Saf, il Bilancio è passato ma il futuro dei rifiuti cambia

I sindaci approvano il Bilancio della Saf. Votanti 67. Favorevoli: 58. Contrari: 6 Astenuti: 3. Abbattuti gli aumenti retroattivi che avevano portato al congelamento della prima bozza.

Il ciclo dei rifiuti resta nelle mani dei sindaci della provincia di Frosinone. Hanno approvato il bilancio della Saf: la Società Ambiente Frosinone, composta in parti uguali dai Comuni ciociari. È quel bilancio che avevano congelato poco più di un mese fa rifiutando gli aumenti. (leggi qui La Saf inciampa sul bilancio. Muro dei sindaci). ) E che sono riusciti a far riscrivere dopo un intenso confronto con la Regione. (leggi qui)

La votazione si è conclusa alle 13:35. Votanti 67. Favorevoli: 58. Contrari: 6 Astenuti: 3

 

Tramezzini all’ingresso

Che non sia una riunione destinata a finire in poco tempo lo si capisce arrivando davanti al Salone di Rappresentanza in cui la seduta è convocata. C’è pronto un piccolo buffet con tramezzini e caffè: ben altra strategia rispetto ai tempi del presidente Cesare Fardelli che per indurre i sindaci a votare senza fare troppe chiacchiere organizzò la riunione nel piazzale dello stabilimento per la lavorazione delle immondizie, sotto un capannone con le lamiere arroventate dal sole e le porte delle celle con i rifiuti in modalità ‘open’ per far filtrare verso i delegati il profumo della fermentazione.

 

Riunione politica

La riunione avrà un forte peso politico. I sindaci lo sanno. Il centrodestra vuole giocarsi la carta e misurare oggi se avrà i numeri per mettere in discussione Antonio Pompeo il 31 ottobre nelle prossime elezioni Provinciali.

Così, prima della riunione, il coordinatore provinciale di Forza Italia Adriano Piacentini ed il suo omologo di Fratelli d’Italia Paolo Pulciani, si siedono in prima fila e parlano fitto. Non si confrontano solo sul voto di oggi ma anche sul tema posto nelle ore scorse da Alessioporcu.it: unità o regolamento di conti nel Centrodestra alle prossime Provinciali. (leggi qui FdI avverte la Lega: «I leader non sfasciano le coalizioni ma le fanno crescere»)

Anche per questo manca il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore: potrebbe essere lui il candidato del centrodestra alle Provinciali, meglio allora non lasciare impronte digitali in un’assemblea che potrebbe terminare con l’aumento della tassa. A rappresentarlo ha delegato l’assessore Stefano Gizzi.

Stessa scena accade per Cassino: Carlo Maria D’Alessandro non c’è ed ha delegato il vice sindaco Benedetto Leone.

Manca anche un altro dei protagonisti del fronte del no: il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco ma non è un tentativo per sottrarsi, infatti a rappresentarlo ha mandato la guardia pretoriana Valentina Chianta e Tommasino Marsella.

 

Appello e calcio d’inizio

La sala poco alla volta si riempie. Prende posto il presidente della Provincia Antonio Pompeo, con lui c’è il sindaco di Ceprano Marco Galli e poi il sindaco di Colfelice Bernardino Donfrancesco. Da Isola del Liri arriva l’avvocato Lucio Marziale, seguito dal sindaco di Castelliri Francesco Quadrini.

Fa caldissimo: l’unico a non accorgersene è il presidente della Saf Lucio Migliorelli che è il solo ad indossare la cravatta.

L’appello viene fatto alle 10.46, sono presenti 55 soci, quorum valido.

Inizia a relazionare il collegio sindacale. Intanto alla spicciolata arrivano anche gli altri che avevano avuto difficoltà a trovare parcheggio: alle ore 11 i presenti sono 60 e quando l’introduzione è terminata i Comuni rappresentati sono saliti a 62

 

Il Nicola Nazionale

Rompe il ghiaccio Acuto: è uno dei Comuni che ha presentato ricorso al Tar contro l’aumento delle tariffe, ma spiega che per evitare conseguenze peggiori voterà a favore.

In scia, interviene Roccasecca con Marsella: annuncia voto contrario.

Ma sono giusto colpi di assaggio. Le stoccate vere arrivano quando prende la parola il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Non interviene: arringa. Ottaviani ritiene la SAF a rischio insolvenza. Ne denuncia la trasformazione: «Nata come azienda “sociale”, oggi chiede legittimazione a divenire un’azienda commerciale che produca profitti. E per realizzarli ci chiede di autorizzarla ad accogliere rifiuti anche da fuori. Questa scelta Frosinone non vuole portarla avanti».

Il sindaco di Frosinone si sente sempre più proiettato verso una dimensione nazionale e non perde occasione per tentare di agganciare un titolo che esca dalle mura provinciali. Così parte all’attacco di Roma e della sua amministrazione a 5 Stelle: «Roma non intende dotarsi di propri impianti, noi non possiamo continuare a sopportare il peso delle incapacità politiche della Capitale». Quindi voterà contro, senza gridare allo scandalo.

Cita, senza nominarlo, Alessioporcu.it (leggi qui Saf, il gioco delle parti può trasformarsi in un incubo)

 

I Comuni che non pagano

A questo punto il Interviene il dottor Taglione del Collegio Sindacale. Lo fa per puntualizzare che non ci sono i rischi di insolvenza paventati dal sindaco Ottaviani. La Saf, spiega il tecnico, è pienamente in grado di fare fronte alle sue scadenze, il bilancio è in perfetto ordine.

