Sorsi e morsi ciociari nascosti in Toscana: la Vineria Dècalè (Nunc est bibendum)

Continua il viaggio in Toscana alla ricerca dei sapori 'di casa'. Come quelli portati da Silvia di Roccasecca a Pietrasanta con la Vineria Dècalè

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Mai sottovalutare il fascino vitivinicolo della Toscana, mai! Soprattutto quando credi di esserne immune e lontano, quando sei distratto da altro e pensi al mare, alle spiagge. C’è una sorta di magnetismo che ti blocca ovunque ti trovi e ti spinge a cercare da bere…

Cavolate! Vi stavate davvero bevendo la favola delle vigne a perdita d’occhio, le colline eccetera? Poveri illusi, la verità è che il sottoscritto cerca vino ovunque, il magnetismo ha un nome e si chiama vino, la vittima ha un nome e cognome e si chiama Marco Stanzione. Punto. Detto ciò la Toscana è il “regno del male”, qualsiasi cosa sarebbe capace di rimandarti al nettare degli dei.

E così, anche quando sei lontano dal Chianti, anche quando sei a due ore di macchina da Montepulciano e magari ti trovi nella splendida Versilia, tra mare cristallino, spiagge alla moda, vita notturna sfrenata, senti la voce della tua coscienza che ti bussa sulla spalla e ti richiama all’ordine e alla disciplina: “Quando si beve?

Non si può sfuggire al richiamo della coscienza, mi sono distratto troppo e quindi rimedio subito, direzione Pietrasanta. Perché proprio Pietrasanta? Perché oggi vi parlo di una realtà molto interessante, un locale che sta facendo breccia nel cuore degli abitanti del luogo ma anche dei tanti turisti che affollano la riviera Toscana: Vineria Dècalè. Si trova nel pieno centro storico e ve la consiglio per tre ragioni: per prima cosa il posto, meraviglioso, immaginavo che Pietrasanta fosse bella ma non così, chiese e monumenti si ergono al centro di una piazza bellissima, palazzi storici pieni di ristoranti, bar, locali ed un via vai di gente fino a tardi.

Poi mi affascina l’anima di questa vineria, un angolo semplice ma curato, un locale che ha una sua attitudine, dove le condizioni sono subito chiarite dal cartello appeso all’entrata “No Spiritz, No Prosecco, No Bruciato” . Sostanzialmente niente roba che puoi bere dovunque, spazio ai vini naturali, alle piccole aziende, all’estro, alla fantasia, banditi i carrozzoni.

La terza ragione è di cuore, Vineria Dècalè in Pietrasanta affonda le sue radici radici nel basso Lazio, nella nostra amata Ciociaria. La proprietaria, Silvia Di Mascio, è di Roccasecca, proprio lì l’ho conosciuta anni fa: entrambi appassionati di rock, metal e bevande varie mai avremmo pensato di ritrovarci in Toscana a bere vino nel suo locale: siamo sempre stati dall’altra parte della barricata, fieramente davanti al bancone. Ma la vita è strana e bella anche per questo.

Giovane studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone, Silvia si recò in Toscana per seguire un corso di scultura, non sapeva che lì avrebbe trovato l’amore ed il vino! Ora a Pietrasanta ha la sua famiglia, una dolcissima peste di nome Ruben e da un paio di anni anche la vineria. Non mi stancherò mai di dirlo, l’imprevedibilità della vita è una cosa meravigliosa! 

Io le promesse le mantengo e sono andato a trovarla ed il locale era proprio quello che mi aspettavo, un posto dove puoi rilassarti, mangiare e bere bene. Dècalè non ha una cucina ma ciò non vuol dire uscire dal locale con la fame, anzi. È una vineria nel senso più puro del termine, quindi si può degustare una buona bottiglia e accompagnarla con panini, taglieri, piadine, tartare di carne, bruschette, insalate e stuzzicherie attentamente preparate.

I formaggi sono deliziosi, selezionati con gusto e criterio, accompagnati da miele e confetture artigianali locali. Cosa fondamentale è poi la competenza per la materia vino, ho fatto scegliere ad Alessio Grotti, socio di Silvia, il vino per noi, ponendo solo una condizione: restare nelle vicinanze, volevo un prodotto rigorosamente locale. 

Senza pensarci due volte mi apre “Annick” di Cosimo Maria Masini. Sauvignon Blanc con una piccola percentuale di Vermentino questo vino è un classico del territorio, avevo assaggiato un’annata piuttosto recente ma Alessio stappa una 2011…beh pazzesco! Otto anni ma sembra imbottigliato da due, fresco, profumato, ricco sfumature e ancora dannatamente beverino, davvero una bella bevuta con i formaggi nel tagliere. 

La Ciociaria non si scorda mai

Aver rivisto Silvia è stato davvero bello, soprattutto in un contesto diverso dal solito. Ho respirato e assaporato il territorio senza mai perdere la percezione di “casa” perché oltre ai convenevoli sul “che si dice giù a Roccasecca?” alla vineria Dècalè ho trovato dei pezzi di Ciociaria che Silvia ha voluto fortemente portare con se: dai vini di Danilo Scenna come il D.S. Bio (leggi qui I vini bio fatti con la luna negli antichi vitigni di Pescosolido) a quelli di Marco Marrocco come il Palazzo Tronconi, (leggi qui Zitore, il vino antico di Arce da gustare con acid jazz). Dalle Marzoline di Esperia e dal pecorino di Picinisco ai broccoli di Roccasecca. Insomma il cuore batte sempre, anche a diverse centinaia di chilometri. 

Ci abbracciamo e ci diamo appuntamento alla prossima. Lei dice in Ciociaria, io dico in Toscana. Tanto ci torno in men che non si dica! 

Consiglio di leggere l’articolo e brindare con i vostri amici con “On the Road Again” di Willie Nelson.