello di assistenza agli anziani che si sta delineando; sulla barriera della Sanità tirata su in poche settimane che ha retto l’urto del covid-19 ed è già pronta a reggere le seconda ondata attesa per l’autunno.

Un minuto per le vittime

Funerale di una delle vittime del Coronavirus Foto © Imagoeconomica / Sergio Oliverio

“Suggerisco all’aula un minuto di silenzio per tutte le vittime del Coronavirus fino a ieri sera” ha esordito il governatore. Poi ha parlato. A lungo e di tutto, in particolare del mascherinegate: la vicenda delle mascherine mai ricevute e delle fideiussioni a garanzia degli acconti dati dalla Regione Lazio.

Quattro le chiavi di lettura: nuovi strumenti per indagare. Approccio collegiale al problema ed opposizioni chiamate a cooperare. Piani di rientro e restituzione. Infine un audit per ridisegnare velocità e trasparenza in situazioni di emergenza. Cioè rendere efficiente e trasparente il modello. Perché tutto ciò che è andato storto nella fase in cui la nuova emergenza calamitava l’attenzione non abbia a ripetersi. Mai più, ma senza veleni gratuiti a trazione politica.

Cerchiamo insieme la verità

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

“Il Consiglio regionale dovrà decidere le forme e gli strumenti adeguati per continuare ad affrontare questo tema. Più trasparenza c’è e meglio è perché non c’è nulla da nascondere ed è giusto che la verità si cerchi insieme”.

Ha spiazzato tutti. Nessuna difesa. Nessuna accusa alle opposizioni di avere montato una macchina del fango. Al contrario. “In questo scenario di forte criticità e di grande difficoltà nel reperire fornitori e intermediari affidabili hanno fatto bene le forze di opposizione“. A far cosa? “A vigilare, denunciare e indicare i problemi”.

Se fosse su un tatami e non in un’Aula legislativa sarebbe una mossa di Ju Jitsu: l’arte marziale giapponese in cui si prende l’energia dell’avversario e si usa a proprio vantaggio. Così fa Nicola Zingaretti. Prende l’opposizione e mette tutti dalla stessa parte. “La vostra è anche la nostra preoccupazione come giunta e maggioranza politica”.

La ricostruzione

Coronavirus, fabbrica di mascherine Foto © Nikolay Doychinov / Imagoeconomica

Di fronte all’evento improvviso della pandemia vi è stata una grande difficoltà nell’approvvigionamento della protezione individuale. Questo di fronte alla crescita della domanda che ha messo in crisi l’Europa”.

Attualmente “la necessità di protezione che richiede il nostro sistema sanitario va dagli 80mila ai 100mila dpi al giorno“.

Su comportamenti di operatori di mercato che possono avere compiuto iniziative opportunistiche a danno della Regione si esprimerà la magistratura. Con essa tutti gli organismi inquirenti con cui stiamo collaborando e stiamo tenendo costantemente informati. Se qualcuno se n’è approfittato dovrà pagare e pagherà“.

Zingaretti lo ha rimarcato senza mezzi termini. “La Ecotech ci ha comunicato di avere sottoscritto accordi con le sue aziende fornitrici per la restituzione dell’intera somma da noi erogata. In più la firma di una transazione che fissa un puntuale piano di rientro e su questo si è avviata una procedura di restituzione. Vigileremo con grande rigore perché l’impegno preso da Ecotech sia rispettato. Questo fino a quando l’ultimo euro non ritornerà nelle casse della nostra istruzione. Non lasceremo nulla di intentato”.

Parallelamente “va avanti anche l’iter che riguarda le polizze. Il primo maggio è già stata chiesta la loro escussione e domani è il termine ultimo per la loro riscossione. Anche su questa vicenda, se qualcuno si è approfittato in un momento di necessità di questa istituzione pagherà davanti alla Giustizia”.

“Più difficile del terremoto”

Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Zingaretti non ha dubbi nel valutare l’impatto della pandemia. Una catastrofe più griossa del terremoto.

“Ho vissuto da presidente la tragedia immensa del terremoto. Stavolta tutto è stato davvero stato più complesso, difficile e grande. Dare risposte ogni giorno, lavorando ed esponendosi più di altri al rischio. Non solo di infettarsi ma di prendere decisioni. Questo ha fatto la differenza”.

Ci sono stati, come in tutte le situazioni d’emergenza, uomini e no. “Tutte le persone perbene e responsabili, di fronte al rischio di esplosione della pandemia e di vedere morire i nostri operatori sanitari e i cittadini, si sono adoperate per i rifornimenti”. Zingaretti ha insistito. “Da vagliare e controllare. Credo e spero sia accaduto così in tutta Italia. Anche se ben altre inchieste si sono aperte“.