Un ordine nei conti ed un impegno che suscitano la stima dello storico sindaco di Colfelice Bernardino Donfrancesco. «Ma – mette in chiaro – prevale l’interesse della tutela ambientale. Noi siamo contrari nella maniera più assoluta ai rifiuti di Roma, l’impianto è stato autorizzato per gestire i nostri rifiuti, se oggi è sovradimensionato vorrà dire che lo ammoderneremo ma mai accetteremo di dover lavorare i rifiuti di altri territori per far quadrare i conti». Quindi Colfelice voterà contro.

A mettere il dito nella piaga interviene il sindaco di Trivigliano Ennio Quatrana. I numeri nel bilancio parlano chiaro: i Comuni sono soci in parti uguali della Saf ed allo stesso tempo ne sono i clienti. Ma sono pessimi pagatori: Quatrana chiede di lavorare sui crediti e soprattutto sui 43 milioni di euro che devono essere pagati a Saf dai Comuni.

 

Si per coscienza ma…

Il sindaco di Ceprano Marco Galli annuncia il suo voto a favore del Bilancio. Ma mette in piazza le sue perplessità: spiega che l’idea di gestire insieme il ciclo dei rifiuti ci ha salvato dall’emergenza nel corso di questi 25 anni ma oggi – ritiene – «la politica ha vanificato la bontà della scelta iniziale che portò alla nascita della Società Ambiente Frosinone».

È un concetto molto simile a quello espresso dal sindaco Renato Rea di Arpino: voterà a favore ma chiede una radicale revisione di questa mission.

Molto sofferto anche il voto favorevole del sindaco di Alatri Giuseppe Morini: parla a lungo prima di annunciare l’intenzione di voto. Urla, si appassiona, strepita mentre esamina l’evoluzione della Saf, ne denuncia le incongruenze lungo il percorso di crescita compiuto in questo quarto di secolo, sostiene che bisognava arrivare prima all’ammodernamento e non soltanto ora.

Lungo intervento anche dal sindaco di Castelliri Francesco Quadrini. Chiede un radicale cambio di rotta, vuole un piano di ammodernamento efficiente e rispettoso dell’ambiente, tariffe che siano chiare e non con aumenti retroattivi come sta capitando adesso. Alla fine però annuncia voto a favore.

Nel corso del dibattito si crea un simpatico simposio: discettano su ogni intervento, parlottando tra loro, Lucio Marziale (Isola del Liri) e Stefano Gizzi (Ceccano), appassionandosi ora all’una ora all’altra tesi.

 

La rivoluzione di Pompeo

Antonio Pompeo prende la parola quando ormai lo stomaco inizia a reclamare. Ed i tramezzini sono finiti. Non parla come presidente: formalmente il suo ‘peso’ amministrativo nell’assemblea dei soci è identico a quello di tutti gli altri, perché Saf è divisa in parti uguali, a prescindere dal numero di abitanti e dalla quantità di spazzatura prodotta.

Ma è il contenuto a rendere di peso l’intervento di Pompeo. Se qualcuno si aspetta la difesa ad occhi chiusi della Saf deve ricredersi. È una difesa ad occhi aperti. Perché Pompeo porta il peso dell’eredità politica dell’ideatore del ciclo integrato dei rifiuti messo in mani pubbliche, grazie al quale la Ciociaria non è più sprofondata nel caos. Fu Francesco Scalia a realizzarla.

Antonio Pompeo dice no ai rifiuti da Roma. Non lo dice per accattivarsi le simpatie: lo ha già annunciato poche ore prima dell’assemblea nel corso di un incontro con l’assessore regionale Massimiliano Valeriani. Lo ha visto a Roma nella sede dell’Unione delle Province Italiane di cui Pompeo è vice presidente regionale. Gli ha ribadito: no ai rifiuti di Roma, abbiamo retto la loro emergenza fin troppk a lungo ora è arrivato il momento che anche loro si facciano i propri impianti.

E Pompeo lo dice anche all’assemblea dei soci Saf. Non solo: vuole che venga creato un Comitato dei Sindaci all’interno di Saf. Per controllare in maniera più diretta, evitare che si debba arrivare alle assemblee dei soci per sapere le cose.

 

Il voto finale

La replica finale di Lucio Migliorelli è tutta tecnica e passione. Risponde a tutte le perplessità dei sindaci, uno per uno, tema per tema.

Spiega che il futuro è già cominciato. Perché c’è un piano di ammodernamento già pronto ed in grado di rispondere a tutte le richieste che hanno fatto. Saf – spiega il presidente Migliorelli – smetterà di essere uno stabilimento TMB cioè per il Trattamento Meccanico e Biologico dei rifiuti. Diventerà – spiega – a pieno titolo una ‘fabbrica dei materiali’ inserita nel moderno concetto di economia circolare.

In pratica: i rifiuti devono smettere di esistere. Ma devono diventare nuova materia prima. O come dicono i tecnici ‘materia prima seconda’.

Si va al voto: alle 13.35. Votanti 67. Favorevoli: 58. Contrari: 6 Astenuti: 3

Si astengono Veroli, Atina, Piedimonte San Germano.

Votano contro Frosinone, Ceccano, Colfelice, Roccasecca, San Giovanni Incarico, Colfelice e Castro dei Volsci.

Cassino alla fine ha votato a favore. Sora, assente.

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