“Consigliere Tersigni! Sta dando uno spettacolo indegno”: steso su un tavolo

Bagarre durante il Consiglio comunale A Sora. L’ex sindaco Ernesto Tersigni invitato a uscire dall’aula per protesta si distende su un tavolo in fondo alla sala. Accompagnato fuori dal vigile urbano rientra e urla al sindaco di essere un bugiardo. Di mentire sul vero costo della cittadella della scuola prevista nel recupero della Ex Tomassi. Ad aprire le polemiche, con un duro scontro politico poi rientrato fra Massimiliano Bruni e il primo cittadino, era stata sempre la delibera sul recupero della Ex Tomassi.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Che sarebbe stata una seduta impegnativa si era capito già da qualche giorno. Perché il Consiglio Comunale riunito ieri pomeriggio a Sora era obbligato ad incamminarsi su un percorso politico minato. Dalla recente rottura dei rapporti tra il sindaco ed il suo delegato per quattro anni ai Lavori Pubblici. Dalla nuova posizione politica di Fratelli d’Italia, sempre meno pilastro di questa maggioranza. Dall’arrivo in Aula di una pratica complessa come quella del centro Serapide, che si trascina da circa 25 anni.

I fuochi d’artificio politici si sono visti in Aula poco dopo le 17 di ieri: l’intervento dell’ex delegato Massimiliano Bruni lasciava intendere una presa di distanza dalla maggioranza; in pratica, niente numeri e fine dell’amministrazione. Ma erano solo fuochi fatui e non di artiglieria.

Nulla rispetto a quanto accaduto più tardi: con l’ex sindaco Ernesto Tersigni disteso su un tavolo, la polizia locale che lo invita ad allontanarsi, lui ed il sindaco in carica che si gridano di tutto.

Lo scontro sulla ex Tomassi

Sora, il Consiglio Comunale con le disposizioni anti Covid

È stato l’epilogo di un pesante scontro politico incrociato fra il sindaco Roberto De Donatis con il consigliere di maggioranza Lino Caschera da un lato, contro il consigliere di minoranza Ernesto Tersigni dall’altro.

Ad innescare la miccia è stato il secondo punto all’Ordine del Giorno: quello sul recupero della ex Tomassi. Accade mentre i lavori del Consiglio sembrano arrivati al termine. Si è alle dichiarazioni di voto.

Avevo già annunciato il mio voto contrario. Ma il consigliere Caschera deve rispettare l’opinione degli altri” sbotta Ernesto Tersigni. E rincara la dose: “Mi astengo. E già dovreste rispettare questa mia posizione. Chiudo questo mio intervento con una canzone di Battisti: “Lo scopriremo solo vivendo”. Voglio fare i complimenti a Natalino Coletta perché non ha forzato la mano per diventare assessore”.

A cosa si riferisce l’ex sindaco? Su quale punto chiede rispetto?

L’antefatto

Sora, Lino Caschera replica ad Ernesto Tersigni durante il Consiglio dell’8 giugno 2020

Il battibecco, Tersigni allungato sul tavolo, i vigili del intervengono, le urla in Aula non sono ancora arrivati. Manca Poco. Ma c’è un antefatto ad avere surriscaldato il clima.

In uno dei precedenti interventi Ernesto Tersigni aveva definito l’attuale amministrazione cittadina la peggiore di tutti i tempi a Sora“.

Affermazione alla quale hanno replicato il sindaco Roberto De Donatis ed il consigliere Lino Caschera (eletto in Forza Italia, vicinissimo agli allora leader Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli, migrato con loro in Cambiamo, bloccato nel successivo passaggio alla Lega). Respingono al mittente quelle affermazioni e ricordano alcuni episodi che avevano caratterizzato le giunte Tersigni. Come per esempio la diga nel fiume Liri  nei pressi di Ponte Vaugan mai ultimata; o la vicenda della pubblica illuminazione.

A proposito dell’intervento di Ernesto Tersigni che parla di peggiore Amministrazione, la peggiore Amministrazione era la sua. Vuole mettere zizzania fra Bruni, Fratelli d’Italia e il sindaco. Ma dimentica che lui, quando era sindaco, all’improvviso ha dovuto mettere dentro la maggioranza un altro Partito perché quattro suoi consiglieri se ne erano andati. Per non parlare della pubblica illuminazione, vicenda con cui abbiamo combattuto fino alla settimana scorsa. E quella società di recupero crediti di cui non ricordo il nome. Anch’io ho la memoria corta!”.

