Il ruolo di Pompeo passando dal Quirinale

Il presidente della provincia di Frosinone e presidente dell'Upi Lazio è stato al Quirinale. Con un posizione di alto profilo. Il percorso per ritagliarsi un ruolo sempre più nazionale

Prima il presidente Michele De Pascale, poi il direttore generale Piero Antonelli ed il vice direttore Claudia Giovannini responsabile dei rapporti con il Parlamento. Il primo componente ‘non nazionale’ della delegazione è stato Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone e dell’Unione delle Province del Lazio. A seguire tutti gli altri. È il cerimoniale a stabilire l’ordine di ingresso nella stanza con il Presidente della Repubblica. Lo stesso ordine che Pompeo vorrebbe costruire nei rapporti interni all’Upi.

Un ruolo per le Province

Il Presidente Sergio Mattarella con Michele De Pascale, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, in occasione dell’incontro con una delegazione dell ‘UPI

La delegazione dell’Unione Province d’Italia ha incontrato il capo dello Stato per consegnargli la raccolta di firme fatta tra i sindaci del Paese per sollecitare una riforma alla ‘Delrio. È la norma adottata sotto il Governo Renzi con cui sono state trasformate le Province: una riforma monca, lasciata a metà, perché prevedeva la totale soppressione di quegli enti. Antonio Pompeo e gli altri esponenti dell’Upi, sostenuti dai sindaci, vogliono restituire un ruolo concreto alle Province. (leggi qui Antonio Pompeo al Quirinale).

L’ncontro è avvenuto ieri mattina al Quirinale. Ha commentato Antonio Pompeo: “Orgoglioso di aver incontrato il presidente della Repubblica con la delegazione dell’Upi per consegnargli l’elenco dei Comuni che hanno sottoscritto l’Ordine del giorno a sostegno delle Province. Lo stesso presidente Mattarella ha sottolineato più volte l’importante ruolo svolto da questi enti in settori delicati e strategici per i territori. Difendere e valorizzare le Province è rispondere a un principio sancito dalla Costituzione italiana”.

Il Presidente della Repubblica è a favore di una revisione. Lo ha detto senza mezzi termini durante la 34^ assemblea generale dell’Upi. In quell’occasione aveva sottolineato che le Province “rispondono alla funzione di presidiare adeguatamente settori rilevanti e delicati per i territori, che impattano direttamente sui diritti primari delle persone. È quanto mai opportuno ed urgente proseguire senza indugi e con determinazione nel percorso di revisione della legge 56/2014, per concepire un nuovo modello di Province”.

Oltre 4.300 firme

l Presidente Sergio Mattarella con Michele De Pascale, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, in occasione dell’incontro con una delegazione dell ‘UPI

Sono stati 4.313 i Comuni che, per sollecitare una revisione della riforma delle Province, hanno voluto sottoscrivere l’ordine del giorno presentato ora a Sergio Mattarella. Un testo in cui si evidenza l’urgenza di procedere verso il rafforzamento e la valorizzazione di queste istituzioni.

Un elenco nel quale c’è la fotografia di tutto il Paese: dai Comuni più piccoli alle Città capoluog.

Una testimonianza importante, come ha rilevato lo stesso Presidente Mattarella – sottolinea Michele De Pascaledi quanto le Province siano considerate una istituzione necessaria per le comunità dai Comuni, sia nelle Città capoluogo che per i piccoli comuni. Assicurano a chi vive sia nelle aree interne che nei grandi centri abitati, uguale diritto ai servizi essenziali: temi questi che sono molto cari al Presidente della Repubblica”.

Tra i punti essenziali del documento si trova infatti l’importanza delle Province per le città, per la coesione e il governo dei territori. E attraverso cui sono garantiti servizi essenziali ai cittadini, quali la sicurezza nelle scuole superiori, la gestione ed efficienza delle strade provinciali, gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico. Servizi che, si evidenzia nel documento sottoscritto dai Sindaci, sono diritti inalienabili che non possono essere assicurati a livello comunale ma che necessitano di un ente intermedio per l’erogazione ottimale.

L’ordine del giorno è stato accolto e sottoscritto da 4.313 Comuni delle 76 Province delle Regioni a Statuto Ordinario su 5.500 totali, in media il 77% del totale con Regioni, come l’Emilia-Romagna, la Liguria e la Puglia, dove si è superato il 90% dell’adesione.

Un ruolo per Pompeo

l Presidente Sergio Mattarella con Michele De Pascale, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, in occasione dell’incontro con una delegazione dell ‘UPI

Sempre più spesso Antonio Pompeo si è ritrovato catapultato sullo scenario nazionale per via della revisione della Delrio. L’Upi lo ha delegato più volte ad illustrare le possibili riforme sotto il profilo tecnico giuridico, sia in Parlamento che in conferenza Stato – Autonomie Locali.

Non è un caso che il sottosegretario all’Interno Achille Variati abbia compiuto una tappa nel palazzo della Provincia di Frosinone, nello scorso dicembre. Variati è l’uomo che ha spianato la strada a Pompeo per raggiungere la presidenza dell’Upi Lazio e lo tiene in alta considerazione, (Leggi qui: Variati benedice Pompeo. E ‘rimprovera’ Renzi e Zingaretti).

Quella nel solco della quale Antonio Pompeo sta cercando di costruirsi un ruolo sempre più solido all’interno del Partito Democratico nazionale. Puntando ad una candidatura in Senato.

Entrare al Quirinale subito dopo il suo presidente nazionale è il segnale che si trova sulla buona strada.

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