Ripensare i metodi del Pubblico

La sede della Giunta Regionale del Lazio Foto © Stefano Petroni

La pandemia è stata un’emergenza del tutto nuova. Che ha messo a nudo i limiti di un modello abituato a reagire in pochi minuti di fronte alla calamità. “Siamo abituati a organizzare simulazioni di Protezione Civile, definendo protocolli di intervento. Ed anche allenando le nostre squadre nell’allestimento di campi di emergenza e di evacuazione”.

Questa volta però è stata una storia del tutto diversa, un’emergenza nuova. “La tragedia Covid ci obbliga a progettare analoghi manuali di intervento di emergenza . Questo per la produzione o l’approvvigionamento di beni su larga scala con tempi mai pensati prima”.

Insomma, bisogna prendere tutto quello che ha funzionato e pure tutto quello che è andato storto. E scrivere un nuovo modello da mettere accanto a quello che si utilizza davanti alle calamità tradizionali. In quel modello ci deve essere anche cosa fare per trovare subito sul mercato dei beni particolari e con urgenza, come nel caso delle mascherine, evitando fregature. “Ho chiesto l’attivazione di un audit, che discuteremo anche in questa sede. Avrà lo scopo di predisporre un nuovo piano, in presenza di eventi eccezionali, con nuove procedure di acquisto speditive e trasparenti. Nella consapevolezza che siamo proiettati in scenari inediti rispetto ai codici in cui siamo abituati a vivere e operare come pubblica amministrazione”.

Non c’è stata solo la speculazione sulle mascherine. All’improvviso qualcosa di strano ha iniziato ad accadere anche sui tamponi. “Già oggi – ha concluso Zingaretti- assistiamo a effettivi dispersivi di competizioni commerciali nel mondo su produzioni industriali saturate. Un esempio? I reagenti per i tamponi. Dobbiamo fare chiarezza su quanto è accaduto, senza timore. E prepararci ad efficientare la nostra macchina amministrativa per affrontare al meglio il futuro”.

Aiutiamo i giudici, ma le illazioni …

Corte dei Conti, carabinieri in alta uniforme e toghe © Imagoeconomica / Benvegnu’ Guaitoli

Collaborazione con la magistratura da una parte, duro attacco ad alcuni organi di informazione dall’altra. Su alcuni aspetti della vicenda mascherine Zingaretti, parlando in Consiglio, è stato lapidario.

“Oggi scriverne è legittimo, giusto e facile, ma farlo seminando veleni e sospetti su persone perbene lo è molto meno. Non parlo del dibattito politico tra noi, che è utile e dovrà continuare. È accaduto qualcosa di inaccettabile, come la campagna diffamatoria che nella rete ha sparso veleni ignobili su tante persone perbene, messe alla gogna. Oppure avere accusato me o la mia malattia come falsa e inventata, trattata in una clinica privata”.

Il governatore ha quindi ribadito all’aula una condizione essenziale. Totale collaborazione per accertare la verità e massima collaborazione tra noi. Cioè fornendo agli organi preposti tutti gli strumenti per accertare la verità e dotandoci di altri per il futuro”.

Poi un passaggio. Con il quale Nicola Zingaretti ha ricordato che il coronavirus non è solo una polemica politica. Ma è anche una maledetta bestia che uccide. “Pensiamo anche a salvare vite umane e ridare un futuro alla nostra Regione. Perché il virus non mette a rischio solo la nostra salute ma ha sconvolto le nostre vite, cambiando le nostre abitudini e il nostro lavoro”.

Leodori, il grazie e l’investitura

Daniele Leodori © Imagoeconomica / Paola Onofri

Arriva il momento della benedizione per Daniele Leodori, il suo vice che ama stare lontano dai riflettori. Non è conosciuto come lui. Ma con il Governatore condivide la conoscenza antica della macchina amministrativa.

Nei giorni più accesi della polemica per le mascherine che non arrivavano, tanti pensavano che proprio Daniele Leodori sarebbe stato la vittima da sacrificare. Dandolo in pasto ai media e buttandogli sulle spalle la croce. Dopotutto era lui a controllare ogni cosa mentre il Governatore stava confinato in una stanza a combattere contro il coronavirus.

