Pompeo, De Angelis ed il patto che coinvolge anche Salera

I continui segnali di apertura dentro il recinto Dem. In vista di un allargamento per le prossime elezioni. Sia alla provincia che nei Comuni. Il ruolo 'terzo' di Salera

Nessun tentativo di scardinare i fortini dell’altro, truppe di Pensare Democratico e Base Riformista unite verso tutti gli altri obiettivi avversari: si basa su questo la ritrovata unità interna al Partito Democratico in provincia di Frosinone. La cena di una settimana fa al Bellaria di Castelnuovo Parano con i due leader delle componenti eternamente in conflitto è stata la rappresentazione scenica con la quale informarne il popolo Dem. (leggi qui La guerra nel Pd è finita, votate in pace).

Ma quali sono i contorni di quell’intesa. E come si scioglieranno gli altri nodi ancora intrecciati?

L’applicazione pratica

Francesco De Angelis, Antonio Pompeo

Nei fatti significa Francesco De Angelis rinuncia ad assediare Ferentino in vista delle prossime elezioni Comunali. È la roccaforte di Antonio Pompeo: l’intesa riconosce che sarà lui a dare le carte per garantire gli equilibri interni e raggiungere le alleanze, Pensare Democratico rinuncia ad azioni di disturbo e lascia il coordinamento delle operazioni a Base Riformista.

La stessa cosa vale per le altre roccaforti dei post renziani. Ed a parti invertite lo stesso ragionamento vale anche nei Comuni dove è egemone l’area post Ds di Pensare Democratico.

Sulle altre città e le altre elezioni si marcia uniti. Ed i nodi di Frosinone e Cassino? Nel capoluogo c’è la frattura irrisolta da dieci anni con l’ex sindaco Michele Marini. Un segnale lo ha dato in queste ore Anton io Pompeo, dichiarando a Ciociaria Oggi «se sarà confermata la disponibilità di Michele Marini a partecipare, la stessa non può non essere tenuta in considerazione. Stiamo parlando di un ex sindaco che ha costantemente dimostrato sul campo di avere consenso. Stiamo parlando di uno che ha ricoperto il ruolo di Segretario provinciale della Margherita. Va tenuto in considerazione».

Altro spunto. «Certamente però il tempo stringe. È opportuno che il centrosinistra acceleri. Mancano meno di otto mesi, cioè pochissimo considerando che parliamo di un Comune co- me Frosinone. Bisognerà mettere in campo liste all’altezza della situazione e che occorrerà stilare programmi seri, concreti e autorevoli. Senza considerare le alleanze e le strategie. Ripeto: si parta dal tavolo del centrosinistra e quindi si proceda con l’apertura alle civiche. Abbiamo bisogno di una squadra forte per vincere».

La cerniera

Il sindaco di Cassino Enzo Salera

È un doppio segnale. Che fa da cerniera con le richieste dei Socialisti di partire dal centrosinistra per allargarsi alle Civiche e non viceversa. Nonché un segnale di condivisione che coinvolge Marini e tenta una mediazione.

Su Cassino c’è la posizione terza del sindaco Enzo Salera. È stato tra i protagonisti della mediazione che ha spianato la strada verso la candidatura del sindaco di Coreno Ausonio Simone Costanzo alla guida del Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali.

Una posizione terza tra le due componenti Dem fino a qualche tempo fa sarebbe stata impensabile. L’alleanza tra i due leader risponde anche a questo: fino a quando Salera resta equidistante da entrambi ha un ruolo e può ambire anche alla candidatura a Presidente della Provincia dopo Pompeo.

Se invece tenta la scalata in autonomia, non potrà mai avere una sola speranza di fronte al patto De Angelis – Pompeo.

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