Il presepe ‘con’ Roccasecca di Gennarino e gli amici

Una natività di quasi 90 metri quadrati. E tutta fatta a mano. Il presepe 'con' Roccasecca dentro realizzato da Gennarino Marcuccilli ed i suoi amici artigiani, ognuno con il suo mestiere. Che è arte.

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Natale è appena passato: è stato diverso a causa della pandemia. Ma per chi ha lo spirito natalizio dentro non è stato poi così stravolto. Niente abbuffate di massa ma cena con chi conta davvero. Abbiamo rinunciato a vedere parte della famiglia, siamo stati in pochi, ancora non si può uscire. Ma ciò non toglie che le tradizioni non possano continuare

Gennarino Marcuccilli e la compagnia del presepe 
Il presepe di Marcuccilli

Pur con mille difficoltà i Comuni hanno allestito le luminarie, gli addobbi natalizi non mancano. Anzi, paradossalmente quest’anno molti più italiani hanno fatto l’albero di natale, come a volersi aggrappare alla speranza di giorni migliori.

Poi c’è il presepe, una delle nostre tradizioni più antiche. Per alcuni la rappresentazione della natività ha un significato particolarmente importante. A Roccasecca per esempio c’è Gennarino Marcuccilli, un artigiano che da anni realizza un presepe in una vecchia casa del centro storico del paese.

«L’idea è nata circa quindici anni fa quando proposi ad alcuni amici di realizzare qualcosa di carino a Roccasecca. Era il periodo natalizio e iniziammo a fare questo presepe. Siamo un gruppo di sei persone, io sono l’ideatore e l’elettricista, ognuno è specializzato in qualcosa. C’è Claude, