“Operazione Frosinone” per prendersi il Partito. Con la regia di Ottaviani (Insider)

Nicola Ottaviani prepara la grande rivoluzione. Per garantire un ruolo ed una candidatura a tutti quelli che a Frosinone l'avrebbero meritata nella scorsa tornata ma sono stati fregati dai paracadutati. L'operazione per mettere con le spalle al muro Tajani e Fazzone. Altrimenti...

Forza Italia in Ciociaria può rinascere da Frosinone, a patto però che tutti i protagonisti facciano una sorta di giuramento di sangue. Il ragionamento, che comincia a prendere piede, parte da alcune considerazioni:

1) il partito non è più alle percentuali di un tempo, oggi alcuni sondaggi attendibili lo danno stabilmente sotto l’8% su base nazionale e questo vuol dire che gli spazi di elezione si dividono per tutti.

2) Silvio Berlusconi non sembra intenzionato a mollare nulla e allora sarà sempre il cerchio magico ad avere la precedenza: Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini, Renato Brunetta, Paolo Romani e via di questo passo.

In questi mesi hanno preso le distanze il Governatore della Liguria Giovanni Toti e l’avvocatissimo Niccolò Ghedini, entrambi favorevoli ad un accordo con la Lega. Gli altri che sono rimasti con Berlusconi, non sono nelle condizioni di far cambiare idea all’ex Cavaliere.

3) Antonio Tajani, presidente dell’europarlamento, è un fedelissimo di Berlusconi. Ha legami forti con la provincia di Frosinone, ma non è riuscito a far candidare i big del territorio. Con la sola eccezione dell’ex consigliere regionale Mario Abbruzzese. Nel proporzionale gli spazi eleggibili sono andati a Sestino Giacomoni, eminenza grigia del quartier generale di Arcore ed a Beppe Incocciati, che è di Fiuggi ma con Forza Italia provinciale non ha nulla a che vedere. La sua designazione fu dovuta esclusivamente al rapporto di stretta amicizia che ha con Tajani.

4) Dal 1994 ad oggi in Ciociaria Forza Italia ha sempre tenuto ai margini il capoluogo. L’hanno guidata Antonello Iannarilli (Alatri), Alfredo Pallone (Fiuggi), Mario Abbruzzese (Cassino).

 

Ora Nicola Ottaviani intende provare a far scattare la “primazia” di Frosinone. Il gruppo individuato è quello formato dal coordinatore provinciale e presidente del Consiglio Comunale Adriano Piacentini, dall’assessore al Bilancio Riccardo Mastrangeli, dall’assessore all’Ambiente e Servizi Sociali Massimiliano Tagliaferri, dal capogruppo provinciale e comunale Danilo Magliocchetti, dall’ex assessore Regionale Alessandra Mandarelli.

Però la premessa è indispensabile: asse di ferro comunque vadano le cose e sostegno reciproco fortissimo. Gli spazi ci sono per tutti: prossima candidatura a sindaco di Frosinone al posto dello stesso Ottaviani, candidature a Camera e Senato quando si rivoterà, designazione alle europee. E naturalmente alle Regionali, senza però perdere di vista gli enti intermedi e la presidenza della Provincia. Perché Ottaviani in questo progetto potrebbe far confluire altri amministratori e consiglieri comunali “azzurri” di Frosinone re e non solo.

Con questa “dote” si presenterebbe al cospetto di Antonio Tajani e Claudio Fazzone prima delle europee. Chiedendo ai due big di Forza Italia spazio politico per il capoluogo e per l’area nord.

In caso di rifiuto, si aprirebbero due strade: battaglia interna oppure possibilità di aderire, tutti, alla Lega. A Roma Nicola Ottaviani incontra sempre più spesso Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio. I due sono stati visti pranzare insieme in un locale esclusivo nei pressi di Montecitorio.

Il sindaco di Frosinone non è tipo da tirarsi indietro, l’operazione capoluogo è già partita.

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