Invece non c’è croce per Leodori. Tutt’altro. “Ringrazio Daniele Leodori perché mi ha sostituto in momenti difficili e drammatici nella vita della nostra amministrazione. Lui è stato e sarà il coordinatore di tutto quanto avverrà in termini progettuali. Lo sarà coinvolgendo Anci, Comuni, prefetti, mondo delle imprese e Il Consiglio regionale. Lo farà per presentare un progetto di ripresa produttiva nella nostra Regione”.

 Le conseguenze

Foto © Gaetano Lo Porto

Non ci sono solo le conseguenze fisiche del Covid.-19. ma anche e soprattutto quelle economiche.

L’impatto nel Lazio sarà durissimo, devastante. La nostra economia è molto ‘terziarizzata’. A Roma in particolare, e ha nel turismo, nel commercio e nella vocazione internazionale la crescita. Quindi saremo colpiti perché questo è il nostro modello produttivo. Il vero rischio non è solo quello della povertà, ma della forte crescita delle disuguaglianze sociali”.

Tornare alla vita è la priorità assoluta. Il Governatore annuncia allora la riapertura delle attività da lunedì. (leggi qui Lazio, via libera alla riapertura da lunedì) . “È il momento di un grande sforzo collettivo. Discutiamo in Consiglio su come rimettere in piedi il Lazio. Valuteremo gli effetti sul nostro territorio del decreto del governo varato ieri. Ma siamo coscienti che l’evento che viviamo ha un carattere di straordinarietà. Quindi altrettanto straordinario dovrà essere l’impegno della Regione. Sicurezza, partecipazione, responsabilità e solidarietà sono parole che devono diventare progetto.

Probabile che la curva cresca

Coronavirus, medici in mascherina © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

La paura è che il virus torni a crescere, a diffondersi tra la gente, ad uccidere. Nicola Zingaretti lo sa che questo pericolo c’è ed è concreto. “È probabile che la curva epidemica riprenderà a crescere col superamento del lockdown. Questo dovrà essere un elemento fondamentale per tenere la curva sotto controllo e permettere alla vita di continuare ad andare avanti”.

I numeri per ora sono positivi. I contagi diminuiscono, i ricoveri sono sempre meno, le Terapie Intensive si stanno svuotando. Ma… “ci sono cluster nuovi, che dovremo monitorare e sui quali nelle prossime ore interverremo con una forte radicalità. Mi riferisco a quelli degli appartamenti e dei nuclei familiari, sui quali dobbiamo accendere i riflettori per proporre anche lì dentro norme di salvaguardia, distanziamento e provvedimenti che curino aspetti che magari, dentro le nostre abitazioni, riteniamo poco importanti”.

Spiegarlo è semplice: se il marito torna a casa positivo al coronavirus infetta automaticamente tutta la famiglia. Se lo scopre in tempo deve stare recluso in una stanzetta ed evitare ogni possibilità di contatto. ma per chi ha una casa troppo piccola e non si può fare tutto questo? “Non escludo, proprio per combattere i rischi di cluster dentro gli appartamenti, che dovremo ricorrere sempre di più all’ospitalità negli alberghi per i casi positivi che fino ad oggi sono stati indicati come ipotesi da tenere in isolamento nei propri appartamenti”.

Preoariamoci alla nuova fase

Coronavirus, operaio della sanificazione © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Siamo dentro ad una nuova fase. Quella del post emergenza. Quella in cui si deve convivere col virus. Puntando alla massima prevenzione. La Sanità dovrà cambiare, il modello dovrà essere diverso. “La scelta che dovremo fare sarà basata sull’obiettivo di potenziare il controllo sul territorio: potenziare, testare, proteggere e isolare ogni possibile contagio”.

Nicola Zingaretti mette in chiaro che “L’emergenza non è finita e l’Oms dice ‘potrebbe non finire mai’ ma noi dobbiamo continuare a vivere e convivere col virus”.

Il sistema della Sanità del Lazio ha retto. In questa nuova fase secondo Zingaretti “i fattori decisivi saranno la presenza attiva sul territorio, il monitoraggio del virus e l’innovazione tecnologica. Proseguiremo il lavoro di sorveglianza col Seresmi, perchè dobbiamo recuperare in tempestivita’ nell’individuazione di focolai e rischi di cluster“.

L’intenzione del governatore è quella di proseguire con l’attuale organizzazione. Separare i percorsi in ospedale. fare in modo che sia possibile proseguire con la cura del virus senza infettare altri.

Sulla base di indicazioni medico scientifiche è stata costruita dal nulla una nuova rete di assistenza: dovrà essere integrata. Come? “con le valutazioni che faremo tra 15 giorni, per la terapia intensiva dei malati più gravi di Covid“.

