Top e Flop, i protagonisti delle elezioni del 4 ottobre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle elezioni Comunali del 3 e 4 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle elezioni Comunali del 3 e 4 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ANGELO D’OVIDIO

Angelo D’Ovidio

Tornato sindaco di Pastena dopo due decenni. E questo significa che dopo tanti anni la sua forza politica sul territorio è rimasta la stessa. Un capolavoro. Angelo D’Ovidio, prima socialista e poi tra i leader provinciali più influenti dell’Udc, ha dimostrato come la classe non è acqua. Nella vittoria a Pastena ma anche nella scelta della candidatura a sindaco di Sora.

Federico Altobelli ha pagato le divisioni del centrodestra, non certamente la sua campagna elettorale. D’Ovidio ha dimostrato al centrodestra che le lacerazioni non pagano, che forse la ricetta vincente sta nel passato virtuoso e non nel presente improvvisato, che l’asse sovranista non convince come invece fa il centro moderato. E che le astuzie sono il sale dell’esperienza: ai suoi avversari aveva fatto credere d’essere ormai in disarmo e di non riuscire nemmeno a comporre la lista; li ha lasciati con un palmo di naso quando all’ultimo minuto ha presentato la candidatura. (Leggi qui Tutti i risultati Comune per Comune).

Ma inoltre Angelo D’Ovidio ha portato avanti una campagna elettorale di rispetto ed educazione come non si vedeva da tempo. Conquistando una vittoria che non è esagerato definire storica.

A volte ritornano.

PEPPE SACCO

I festeggiamenti per Sacco allo Scalo

Confermato sindaco con quasi il 90% dei voti. Un plebiscito che dimostra soltanto una cosa: Giuseppe Sacco ha amministrato benissimo e le “battaglie” a difesa del territorio sono state completamente sostenute dai cittadini. Il punto è soltanto questo. (Leggi qui Tutti i risultati Comune per Comune).

Una percentuale tra le più alte d’Italia. Un sindaco stimato che è riuscito a mantenere la promessa quella quale si era giocato l’elezione e poi la conferma alla guida della città: la chiusura della discarica provinciale attivata oltre vent’anni fa. Se è vero che alla fine è stata la Mad a decidere di non realizzare il quinto invaso, altrettanto è vero che per ben 2 volte il sindaco Sacco, con le sue strategie nel totale solco della legge, ha costretto la Presidenza del Consiglio dei Ministri a scendere in campo e forzare la mano.

Ha creato insieme al Cosilam il progetto di bonifica della Green Valley dal quale potranno nascere decine di posti di lavoro. È stato in prima linea quando la Ideal Standard stava collassando.

Per questo c’è stato il plebiscito per Sacco. In un Comune non semplice come Roccasecca e in un momento in cui non tutti gli uscenti vengono riconfermati.

Ieri sera nel centrodestra in diversi hanno provato a rivendicare l’appartenenza politica di Peppe Sacco. Il quale sicuramente guarda a quell’area, ma lo fa con indipendenza, autorevolezza e mettendo in campo una preparazione amministrativa che pochi dimostrano di avere. Con atti, delibere, decreti, ordinanze e con tutto il resto. Ma preoccupandosi costantemente dei cittadini e del territorio. La barra rimane dritta su questi due obiettivi.

Fortissimo.

GIANNI FANTACCIONE

Gianni Fantaccione con la sua squadra

Si era candidato a sindaco di Castrocielo più per orgoglio che per rabbia. Gianni Fantaccione voleva sfidare lo storico sindaco Filippo Materiale già 5 anni fa. Ma il professore lo aveva convinto invece ad allearsi, fare il suo vicesindaco per un intero mandato ed affinare la sua conoscenza della macchina amministrativa per candidarsi in questo 2021. Invece, alla fine del quinquennio la promessa non è stata mantenuta: Materiale ha preferito l’avvocato Graziano Cerasi.

Gianni Fantaccione, senza alzare la voce, quando la situazione è stata chiara si è dimesso da vicesindaco. Ed ha annunciato la sua candidatura. Poteva restare in sella, come tanti altri hanno fatto in vari Comuni, gestendo da quel posto privilegiato la sua campagna elettorale. Invece no.

Dai palchi ha rivendicato tutto il lavoro svolto in questi anni. Proponendo un cambiamento. E quando ha vinto con due terzi dei voti, da vero gentleman nel suo primo messaggio tv da Teleuniverso ha voluto ringraziare in maniera sincera il professor Materiale per i tantissimi anni dedicati a Castrocielo e per le opere che ha realizzato.

La gratitudine del trionfatore

FLOP

MOVIMENTO 5 STELLE

Loreto Marcelli

Il Movimento Cinque Stelle è residuale in Italia e in provincia di Frosinone non esiste sul piano del radicamento territoriale e politico. A prescindere dai risultati ottenuti a Sora (ci si aspettava di più) e a Casalattico.

Non esiste perché non presenta liste nella stragrande maggioranza dei Comuni e quando lo fa, raggiunge percentuali che definire marginali è anche troppo generoso.

Era venuto l’ex premier Giuseppe Conte: la sua visita a Sora basta per spiegare il tramonto delle Cinque Stelle; ha riempito la piazza di curiosi, venuti per vedere da vicino un avvocato che ha messo in luce durante la sua Presidenza un raro garbo, ma da quello stesso palco sono partite invettive da Vaffa Day come se il M5S non fosse al governo dell’Italia ormai da tre anni, prima con il Conte 1, poi con il Conte 2 e infine con Draghi.

Da mesi in Ciociaria la classe dirigente pentastellata viaggia lungo l’asse del sottosegretario Ilaria Fontana e del capogruppo regionale Loreto Marcelli. Non sono riusciti a fare la minima differenza. E per molti versi devono riflettere tantissimo anche Roberta Lombardi e Valentina Corrado, assessori regionali. Il risultato più importante  che i Cinque Stelle hanno avuto è quello di Virginia Raggi a Roma. Il resto è poca cosa dappertutto.

Evaporati.

LUCA FANTINI

Chissà se in queste ore il segretario provinciale del Pd ha pensato alle dimissioni. Non sarebbe un’eresia, perché avanti in questo modo è difficile andare. Il Partito Democratico è diventato collezionista di sconfitte non gestibili: l’anno scorso Ceccano e Pontecorvo, adesso Alatri. La roccaforte delle roccaforti, il feudo elettorale di Mauro Buschini. Ma anche un simbolo sbandierato per anni.

Luca Fantini era stato chiamato alla “missione” di superare il correntismo. Non c’è riuscito, perché la debolezza della proposta politica dei Dem nei Comuni nasce dalle divisioni interne, dall’assoluta mancanza di dialogo e dall’incapacità di arrivare a delle “sintesi” autorevoli e vincenti. Nessuno dei big farà mai un passo indietro nella gestione del Partito.

Per questo motivo Luca Fantini potrebbe giocare d’anticipo. D’altronde lo ha fatto un certo Nicola Zingaretti. Un’ultima annotazione: in Italia il Pd stravince, in Ciociaria straperde. Il segretario politico non potrà non rispondere di questo.

Sconfitta senza attenuanti.

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