Il No di Marzi che manda nel caos il Pd

La clamorosa rinuncia dell'ex sindaco. Ha deciso di non accettare la candidatura che questa sera gli sarebbe stata proposta dall'Assemblea del Partito Democratico. "Scelta di vita”. Vertici Dem in riunione urgente

La cronaca di un risveglio all’inferno per il Partito Democratico inizia a metà mattinata. A proiettare i vertici Dem nel più nero dei buchi è una telefonata fatta dall’ex sindaco Domenico Marzi: ieri sera il Segretario provinciale del Partito Democratico Luca Fantini ed il leader del Partito Francesco De Angelis gli avevano annunciato che oggi avrebbero chiesto ufficialmente all’assemblea degli iscritti di indicarlo come candidato alla guida della coalizione di centrosinistra per le elezioni di primavera. Intorno alle 10.30 di questa mattina Domenico Marzi ha detto «Ringrazio per l’offerta della candidatura a sindaco ma non posso accettare. Non posso per problemi familiari, personali e anche d’età».

Lo ha detto ai due leader del Partito. E proprio per chiarire che è una situazione definitiva lo ha dichiarato intorno alle 11 al direttore dell’edizione di Frosinone de Il Messaggero, Luciano D’Arpino. Al quale ha aggiunto «Appoggerò comunque il candidato che sarà scelto dal centrosinistra».

Vertice urgente nel Pd

Domenico Marzi

Una decisione che ha gettato nel caos il Partito Democratico. Che si è ritrovato all’improvviso di fronte ad un No non preventivato. Domenico Marzi era il nome di sintesi proposto al Pd dal dottor Mauro Vicano, ex Direttore Generale della Asl di Frosinone. Il mese scorso Vicano aveva annunciato la sua disponibilità alla candidatura, sostenuto da due civiche; aveva lanciato un segnale chiaro a tutto l’arco del centrosinistra. Ma all’inizio di questa settimana aveva dovuto prendere atto del semaforo Dem rimasto spento: né rosso, né verde. “Non aggrega tutti, non genera il Campo largo che ora è una condizione necessaria per il Pd” aveva evidenziato il Segretario regionale Bruno Astorre. Da quel semaforo spento era nata la decisione di individuare un nome di sintesi.

Il No di Marzi impone al Pd un nuovo giro di orizzonte. Tornare su Mauro Vicano? Impossibile. La struttura elettorale ed il comitato sono ancora in piedi, lui non ha mai annunciato il suo ritiro. Ma a questo punto se deciderà di proseguire non vorrà sentire in alcun modo il Pd: il tempo dei semafori è scaduto. Ma nulla è stato ancora deciso.

L’ex sindaco Michele Marini ha già detto no il mese scorso quando lo Stato Maggiore del partito Democratico gli aveva chiesto di partecipare alle Primarie di coalizione, per unire tutto il Partito e portare dentro anche quelle sensibilità che avevano dubbi sul nome di Vicano.

Assedio intorno a Memmo

Mauro Vicano

In questi minuti il Pd è in riunione. Francesco De Angelis e Luca Fantini hanno tentato di convincere Marzi ad un supplemento di riflessione. Nulla da fare. Chi gli sta vicino spiega che è stata una scelta di vita e non una decisione politica legata in qualche modo alle difficoltà dell’impresa.

Indietro non torna. Il Pd a questo punto dovrà sbrigarsi per uscire dall’inferno.

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