Zingaretti: «Memmo, candidati». E lui accetta. Ma c’è la mina Vicano

Nicola Zingaretti

Il Governatore telefona all'ex sindaco. E lo invita a tornare in campo per riportare Frosinone al centrosinistra. Dopo una mattinata di riflessione Marzi torna sui suoi passi ed accetta. Convocata l'assemblea Pd per domani. I Socialisti confermano la candidatura di Iacovissi. E Vicano per ora non si ritira: "Giovedì decido”

Tutto in meno di sei ore. Grazie a quattro passi in compagnia e due telefonate. L’ex sindaco di Frosinone Domenico Marzi è passato dal No al Si al suo ritorno in campo. Sarà lui il candidato del Partito Democratico e della coalizione del Campo largo.

La decisione è arrivata nel primo pomeriggio. Merito di una lunga passeggiata durata quasi due ore in compagnia di Francesco De Angelis, durante la quale gli sono arrivate le telefonate del Governatore del Lazio Nicola Zingaretti e del Segretario Regionale Bruno Astorre.

La telefonata del mattino

La telefonata arriva sull’iPhone di Francesco De Angelis: da oltre un’ora il presidente del Consorzio Industriale del Lazio sta compiendo la sua camminata mattutina. Per smaltire le cattive tossine, tenere in forma la circolazione. Questa volta, sulle strade alla periferia di Frosinone con lui c’è una persona ad accompagnarlo in tuta e scarpette. È l’ex sindaco Domenico Marzi, l’avvocato che strappò la città al centrodestra, avviò una stagione di grandi opere mai vista nel capoluogo.

È durante una salita che l’iPhone trilla. Sul display appare il nome Nicola Zingaretti: è tornato a Roma da qualche ora, il pomeriggio precedente era a Palermo per parlare di Campo Largo. Chiede a Francesco De Angelis il punto sulla situazione a Frosinone dopo il passo di lato compiuto dall’ex Direttore generale della Asl Mauro Vicano. (Leggi qui Vicano pensa al ritiro e propone Marzi). Chiede quanto sia definitiva la chiusura di Memmo Marzi ad un suo ritorno in campo. (Leggi qui Il No di Marzi che manda nel caos il Pd).

È a quel punto che l’ex assessore regionale alle Attività Produttive dice al Governatore “Memmo sta qui con me, ci sto parlando da più di un’ora. Mi sembra convinto nel suo dire No». Nicola Zingaretti replica: «Passamelo…».

Il dialogo tra Zingaretti e Marzi

Nicola Zingaretti

Il presidente domanda, chiede dettagli, scava: vuole capire. L’età? «Quella non mi sembra un problema: mi sembra che Mattarella si sia assunto un impegno un po’ più gravoso di quello che la tua città sta chiedendo a te».

Marzi va allora al concreto: ha visto musi lunghi all’interno del Partito; non ha visto l’entusiasmo necessario per la vittoria. «Memmo, non sei un problema: sei una risorsa. Per la città e per il Partito. Se tu scendi in campo non sono ammessi musi lunghi. Hai la mia parola».

C’è il tema dei tempi molto più smart rispetto a quelli dei due mandati Marzi. E c’è il Pnrr: Memmo Marzi è un maniaco della perfezione, uno che alla pari di Nicola Ottaviani legge tutte le carte, le esamina fino all’ultima virgola, le corregge e le controlla. «Se tu sei disposto a metterti alla testa di questa sfida noi ci impegnamo a metterti a disposizione una squadra giovane e preparata, capace di lasciarti la sicurezza e la tranquillità che chiedi per seguire il piano amministrativo».

Si sono salutati con un «Intorno a te nascerebbe quel Campo Largo che è oggi il nostro modello». «Va bene presidente, ci penso».

La telefonata di Astorre

Bruno Astorre (Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica)

Dopo una ventina di minuti l’iPhone torna a squillare. A chiamare è il Segretario Regionale Bruno Astorre. Anche lui assicura a Marzi il massimo sostegno del Partito e gli garantisce che non ci saranno divisioni.

