Se rivotare potrebbe non servire

Il voto bis a Latina tra qualche ora. Ma calcolatricre alla mano ci sono scogli ben precisi da superare. Altrimenti sarà un turno bis del tutto inutile

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Damiano Coletta contro Vincenzo Zaccheo. E viceversa. Più, l’incognita del voto che potrebbe andare agli altri sette candidati sindaco. E di quello che potrebbe andare ai candidati consiglieri comunali, che potrebbe rivoluzionare l’ex Consiglio comunale decaduto un mese e mezzo fa.

A Latina è arrivato il momento del voto. Le 22 sezioni i cui risultati del 3 e 4 ottobre 2021 furono annullati dalla sentenza del Tar, su un totale di 116, andranno alle urne domenica dalle 7 alle 23 per ripetere il primo turno. Non è previsto un turno di ballottaggio. Un totale di 21900 elettori suddivisi tra 21 sezioni ordinarie in centro e nei borghi, più il seggio speciale ospedaliero dell’Icot. (Leggi qui: Latina, si torna al voto in 60 giorni. Le opzioni di Coletta).

I risultati da ribaltare

Vincenzo Zaccheo, candidato sindaco del centrodestra supportato da sette liste (FdI, Lega, FI, Udc, Cambiamo, Latina nel cuore, Vola Latina) sarà chiamato a colmare i 1.071 voti che 11 mesi fa lo distanziarono dalla vittoria al primo turno, mentre le sue liste saranno chiamate a ripetere l’exploit che le portarono al 53% e alla maggioranza d’aula. Dall’altra parte, Damiano Coletta, sindaco uscente, eletto una prima volta nel 2016 e la seconda undici mesi fa al ballottaggio, ora decaduto; è supportato dalla coalizione di centrosinistra (Lbc, Pd, Per Latina 2032 e Riguarda Latina), chiamato a compiere il rush finale superando il suo competitor.

Ma l’impegno più grande sarà quello delle sue liste, che dovranno ribaltare il risultato di 11 mesi fa per ottenere il premio di maggioranza e cancellare l'”anatra zoppa” di un sindaco con un’aula di segno opposto.

In mezzo, due candidati sindaco chiamati a confermare la loro elezione quali consiglieri comunali: Annalisa Muzio (Fare Latina) e Gianluca Bono (M5S), con quest’ultimo che fece 11 mesi fa l’apparentamento con Coletta al ballottaggio. Seguono gli altri cinque: Nicoletta Zuliani (Nicoletta Zuliani sindaco) un tempo capogruppo del Pd in Consiglio, oggi in Azione, che spera in un ingresso in aula; Antonio Bottoni (Siamo Latina, Fiamma tricolore, Legalità e sicurezza), da mesi ormai in FdI, che ha dato indicazione di voto per Zaccheo; Sergio Sciaudone (Solidarietà sociale), Andrea Ambrosetti (Pci), Giuseppe Mancino (Sinistra italiana).

Il voto che è già ballottaggio

Zaccheo e Coletta

Ma per loro il rischio è che l’elettore veda solo Coletta e Zaccheo: questa rinnovazione del voto si è infatti trasformata in ballottaggio a due, in cui gran parte di chi andrà a votare sarà “tifoso” dell’uno o dell’altro. E che, oltretutto, conoscerà già – e questa è una delle principali incongruenze della situazione – il risultato del ballottaggio di un anno fa, vinto da Coletta.

Le implicazioni di questa rinnovazione del voto (nato da ricorso del centrodestra per irregolarità in 33 sezioni, di cui ne sono state riconosciute dal Tar per 22) sono ampie e profonde. Da un lato Zaccheo, sindaco dal 2002 al 2010, allora sfiduciato da Forza Italia, è alla ricerca dell’ennesima rivalsa. Dall’altro Coletta, sindaco dal 2016, che punta su prosecuzione del lavoro avviato, finanziamenti Pnrr per opere pubbliche, legalità e trasparenza.

Ma la lotta è più profonda, di un centrodestra che undici mesi fa vide svanire una vittoria quasi certa, ma che dovrebbe guardare al proprio interno, e in particolare al voto disgiunto, per quella sconfitta di un candidato trovato all’ultimo e che in molti non avevano gradito.

La vera incognita

Foto: Saverio De Giglio © Imagoeconomica

L’incognita, per Zaccheo, è proprio questa: il centrodestra stavolta sarà unito per lui? È lui infatti che ha tutto da perdere o tutto da guadagnare da questa rinnovazione: se infatti lui non raggiungerà il 50%+1 dei voti (sommando quelli delle 22 sezioni a quelli delle 94 rimaste intatte), tutto resterà come prima, ovvero con Coletta sindaco.

Oppure potrebbe essere Coletta a vincere al primo turno, ma per lui il distacco da colmare sarebbe più ampio.

Molto dipenderà dall’affluenza e dalle percentuali dei voti validi. Undici mesi fa, Zaccheo ottenne 30.433 voti pari al 48,30%, e con l’annullamento delle 22 sezioni ne ha persi 6.083: riparte quindi da 24.350. Coletta ne ottenne 22.469, pari al 35,66%, ma ne sono stati azzerati 4.103 nelle 22 sezioni e riparte da 18.366. Ma questo è solo un numero a se stante.

Il punto fondamentale sarà la percentuale ottenuta, sui votanti: undici mesi fa andò al voto il 61,18% (65.350 elettori) degli aventi diritto. Domenica potrebbero essere molti meno: statisticamente, in un secondo turno o peggio in una rinnovazione parziale, si perde affluenza. Al ballottaggio, l’affluenza precipitò al 52,72%: 9 punti percentuali in meno. Questa volta, potrebbe arrivare anche al 45%: potrebbero andare al voto circa 10mila elettori.

Quota 75

L’Aula del Consiglio comunale

In quegli elettori, Zaccheo dovrebbe trovare 7-8mila voti, per involarsi subito verso la vittoria. In pratica, il 75% dovrebbe votare per lui, senza considerare dispersioni di altri voti: tutti quelli che lo votarono, dovrebbero tornare a farlo, e dovrebbero andarci pure quelli che non lo fecero.

Altrimenti, resterà sindaco Coletta, con il centrodestra che si dice pronto a sfiduciarlo. Per non parlare di futuri ricorsi, che sarebbero già pronti, ad esempio per il fatto che non sia stato previsto il turno di ballottaggio. Tutto, per tornare al voto, con un candidato sindaco che, con ogni probabilità, sarà diverso da Zaccheo. (Leggi qui: Fazzone, Calandrini, Durigon: i tre che epurano Coletta ma pure Zaccheo. E leggi pure Tutti con Zaccheo ora, poi la Passatella: c’è il rischio che Vincenzo  faccia l’olmo).

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