Primarie Pd, via alla presentazione delle liste: orfiniani e renziani uniti?

Via alla presentazione delle liste per le Primarie Pd con cui eleggere il Segretario Regionale. C'è tempo fino al 10 novembre. Francesco De Angelis presenterà un listone unitario. Renziani e orfiniani stanno valutando se unirsi o presentare liste separate. Per poi attuare la manovra a tenaglia in Assemblea

Ancora non si sa se presenteranno due liste o una soltanto. I Pd di rito orfiniano e quelli di fede renziana sono alleati contro il comune avversario Nicola Zingaretti. E in queste ore stanno decidendo se presentarsi alle Primarie di domenica 25 novembre dividendosi in due liste oppure unendosi in una unitaria.

C’è tempo fino a sabato 10 novembre per presentare le liste a sostegno dei tre candidati alla carica di Segretario Regionale Pd del Lazio.

 

A contendersi la scrivania lasciata libera da Fabio Melilli sono il signore delle preferenze ai Castelli Bruno Astorre, senatore di AreaDem (la componente di Dario Franceschini); Claudio Mancini il braccio destro di Matteo Orfini presidente nazionale del Partito, deputato messo in lista un gradino prima di Francesco De Angelis. E Andrea Alemanni, del convento che fa riferimento ad Angelo Rughetti e Matteo Richetti: renziani eretici se è vero che oggi Renzi ed il suo ex portavoce Richetti stanno alla larga l’uno dall’altro.

 

Il preludio

Due fine settimana fa c’è stata la Convenzione, cioè tutti gli iscritti al Pd sono stati chiamati a votare nelle rispettive sezioni. Ufficialmente per decidere i tre da mandare alle Primarie del 25 novembre. In realtà, siccome i candidati erano soltanto tre, per iniziare a mostrare i muscoli e capire quali fossero i rapporti di forza tra i blocchi.

È finita con Bruno Astorre oltre il 60% nel Lazio e Claudio Mancini in vantaggio a Roma. Ma solo grazie al risultato di un Circolo: al punto che per assegnarlo all’uno o all’altro contendente è stato necessario il ricorso ai garanti. (leggi qui Il pasticciaccio brutto delle tessere Pd non pagate)

 

Le Primarie e l’Assemblea

Fondamentale sarà la tappa del 25 novembre. Quel giorno, durante le Primarie, potranno votare tutti: non solo gli iscritti al Partito. E se uno dei tre candidati supererà il muro del 50% diventerà Segretario Regionale Pd del Lazio.

In caso contrario, la decisione passerà all’Assemblea Regionale: 200 persone, circa la metà indicate da Roma ed il resto dalla province.

Si vota usando la stessa geografia utilizzata per le votazioni con cui eleggere i deputati. La provincia di Frosinone è divisa in due aree, coincidenti con i collegi della Camera dei deputati: nord (Frosinone) e sud (Cassino). Anche la provincia di Latina è divisa in due aree: nord (Latina) e sud (Terracina). Le province di Viterbo e di Rieti hanno un collegio ciascuna. La provincia di Roma è divisa in una serie di collegi: Civitavecchia, Pomezia, Guidonia, Velletri, Marino. A parte c’è Roma con i suoi Municipi.

In ogni area, le liste a sostegno dei candidati Segretario avranno un numero di concorrenti per l’Assemblea regionale variabile in base agli iscritti. Roma città elegge 106 delegati, la provincia di Roma ne elegge 46, la provincia di Latina elegge 17 delegati, Frosinone 15 delegati, Viterbo 11 e Rieti 5 delegati.

Il numero dei delegati va diviso per ogni area: facendo l’esempio di Frosinone (15 delegati in tutto) la lista Nord conterà 8 nomi mentre quella sud ne avrà 5.

 

Le strategie

Possono votare davvero tutti? Si, basta firmare una dichiarazione in cui si dice di riconoscersi nei principi del Centrosinistra e del Pd. E versare 2 euro come contributo spese.

La strategia degli orfiniani e dei renziani è stata quella di abbassare il quorum: con tre candidati sarà molto difficile per uno di loro riuscire ad arrivare al 50%. La palla a quel punto passerà all’assemblea. Dove orfiniani e renziani puntano alla manovra a tenaglia con cui stringere Astorre. Un po’ la stessa strategia che si sta costruendo a livello nazionale. (leggi qui Manovra tra Martina e Minniti per affondare Zingaretti).

È proprio per questo che a Frosinone gli orfiniani del consigliere regionale Sara Battisti ed i renziani della dirigente Valentina Calcagni stanno valutando se schierare due liste o una sola.

Appoggiano entrambe l’elezione di Claudio Mancini. Ma in Ciociaria la manovra a tenaglia potrebbe non riuscire. Per via della predominanza di Pensare Democratico. la componente di Francesco De Angelis che ha riportato quasi il 90% dei voti nei Circoli, registrando in molti casi il 100% del sostegno a Bruno Astorre.

Gli uomini delle strategie stanno valutando quale sia la soluzione più efficace.

ha già valutato invece la sua tattica Francesco De Angelis: una sola lista, unitaria: mettendo dentro le anime che si riconoscono in Antonio Pompeo, Simone Costanzo, Domenico Alfieri, Nazzareno Pilozzi. E naturalmente in Pensare Democratico. Insieme per moltiplicare l’effetti rullo compressore visto durante la Convenzione.

 

 

 

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