Tutta colpa di Bruni

A scatenare tutto è stato un lungo intervento di Massimiliano Bruni. Letto a nome di Fratelli d’Italia.

Quasi tre pagine in cui Bruni ha messo in evidenza tutti i motivi per cui non era opportuno andare avanti con quel progetto. Nato già prima dell’amministrazione Tersigni, puntava a creare un polo scolastico con annessi uffici e negozi, più due torri destinate all’housing sociale.

Perché Bruni ora, con quelle tre pagine, sostiene che non bisogna votare a favore della pratica? Eppure faceva parte del programma elettorale di De Donatis quando lui lo appoggiò quattro anni fa.

Nelle tre pagine l’ex delegato ai Lavori Pubblici evidenzia che il Comune rinuncia a 2,2 milioni di euro per oneri di urbanizzazione. Il fatto che rispetto al 2016, quando la Ex Tomassi era stata messa nel programma elettorale, ora ci sono in bilancio oltre sette milioni di euro per la sistemazione delle altre scuole.

Il mancato introito degli oneri concessori, che comunque non coprono i costi, che potrebbero essere superiori ai 5 milioni di euro”: in pratica per Bruni quella scuola costa troppo. “A seguito dell’emergenza Coronavirus occorre distinguere ciò che è utile da ciò che è indispensabile”. E in un altro passaggio fa notare come “nei prossimi anni potrebbero mancare introiti alle casse comunali” sempre per via della crisi.

Non solo:“ci sono già altre scuole, del Comune oppure in comodato d’uso gratuito che costano solo 50mila euro di manutenzione ogni anno” e sono già beneficiarie di “ingenti finanziamenti per circa 7 milioni di euro”. E, infine, la necessità di stipulare un mutuo da parte del Comune per completare le opere.

Insomma: ha sostenuto che è tardi e quel progetto è stato superato sia dal tempo che dalla buona amministrazione della quale lui ha fatto parte.

Si accende la miccia

Consiglio Sora
Sora, il sindaco Roberto De Donatis replica ad Ernesto Tersigni durante il Consiglio

Sotto il punto di vista politico, Massimiliano Bruni ha cercato la complicità fra i banchi dell’opposizione. Dove erano assenti Antonio Farina (giustificato) e Maria Paola D’Orazio. Non si sa mai. nel caso Bruni avesse votato contro.

L’aria in aula è pesante. Il volto del sindaco tirato. Ernesto Tersigni subito ne approfitta per acuire lo scontro. Infatti chiede a Bruni: “Chi sono i firmatari?” riferendosi al documento appena letto. “Fratelli d’Italia” la risposta.

A questo punto il sindaco sbotta contro Bruni: “Ho sentito così tante volte la parola indispensabile che mi chiedo perché è seduto da quella parte del Consiglio”. Cioè quella della maggioranza.

Quindi De Donatis parla di “crisi d’identità da cui sembra preso” e ironicamente gli fa i complimenti per aver ampliato il suo staff. Bruni chiede se c’è l’ha con lui o con Fratelli d’Italia. “Ce l’ho con te e con quello che hai letto” la secca replica.

Poi il sindaco spiega che “ad oggi il Governo e la Regione, se ci sono interventi su cui mettono soldi, è nell’edilizia scolastica. Mentre qualunque altra discussione ha come unico obiettivo creare confusione e perdere un’occasione unica e irripetibile. Noi andiamo avanti a schiena dritta”.

Max l’incompreso

I Consiglieri comunali di Sora: da sinistra Lino Caschera, Simona Castagna, Massimiliano Bruni e Natalino Coletta

Quindi la replica di Bruni. Prima ai fratelli Tersigni: “capisco il gioco delle parti ma non è stato compreso il senso del mio intervento”. E poi a De Donatis: “Caro sindaco, lei si è salvato in calcio d’angolo. Fratelli d’Italia con questa Amministrazione ha solo un rapporto amministrativo. Abbiamo voluto portare un contributo al dibattito di questa Assise. Siamo coerenti con la posizione del 2018 ma …” ribadisce i dubbi sulle spese. Le ricordo che sono stato eletto in maggioranza. Non è il momento dei personalismi. La città non si può permettere una crisi”.

