Orfini saluta Sara e riparte da Mazzaroppi con i suoi sindaci

L'ex presidente nazionale del Pd Matteo Orfini in provincia di Frosinone per rifondare la componente. A pranzo con il sindaco Libero Mazzaroppi e gli amministratori del Cassinate. Lo strappo con Francesco De Angelis. E Sara Battisti

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Addio Sara, Matteo Orfini ex potentissimo presidente nazionale del Pd all’ombra di Matteo Renzi Segretario, nel sud Lazio riparte da Libero Mazzaroppi, sindaco di Aquino che allo scorso Congresso Regionale non mandò a votare perché in attrito con il Signore delle Preferenze Francesco De Angelis. Cioè il dominus di Pensare Democratico la componente nella quale ora milita con convinzione, Sara Battisti, Consigliere Regionale del Lazio e orfiniana da sempre. Fino alle scorse Regionali quando disse: “Ragazzi, se volete continuare a fare i maggiordomi di Renzi noi ci salutiamo qui“.

Matteo Orfini e Matteo Renzi

Pensare Democratico non sta più con Matteo Orfini. Senza sbavature: oltre il 90% dei voti alla convenzione che ha incoronato Bruno Astorre segretario Regionale ed altrettanto al Congresso che ha eletto Nicola Zingaretti al timone del Partito. Nessuno dei due è nemmeno lontanamente orfiniano, neanche un po’ renziano. Siamo sulla sponda opposta. Alla vigilia della battaglia interna per la Segreteria Regionale Francesco De Angelis ha spostato la componente sul vecchio compagno di tante battaglie Zingaretti, determinando i nuovi equilibri nel Lazio. (leggi qui De Angelis rinuncia: non si candida. Sosterrà Zingaretti. E se ne frega di Orfini).

A Sara Battisti era stato concesso un salvacondotto politico: restare in Pensare Democratico e votare orfiniano alla Convenzione del Lazio. Un attestato di stima in edizione unica: Francesco De Angelis non ne ha stampati altri né prima né dopo.

A Roma e poi ad Aquino

Matteo Orfini ai tempi del patto con Francesco De Angelis e con la storica dirigente Sara Battisti

Ma a Matteo Orfini il cratere che si è aperto in Ciociaria pesa. Politicamente, non moralmente. Ha cercato di colmarlo. Ridisegnando l’organigramma. Iniziando dalla figura che potrebbe mettersi a capo della componente sul territorio.

Insieme al coordinatore della segreteria del Pd Roma Riccardo Corbucci,, l’ex presidente nazionale Matteo Orfini la settimana scorsa ha incontrato a Roma il sindaco Libero Mazzaroppi. Si sono annusati, si sono pesati. Infine si sono dati appuntamento sul territorio: per capire in concreto se il sindaco avesse sostanza elettorale da mettere sul piatto della bilancia oltre alle belle parole.

La visita c’è stata venerdì mattina. Prima nel municipio di Aquino. E poi nel ristorante Tenuta Demetra di Luigi Amalfitano nella località Valli di Aquino: zona di campagna appartata al confine con Villa Santa Lucia, Pignataro Interamna e Pontecorvo. Talmente riservata che lì venne costruita una fabbrica di munizioni negli anni Settanta, il segnale dei cellulari non arriva, se ci si perde occorre il Gps per uscirne.

Antonio Di Nota (Colle San Magno), Matteo Orfini, Sergio Staci (Roccasecca), Libero Mazzaroppi (Aquino)

Con Libero Mazzaroppi c’era una dozzina di amministratori dei Comuni del circondario. Tra i quali Antonio Di Nota ex sindaco di Colle San Magno, ex consigliere provinciale con un buon pacchetto di preferenze, soprattutto ex alleato di Francesco De Angelis. C’era Libero Marinelli, consigliere comunale a Castrocielo, dove non si respira se prima non c’è stato il placet del professor Filippo Materiale, storico sindaco ed ex presidente della Provincia, titolare a sua volta di un altro robusto pacchetto di preferenze. C’era Sergio Staci di Roccasecca, dove l’ex sindaco ed ex consigliere provinciale Giovanni Giorgio ha mollato il Pd dopo essere stato uno dei grandi elettori di De Angelis.

Riccardo Corbucci, coordinatore della segreteria del Pd Roma

Presenti tutti i Comuni del Consorzio Cinque Città. E non solo. Un assaggio per far vedere a Matteo Orfini che oltre alle chiacchiere Libero Mazzaroppi le preferenze le ha. Abbastanza per ripartire da lui? Certo non per sostenere un confronto con la divisione corazzata di Pensare Democratico. Ma per indebolirla abbastanza.

A tavola è stato ipotizzato di tenere una grande iniziativa provinciale nel mese di novembre. Durante la quale annunciare la ricostituzione della componente orfiniana sul territorio. Archiviano De Angelis, dimenticato Battisti, puntando su Mazzaroppi.

Il Casu assediato

Ma c’è un altro interrogativo ancora più importante. Per ricostruire la componente nel Pd o fuori dal Pd nel nuovo Partito di Matteo Renzi?

Il segretario del Pd di Roma Andrea Casu

Il segretario del Pd romano Andrea Casu in questo periodo è sotto assedio. È in pausa di riflessione, non rilascia dichiarazioni, non va agli incontri: ad Aquino qualcuno era convinto che fosse lui ad accompagnare Orfini scoprendo solo dopo che si trattava invece di uno dei componenti la segreteria romana del deputato Dem.

Andrea Casu rappresenta la testimonianza più ingombrante del periodo renziano a Roma. (leggi qui Pd, dopo la scissione scatta l’assedio ad Andrea Casu). Dopo la scissione non ha convocato gli organismi per fare la conta di chi è rimasto e chi va via: la Direzione del Pd romano non si riunisce dal mese di giugno. Ha detto che lo farà forse nelle prossime settimane. L’ultimo a chiedergli di dimettersi è stato Livio Ricciardelli, Consigliere del I Municipio di Roma, membro della Direzione del Pd e già candidato a segretario della federazione romana del Partito.

Sul renzismo di Andrea Casu non esiste dubbio. Tantomeno sulla sua capacità organizzativa: è stato lui a farsi carico della ricostruzione morale e materiale di un Partito ridotto in macerie dopo gli sconquassi di Mafia Capitale. Sulla sua decisione se restare nel Pd o andare via non c’è certezza.

Un quesito in più per Libero Mazzaroppi ed il gruppo dei sindaci riuniti alle Valli.

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