A raccontarlo sono le agenzie. «Ho sentito al telefono Domenico Marzi e mi ha confermato la sua disponibilità a tornare in campo. Il gruppo dirigente del Partito Democratico è compatto e pronto a sostenere una sua candidatura. Ora spero che la coalizione progressista e di centrosinistra saprà cogliere questa importante occasione che ci è stata data dalla volontà di Memmo di mettersi in gioco. Il suo nome sarebbe perfetto per riportare Frosinone al centrosinistra».

Ore 17:09, la riserva è sciolta

Questa volta all’ex sindaco bastano poche ore per decidere. Alle 17:09 Marzi chiama il Segretario provinciale del Partito Democratico Luca Fantini. E gli dice: «Se il Pd me lo chiede sono pronto a tornare in campo».

Nel giro di un quarto d’ora il Segretario convoca l’Assemblea degli iscritti per la giornata di giovedì. Alle 18:31 la notizia viene ufficializzata con un Comunicato Stampa. “In queste ore il Partito Democratico, a tutti i livelli, si è speso per convincere Memmo Marzi ad accettare la candidatura a sindaco, in rappresentanza del Campo Largo del centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Frosinone. L’avvocato Marzi si è reso disponibile a raccogliere l’invito. È per questo motivo che giovedì 3 marzo alle ore 18 presso hotel Memmina, sarà convocata l’Assemblea degli iscritti”.

All’ordine del giorno la scelta del candidato del Partito Democratico da proporre a tutti gli alleati della coalizione. Siamo fiduciosi per una soluzione positiva, vogliamo condividere con la nostra comunità questa importante scelta per il futuro del capoluogo“.

I Socialisti confermano Iacovissi

Vincenzo Iacovissi

Nel Campo Largo non ci saranno i Socialisti. Nelle stesse ore in cui Memmo marzi scioglieva la sua riserva, il Tavolo del Nuovo Centrosinistra dava il via libera alla alla candidatura del vice Segretario nazionale del Psi Vincenzo Iacovissi.

Al Tavolo erano presenti Gerardina Morelli e Mateo Zemblaku (Segretaria e vicesegretario del Psi di Frosinone), Ettore Togneri (+Europa Frosinone), Ivano Alteri (Lista Politica Il Cambiamento), Pier Paolo Segneri e Daniela Grande (Lista Civica Segneri).

Gerardina Morelli ha sottoposto al Tavolo la proposta di candidatura a sindaco formulata dal suo Partito sabato scorso. È stata approvata all’unanimità. «Tutti i componenti hanno considerato la candidatura del giovane Iacovissi, in netta discontinuità col passato. E ritengono che possa rappresentare egregiamente l’intera impostazione di cui si è dotato il Tavolo del Nuovo Centrosinistra, sin dal mese di ottobre dello scorso anno». 

La variabile Vicano

Non sarà l’unica assenza dal Campo Largo. Mancherà anche Mauro Vicano: l’ex Dg della Asl aveva riacceso i motori della campagna elettorale dopo il primo No di Marzi. E ora andrà avanti. «Mi sto confrontando con tutti i Partiti e le liste che mi avevano dato la loro disponibilità. Entro giovedì scioglieremo la riserva»

Vicano ha sentito Italia Viva ed Azione che nelle settimane scorse gli avevano dato il loro appoggio, prima ancora che il Pd si esprimesse. Ha sentito i civici di Luigi Vacana e di Biagio Cacciola. E le altre formazioni che si erano dette disposte a partecipare ad un progetto alternativo interamente civico: primo tra tutti il Polo Civico.

Soprattutto pare che voglia verificare la compattezza del Partito Democratico sul nome di Memmo Marzi. E vedere dove si collocherà il dottor Fabrizio Cristofari (candidato sindaco 5 anni fa) che il mese scorso si era espresso a favore della candidatura Vicano. Stesso ragionamento per Michele Marini, già vice di Marzi ma bloccato sulla via della rielezione dieci anni fa proprio da un ritorno in campo del suo predecessore. E cosa farà l’ex presidente d’Aula Norberto Venturi, anche lui su posizioni mai omologate.

Proprio la loro posizione aveva rallentato Marzi. La loro posizione farà decidere Vicano.

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