Le amnesie di Fabio Loreto sulla Camera di Commercio

Alessioporcu

La presa di posizione di Confcommercio sull'elezione del presidente della Camera di Commercio. Ed il tentativo di delegittimare la stampa che sta fuori dal coro

È una presa di posizione chiara a favore del numero uno di Confcommercio Lazio e Lazio Sud Giovanni Acampora e della proposta rivolta agli industriali per una soluzione condivisa riguardo alla presidenza della Camera di Commercio del Basso Lazio. Ma c’è chi, invece, questa apertura l’ha interpretata diversamente, come una presa d’atto dello stesso Acampora di non avere i numeri per governare la ‘nuova’ Camera di Commercio del Basso Lazio. Una strategia per intenderci.

I presidenti di Confcommercio Lazio Sud del territorio di Frosinone rinviano al mittente tutte le illazioni pubblicate su un sito online locale, contro il loro Presidente.

Non prendiamo lezioni da nessuno e tanto meno da chi non è deputato a farlo. Rinviamo quindi al mittente quanto scritto sul nostro presidente Giovanni Acampora. La sua proposta invita all’unità e a una presidenza condivisa. Quanto scritto non ci rappresenta”.

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Pigliacelli e Acampora

La nota è del vice presidente Confcommercio Lazio Sud con delega allo sviluppo delle province di Frosinone e Latina Fabio Loreto. Ed il “sito online locale” è – tanto per cambiare Alessioporcu.it . (Leggi qui Acampora a tempo scaduto. Ha vinto Unindustria).

Il quale non può fare altro che confermare ogni singola parola di quanto già scritto. E cioè, se non fosse chiaro, che le proposte di accordo sono tanto più credibili quanto prima vengono avanzate.

Avanzare una proposta di intesa ad Unindustria per nominare insieme un presidente diverso da Marcello Pigliacelli avrebbe avuto un senso se fosse stata fatta nei mesi precedenti il voto.

Proporre l’accordo a Unindustria quando c’è stata la prima assemblea e ognuno ha mostrato le proprie carte sul tavolo da gioco ha il sapore di una resa.

È probabile che non sia cosi. Che Confcommercio abbia i numeri per eleggere in totale tranquillità un presidente. Benvenga per il territorio. Ma la scelta del momento in cui inviare la proposta autorizza a pensarla in maniera differente.

Marcello Pigliacelli e Giovanni Turriziani

E poi: perché inviarla solo a Unindustria, escludendo dal tavolo tutti gli altri? Se deve essere un presidente unitario non è elegante che lo individuino solo Confcommercio e Unindustria. Perché in quel caso il sapore sarebbe quello della vittoria fatta in maniera muscolare.

Unindustria, a meno di colpi di scena, non ritirerà il nome del suo candidato. Perché la scelta di Marcello Pigliacelli è stata unitaria: è il nome di tutto il sistema confindustriale, dal vice presidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe al presidente di Unindustria Angelo Camilli; dal suo vice presidente Giovanni Turriziani al presidente territoriale di Frosinone Miram Diurni ed al presidente di Latina Pierpaolo Pontecorvo.

Ritirare la candidatura in questo modo rappresenterebbe una sconfessione. Peggio: una sudditanza a Confcommercio. Perché gli accordi unitari si fanno prima. Non dopo. Se quello di Giovanni Acampora voleva essere un modo per favorire l’intesa, giunge in modo tardivo e irrituale. Quasi giustifica la scelta ricaduta su Pigliacelli.

Alessio Porcu Foto: © Gianna Reale

Nulla di nuovo rispetto all’articolo precedente. Allora perché scriverne un altro? Per rispondere ad un’affermazione del vice presidente Fabio Loreto, quando dice Non prendiamo lezioni da nessuno e tanto meno da chi non è deputato a farlo”.

Qui sbaglia, Fabio Loreto. Noi siamo deputati a fare le nostre analisi, giuste o sbagliate che siano, piacciano o non piacciano. Siamo deputati a farlo dalla stessa Carta che prevede la sua figura di rappresentanza istituzionale. Si chiama Costituzione della Repubblica Italiana.

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