Senza il suo spirito, Trisulti è morta

Le contraddizioni nel caso di Trisulti. Il problema non è l'affidamento al Humane Dignitatis Institute di Benjamin Harwell. Ma il rischio che la scuola Populista di Steve Bannon e contro il Papa possa espropriare la Certosa dal punto di vista spirituale e culturale. Tutto quello che c'è da sapere


di Francesco SORDO

Padre Riccardo accompagnava mio padre in campeggio a Trisulti. Erano gli anni del dopoguerra, e i “Prèti della Canzatora” (ndr. i Gesuiti del Collegio Leoniano di Anagni), aiutavano a modo loro la rinascita di una speranza nei cuori di quegli  adolescenti feriti dal conflitto mondiale. 

Tra i Certosini e le austere mura abbaziali, ho vissuto ormai vent’anni fa, una delle esperienze umane, di studio e preghiera, più belle che io ricordi. Spedito lì da un prete, per rimettere ordine nel caos dell’anima. Dopo una settimana ne uscii più forte e più deciso.

Sulla strada che da Collepardo sale alla Certosa, ho voluto far incamminare i miei figli, l’altro giorno, nella marcia per tentare di riappropriarci, spiritualmente e culturalmente, di un luogo che a loro rischia di essere sottratto. E che invece può ancora appartenere al loro e al nostro futuro.

Ma cose c’è davvero in ballo? Perché rischiamo di perdere  la Certosa di Trisulti? (leggi qui La lotta tra gli estremi opposti all’ombra della Certosa) e leggi anche In marcia contro la scuola sovranista a Trisulti: «È ora di agire»)

Non sono tra quelli che sostiene che il pericolo derivi dalla concessione della gestione, da parte del Ministero dei Beni culturali, alla Fondazione Dignitatis Humanae di Benjamin Harnwell. Avranno sicuramente i requisiti per fare meglio di chiunque altro, per valorizzare quel patrimonio artistico e culturale.

Credo invece che si percepisca “dal basso” il fatto che Trisulti stia per essere espropriata ad un territorio. Sottratta a tutti noi dal punto di vista spirituale e culturale: la paura è insomma che possa diventare estranea in casa nostra.

Alla marcia non hanno partecipato gli abitanti di Collepardo, si è detto. Non è del tutto vero. Durante il cammino tanti abitanti, dagli usci  delle loro case o affacciati alle finestre, hanno invogliato e incoraggiato i partecipanti a lottare per far sì che quel patrimonio non venga impoverito.

Perché le mura resteranno lì. Presumibilmente saranno rese ancor più belle. Nessuna “delocalizzazione” sarà possibile. Ma dal punto di vista di ciò che la Certosa ha rappresentato per un territorio, la sensazione è che si sta chiudendo un’epoca, e che bisognerebbe chiudere la stalla “prima che i buoi siano scappati tutti”. Lo stesso sostegno logistico  del Comune di Collepardo, della Comunità Montana dei Monti Ernici, con uomini e mezzi, la dice lunga sullo stato di apprensione e attenzione.

Poi vi è la questione politica. Perché di questo si tratta.

La Fondazione vorrebbe fare di Trisulti un luogo di promozione dei valori cristiano cattolici, e soprattutto di formazione per generazioni di intellettuali, e verosimilmente politici, all’interno del quadro del Sovranismo, di cui Steve Bannon, già braccio destro di Trump, è il vero mentore. Harnwell, incontrando i manifestanti l’altro giorno, lo ha confermato. (leggi qui A casa di Bannon: «A Trisulti formerò gli agenti del populismo»)

Mi chiedo se si possa pensare di promuovere i valori cristiani e cattolici mettendoli a servizio di un progetto politico. In passato si sarebbe parlato di palese strumentalizzazione.

Non so se in buona o cattiva fede ma il progetto di Bannon e Harnwell, porterebbe indietro le lancette dell’orologio della storia. L’Occidente ha faticato non poco a separare la fede dalla politica, lo Stato dalla Chiesa, e i cattolici stessi in politica ci hanno messo parecchi decenni a ritagliarsi uno spazio giusto e legittimo, dove però le norme giuridiche e le Costituzioni sono il vero “vangelo”.

A questo proposito è stato citato nel dibattito  Rocco Buttiglione, come esempio della marginalità a cui il cristianesimo è stato ridotto dai laicisti in Europa. Niente di più falso. L’impegno laico di tanti credenti (compreso Buttiglione, su cui si possono avere i più diversi  e legittimi giudizi politici), è stato garantito dalla laicità delle comunità statuali, tra l’altro scritta nello stesso Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare, e  a Dio quel che è di Dio”.

Eh sì, quello stesso Rocco Buttiglione che prima di essere un politico ed ex parlamentare, fu tra i consiglieri di Papa Giovanni Paolo II, in virtù del suo altissimo profilo intellettuale ed accademico.

Ed ecco l’altro tasto dolente: il Papa. Non c’è cattolicesimo senza il primato del Vescovo di Roma e senza lo spirito di comunione con Lui. Chiunque esso sia. Qualunque sia il profilo del suo magistero specifico, che parli di famiglia o di aborto, di accoglienza o tolleranza.

E’ dell’altro giorno invece l’attacco, l’ennesimo, frontale, pubblico, di Bannon a Papa Francesco, per il suo spirito troppo mondialista. Dal quartier generale di Trisulti, l’abbazia che come tante, in origine benedettine, hanno dato i l via alla prima grade forma di unitarietà culturale dei popoli europei, questo non può essere tollerato.

E pensare che l’Istituto che gestisce Trisulti, deve il suo nome (humane dignitais) a quella dichiarazione sulla libertà religiosa, firmata da Paolo VI nel 1965, al termine del rivoluzionario Concilio Vaticano II, in cui si difende come principio universale la persona umana, la sua dignità, la sua libertà, il suo diritto ad impostare la propria vita secondo i principi religiosi che ciascuno intende perseguire e che la comunità politica deve garantire. Esattamente il contrario dell’individualismo filosofico, condannato (questo sì) dal Magistero di tutti i Pontefici, che riduce le nostre comunità a monadi rinchiuse nella propria identità, autoreferenziali ed autarchiche, principi tanti cari al Sovranismo dei nostri tempi.

Tante contraddizioni in un unico luogo. Che invece con la sua severa semplicità ha parlato per secoli a generazioni diverse quell’unico linguaggio cristiano della fratellanza, dell’uguaglianza, della pace. Senza quello spirito Trisulti è morta, non esiste più. Chi non ha questo spirito uccide Trisulti e chi vuole ucciderla, lì, non ci può stare. I miei figli non me lo perdonerebbero.

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Francesco Sordo è esponente del cattolicesimo democratico. È stati segretario cittadino del Pd di Anagni. Si è dimesso dopo il risultato delle scorse elezioni comunali.


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