Stop di Viterbo ai rifiuti da fuori: “Ricorso al Tar”

Il Comune di Viterbo dice basta alle ordinanze della Regione che gli mandano i rifiuti da tutto il Lazio. Vuole evitare di fare la fine di Roccasecca: esaurita con tre anni di anticipo per via delle ordinanze che imponeva le immondizie da fuori.

Nuvole all’orizzonte per i rifiuti della provincia di Frosinone. Si addensano a Viterbo, dove oggi la società pubblica Saf invia in discarica una parte di ciò che rimane delle immondizie ciociare dopo la lavorazione nel suo stabilimento. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena non ha più intenzione di accogliere i rifiuti che arrivano da fuori territorio. Vuole evitare che alla sua discarica accada lo stesso che è avvenuto a quella provinciale di Frosinone: esaurita con tre anni d’anticipo perché ha dovuto ospitare le immondizie romane.

Per questo oggi Giovanni Arena ha detto che “Il Comune di Viterbo si opporrà con tutte le sue forze all’arrivo di altri rifiuti da Roma. Lo farà impugnando davanti al Tar le ordinanze regionali che pendono su Viterbo come una spada di Damocle”. 

Tutte le strade portano a Viterbo

I lavori su uno degli invasi Mad di Roccasecca

A cosa si riferisce? Nicola Zingaretti aveva ordinato con urgenza a Roma Capitale di indicare dove avrebbe realizzato la sua discarica ed i suoi impianti. Ma il Tar gli ha detto che quella richiesta, legittima, andava fatta senza usare lo strumento dell’ordinanza per urgenza e contingibilità. (Leggi qui Il Tar: Niente commissariario della Regione per i rifiuti).

Così è stato necessario avviare un altro provvedimento. Prolungando i tempi. Il timore di Viterbo è che, dopo il 30 giugno, l’immondizia di Roma prenda ancora con più consistenza la strada per il nord del Lazio. E con l’immondizia romana anche quella ciociara. Perché ormai da mesi viene smaltita in parte a Viterbo ed in parte a Civitavecchia: da quando si è esaurita la discarica provinciale di Roccasecca ed il gestore (la società Mad) ha rinunciato al progetto per la costruzione del quinto ampliamento. (Leggi qui La sottile vendetta di Lozza: arrangiatevi).

Frosinone non ha alcuna fretta di risolvere il problema: il consiglio provinciale la settimana scorsa ha detto che ci vorrà almeno un anno per avere le caratterizzazioni dei terreni potenzialmente idonei: solo da qualche giorno ha affidato il compito al Politecnico di Torino. E nel frattempo? Frosinone ha risposto che sono problemi della Regione Lazio perché è lei ad avere creato questa situazione in Ciociaria: si prendesse i rifiuti e si pagasse il trasferimento fuori territorio, Viterbo, Civitavecchia o Marte non fa differenza. (leggi qui Nuova discarica: Pompeo dice no alla Regione).

Fatevi la discarica

Antonio Pompeo durante il Consiglio Provinciale

L’invio dei rifiuti ciociari e Romani a Viterbo è però un problema per la città governata dal sindaco Giovanni Arena. Per il quale “Per quanto riguarda Roma, tutto ciò è frutto del continuo scaricabarile tra amministrazione regionale e Roma Capitale. Assistiamo a una battaglia di egoismi e di costi ambientali che hanno come conseguenza quella di penalizzare cittadini che vivono a centinaia di chilometri lontano dai luoghi di produzione dei rifiuti. Non è davvero più possibile continuare a subire questa mancanza di responsabilità di Regione e Comune di Roma”.

E Frosinone? È parte del problema. Piccola rispetto a Roma. Perché oltretutto Frosinone i suoi rifiuti se li lavora, ricicla tutto il possibile, trasforma il non riciclabile rendendolo combustibile per termovalorizzatore. A Viterbo va una parte che è comunque gestibile. Ma non può essere gestito troppo a lungo. Perché – dice il sindaco – “Nessuno vuole un impianto nel proprio territorio. Ma è altrettanto vero che ci devono essere un senso civico ed una responsabilizzazione del cittadino che produce rifiuti”.

Insomma: ognuno deve risolvere in casa il proprio ciclo dei rifiuti. Punto.

Le soluzioni impossibili

Il sindaco di Roccasecca Giuseppe sacco ha detto no ad un nuovo ampliamento

Le uniche due soluzioni a portata di mano rischiano di incendiare una polveriera. C’è Colle Fagiolara a Colleferro che l’amministrazione di Nicola Zingaretti ha chiuso. Ma ci sono ancora centinaia di metri cubi utilizzabili. E c’è il quinto invaso di Roccasecca: autorizzato. Ma siccome un’indagine ha messo in dubbio la regolarità di quell’iter, la società Mad che aveva ottenuto i permessi ci ha rinunciato. E ora non vuole più sentir parlare di ampliamenti in Ciociaria.

Riaprire Colle Fagiolara rappresenterebbe una sconfitta amministrativa e di progettazione per la Regione. Affidare il V invaso di Roccasecca ad un’altra impresa significherebbe spianare la strada ad un contebnzioso milionario con Mad che a quel punto potrebbe dire: perché io no e gli altri, con lo stesso iter, si?

Nel frattempo, il sindaco Giovanni Arena avvia le battaglie legali.Stiamo resistendo al Tar contro l’approvazione della sovraelevazione della discarica di Monterazzano. Approvazione avvenuta senza prendere in considerazione il nostro parere negativo in Conferenza dei servizi. Probabilmente, a pensar male si commette peccato, ma forse la forte esigenza di autorizzare questo progetto dimostrata dalla Regione era legata proprio al sapere in anticipo che si sarebbe creata la situazione attuale”. 

Le nuvole sono all’orizzonte.

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