Poco prima il sindaco lo aveva accusato di non essere coerente. Nonostante questo affondo, Bruni è appena stato costretto a rinculare: contrariamente a quanto sostenuto nella premessa non farà mancare il suo voto a questa amministrazione.

E De Donatis non lascia cadere quella dichiarazione. “Voglio fare chiarezza sull’intervento di Bruni. Che non ha rimesso in discussione il programma ma ha fatto una considerazione che andava fatta a tempo debito”. Oggi sembra che tutti parlino per enigmi. In pratica il sindaco si riferisce al fatto che Bruni avrebbe dovuto dire quelle parole sui personalismi ed il no alla crisi non tanto ora in Aula ma alla riunione di maggioranza che ha disertato l’altro giorno.

Siccome non è stato chiaro, evidenzia che “alcuni passaggi dovevano avvenire all’interno della maggioranza”. Ed ha aggiunto: “Rivendico con orgoglio le scelte fatte per abbattere i personalismi”. Riferendosi alla revoca delle deleghe, con cui ha aperto la crisi personale tra lui e Bruni.

Tersigni con la baionetta

Sora, il presidente del Consiglio Comunale Antonio Lecce

Ernesto Tersigni torna quindi alla carica accusando Bruni di aver fatto marcia indietro rispetto alla posizione iniziale: “Siete su due parallele divergenti”. Continuano i battibecchi e si arriva alle dichiarazioni di voto.

Simona Castagna, capogruppo di Fratelli d’Italia (il Partito di Bruni) annuncia il voto favorevole di FdIperché quell’area necessita di essere riqualificata. Bruni ha solo voluto mettere in evidenza alcuni cambiamenti dovuti al Covid”. E sottolinea: “Come gruppo  siamo fedeli al programma amministrativo però chiediamo al sindaco che vigili su tutti gli atti perché si trovi al più presto una soluzione”.

Caschera riprende la parola criticando la posizione delle opposizioni e auspicando “che questa cosa vada a finire bene a differenza di altre”.

A rincarare la dose contro Ernesto Tersigni arriva anche il sindaco: “Questa delibera nasce sulla roccia. Il nostro Comune ha un Bilancio solido e può fare mutui. Quest’Amministrazione è convinta che è meglio costruire una scuola che un secondo cimitero o una diga” Citando ironicamente anche altre iniziative dell’ex primo cittadino.

L’Ernesto disteso

La polizia municipale allontana Ernesto Tersigni

È a questo punto che Tersigni reagisce in modo pesante. “Me ne vado. Non voto. Me ne ricorderò caro Roberto. Quando sta in difficoltà mi chiama …

Il presidente del Consiglio Antonio Lecce prima lo richiama all’ordine e poi lo invita rispettare il distanziamento sociale: gli intima di tornare al suo posto oppure a uscire dall’aula. Quindi chiede all’agente della Polizia locale presente in Assise di accompagnare Ernesto Tersigni fuori. Tersigni in segno di protesta si distende sul tavolo in fondo alla sala.

Consigliere Tersigni! Sta dando uno spettacolo indegno” le parole del presidente Lecce. “Sono qui. Dietro il tavolo dei giornalisti. Sono fuori”. Replica l’ex primo cittadino. E rivolto a De Donatis: “Sindaco sei bugiardo e inaffidabile. Hai ricacciato le penne. Che falso!”.

Forse riferendosi al diverso atteggiamento di De Donatis una volta accertato che il voto favorevole di Bruni per il punto c’era.

Mentre sul corridoio, accompagnato dal vigile e dal dottor Vinciguerra accorso in aiuto, Tersigni continua a inveire contro il sindaco, de Donatis parla di “una delle pagine più brutte vissute in quest’aula. C’è ne è stata un’altra ma la tengo per me”. E prima del voto ribatte convinto: “Abbiamo fatto bene a portare questa delibera. Nonostante le urla”.

Dopo il voto unanime sul terzo punto, la convenzione sul servizio di segreteria generale, Tersigni torna in aula e urla ancora contro il sindaco: “Diglielo ai consiglieri. Questa operazione costerà 11 milioni di euro. Vergognati”.

Gli abbiamo toccato i nervi scoperti” il commento di Lino Caschera.