Saf, l’ambasciatore Costanzo porta pena a De Angelis: si va alla conta

Nel corso di un pranzo a quattro il segretario Pd ha ufficializzato l'indisponibilità di mezzo partito a sostenere Barbara Di Rollo alla presidenza della Saf. Possibile l'asse con Abbruzzese.

«Non volta. Quel nome non vola. Noi invece con la Saf dobbiamo volare alto». Antonio Pompeo lo aveva già detto lunedì sera, appartato dietro ad una colonna di villa Ecetra, prima a Francesco De Angelis e poi a Mauro Buschini. Per la sua area, il nome di Barbara Di Rollo non è abbastanza autorevole per gestore l’azienda provinciale che nell’ultimo quarto di secolo ha evitato il caos immondizie in provincia di Frosinone (leggi qui ‘La guerra per la Saf si scatena dopo il voto a Federlazio’). Per questo l’ala Dem che fa riferimento al presidente della provincia Antonio Pompeo ed al senatore Francesco Scalia non voterà la consigliera comunale di Cassino imposta dal presidente Asi Francesco De Angelis.

 

AMBASCIATORE PORTA PENA

Sarà scontro frontale. A confermare che non ci sono margini per un’intesa è stato il segretario provinciale Pd Simone Costanzo. È stato lui l’ambasciatore che ha portato a Francesco De Angelis la notizia che il Partito è disposto ad una nuova lacerazione se lui insisterà sul nome di Barbara Di Rollo.

Glielo ha detto nel corso di un pranzo a quattro. Con il segretario politico c’era l’ex presidente del Partito, Aldo Antonetti. All’altro capo del tavolo, con Francesco De Angelis, stava il fido Giampiero Di Cosimo. Pranzo leggero: antipasto e primo, tranne per Antonetti che ha preso pure il secondo ed il dolce. L’amaro lo ha servito Simone Costanzo.  Spiegando che sulla linea del no sono schierati il senatore Scalia, il presidente Pompeo ma anche il deputato Nazzareno Pilozzi.

 

IL CONFRONTO ACCESO

Proprio il deputato Pd di Acuto era il tassello sul quale sperava di poter appoggiare una testa di ponte Francesco De Angelis. Tra Nazzareno Pilozzi e Francesco Scalia c’è stato un confronto intenso lunedì sera a Patrica. Pochi minuti, ma di opinioni divergenti. Contrapposte. Sulle quali però alla fine Scalia è riuscito a fare sintesi. Che è: no a Di Rollo presidente anche dai sindaci che fanno riferimento a Pilozzi.

 

NIENTE TICKET PER TE

L’ultima disperata linea di mediazione tentata da Francesco De Angelis è quella che Alessioporcu.it ha rivelato alcune sere fa: modificare lo statuto Saf per prevedere un Direttore Generale al quale affidare tutte le deleghe operative. In questo modo, Francesco De Angelis avrebbe potuto procedere con l’elezione di Barbara Di Rollo alla presidenza, seppure svuotata di operatività e ridotta ad un ruolo di rappresentanza (nella quale però la consigliera comunale di Cassino è espertissima, avendone la responsabilità per un gruppo sanitario come Neuromed di dimensione internazionale).

Agli scettici ed ai contrari aveva servito su un vassoio d’argento la figura del Dg, al quale affidare l’operatività ed il compito di ‘volare alto’.

A far balenare l’ipotesi del ticket è stato il pressoché simultaneo endorsement  fatto da Francesco Scalia e dal leader di Forza Italia Mario Abbruzzese, in favore della stessa persona: l’ingegnere Roberto Suppressa che dal 2003 è direttore dell’impianto. (leggi qui ‘Saf, è Roberto Suppressa il tecnico sul quale punterà Forza Italia’)

Ma nella serata di ieri proprio Abbruzzese ha detto no all’ipotesi di un’intesa. No ad un ticket Di Rollo – Suppressa. Si va allo scontro ed alla conta, in assemblea dei soci il 28 novembre. Prima della votazione del presidente, i sindaci dovranno dire si o no alla variazione dello Statuto approvata dal CdA (in realtà il solo presidente dimissionario Mauro Vicano) per introdurre la figura di un Dg. Già da lì si capirà l’aria. E si deciderà poi come procedere nella successiva votazione: scontro o ritiro di uno dei candidati.