Anziani, tutto da rifare

Anziani in Rsa

La crisi ha messo a nudo che non tutto funziona bene nell’assistenza agli anziani. Quello di oggi è un modello che presenta molte lacune. Nei giorni scorsi anche l’autorevole voce del vescovo Ambrogio Spreafico si era levata dalle colonne del Corriere della Sera per chiedere un modello diverso.

«Penseremo – ha detto Nicola Zingaretti a una profonda riorganizzazione della ospitalità extraospedaliera, soprattutto per gli anziani. Uno dei passaggi in questo senso sarà quanto abbiamo fatto a Genzano e ad Albano, con le prime Rsa pubbliche e sicure. Intendiamo in questo modo sopperire alla crisi evidente del tradizionale modello di case di riposo e dovremo aprire una stagione di nuovi accreditamenti e criteri non solo per le Rsa ma anche per le case di riposo“.

Lavoriamo insieme al dopo Covid

C’è di più. “Presto il Consiglio dovrà essere chiamato a confrontarsi su quale modello regionale del futuro dobbiamo costruire” ha detto il governatore del Lazio.

Questa tragedia “ci ha spinto a correre per costruire un modello radicalmente diverso – ha spiegato – Il Covid cambia l’approccio al sistema sanitario pubblico e per la sanità dopo il Coronavirus scommetteremo sull’alta ricerca e punteremo sull’impiego di modelli assistenziali che garantiscono una presa in carico globale. Andrà gradualmente riorganizzata tutta la rete ospedaliera, con la stabilizzazione dei flussi, ricoveri, dimissioni e trasferimenti e sarà fondamentale la riorganizzazione laboratoristica coordinata dallo Spallanzani“.

Ha chiesto ancora alle opposizioni di lavorare insieme. Perché “Non possiamo consentire che dentro un trauma senza precedenti le persone avvertano la percezione di un allontanamento delle istituzioni da quella condizione: nessuno deve essere lasciato solo“.

FdI, Protezione Civile non all’altezza

Chiara Colosimo Foto: © Imagoeconomica, Daniele Stefanini

L’opposizione ha replicato senza fare sconti. Un solco netto lo ha tracciato Fratelli d’Italia attraverso Chiara Colosimo. “Le responsabilità penali sono personali e saranno accertate, ma adesso mi rivolgo all’uomo, per di più ex malato e alla sua responsabilità politica e gli chiedo di cacciare i mercanti dal tempio delle istituzioni”.

“Sulla verosimile truffa nei confronti della nostra Regione – ha continuato la Colosimo – sono stata la prima a denunciare in solitaria. Per prima il 7 aprile con un’interrogazione di Fratelli d’Italia come il mio ruolo richiedeva. Interrogazione ancora senza risposta. Ma a denunciare anche, ed ora posso dirlo, il 10 aprile alla Procura della Repubblica. Questo come la mia coscienza di cittadina richiedeva”.

Al di là dell’aspetto penale c’è la procedura amministrativa che ha destato perplessità. Vanno sottolineate le ricadute di un modus operandi – quantomeno approssimativo, superficiale e imprudente – con cui hanno operato i vertici della Protezione Civile. Vertici selezionati dalla giunta, non all’altezza dello straordinario impegno messo in campo dai volontari. Aggiungasi poi anche la completa assenza della nostra struttura di anticorruzione”.

Assicurazioni, malommi e sospetti

L’Aula del Consiglio Regionale del Lazio

“Si è dato ai cittadini lo spettacolo indecente di un tentativo, tardivo maldestro e vergognoso? Vale a dire di trovare una ‘Seguros’ che offre una copertura senza averne titolo? Cercando il nome del titolare della inesistente società assicurativa, infatti, emergono tra le indicizzazioni i rapporti dello stato delle Mafie nel Lazio. Perché questa persona è imputata in un processo del clan Pagnozzi. Io mi vergogno. Lo dico con il cuore in gola di chi ha sussurrato ‘uno due tre quattro cinque dieci 100 passi’. E poi ha sfilato in corteo ogni volta che ha potuto il 19 luglio a Palermo“.

La chiosa finale è stata di Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale Lazio di FDI. “Prendiamo atto che Zingaretti è passato dal ‘vi querelo’ al ‘vi ringrazio’. E anche del fatto che ha dato disponibilità per andare fino in fondo nella incresciosa vicenda delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio. Ribadiamo la necessità di una commissione d’inchiesta. Questo nell’interesse delle tante persone oneste che in questa vicenda sono parte lesa. Ci auguriamo che oggi il Consiglio regionale si esprima in tal senso”.

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