 

GLI AUMENTI CONGELATI

Dietro l’angolo, subito dopo le elezioni regionali, c’è la nuova batosta sulle tariffe dei rifiuti. La Regione ha già deliberato l’aumento. Ma un intervento dell’assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini li ha congelati.

Non sono sospesi. Sono nel freezer, pronti per essere scongelati subito dopo il voto di primavera che rinnoverà la Regione.

Su quella batosta si è acceso nelle ore scorse un piccolo giallo. Ma sai ha presentato o no il ricorso al Tar? ha impugnato o no il congelatore di Buschini? Ha chiesto o non ha chiesto lo scongelamento immediato delle tariffe? Quei soldi – leggendo i bilanci – sono fondamentali per far quadrare i conti della SpA.

Secondo una versione, accreditata dallo stesso Mauro Vicano, Saf non ha ancora presentato ricorso al Tar. Dice che non l’ha fatto perché ci sta ancora meditando. In realtà, dietro l’angolo c’è l’ipotesi di candidatura a senatore della Repubblica nel Pd e presentare quel ricorso può essere letto in due modi: il manager rigoroso che pur di salvare il paziente si comporta in maniera impietosa, oppure quello che pur di evitare l’aumento allunga la palla e continua a pedalare.

Nel dubbio, per Vicano c’è ancora tempo per pensare: perché – dice – i tempi per il ricorso  non sono ancora scaduti.

Un’altra versione invece sostiene che il ricorso sia stato presentato. Perché altrimenti al presidente si potrebbe contestare un ipotetico danno. Infatti, la della determina regionale di congelamento è stata firmata il 14 settembre ed i due mesi per il ricorso al Tar sono scaduti il 13 novembre.

NON È POSSIBILE

Se i partiti di Governo si scontrano sulla linea del fronte, Possibile attacca sui fianchi. «Tutti hanno capito che la Saf deve essere gestita da chi un po’ di competenza, o quanto meno di sensibilità, sulla delicata materia “Rifiuti” la possa dimostrare. Il documento firmato dal nostro Umberto Zimarri, Marco Maddalena e Arturo Gnesi “Aria pulita: 10 proposte per la governance della SAF” è arrivato al momento giusto prima della assemblea del 29 novembre: data in cui speriamo che nessun sindaco abbia influenze e malesseri decisivi per i numeri. Un documento che, quasi fosse una liberazione, viene accolto a ripetizione da sindaci, consiglieri, associazioni e cittadini di tutta la provincia».

La formazione politica fondata da Pippo Civati dice no alla modifica dello statuto per la creazione di un Direttore Generale «“Quello che ci capisce“ reclamato dalle persone e sulle cui spalle ricade la gestione tecnico-manageriale di quell’impianto. In questo modo, quella politica tutta voti in cambio di incarichi e promesse, la presidenza di rappresentanza la sistema lo stesso e pazienza se si prendono (una altra volta) in giro però i cittadini. Ma c’è un “MA”: lo stipendio in più che dovrà essere pagato: quello del direttore tecnico. O si è pensato che alla presidenza di rappresentanza non gli si dia una indennità?»

La soluzione proposta da Possibile è quella della competenza: un presidente scelto con avviso pubblico, e in tutta Europa, sulla base del suo sapere, in cui dimostri che una realtà complessa come la SAF (in cui ogni tanto si sono fatte assunzioni senza concorso, ma con la tessera giusta in tasca e si sequestrano diversi cumuli di compost che appestavano l’aria per chilometri) l’ha già governata o è in grado di farlo.

 

Ma questo, al momento, non è possibile.

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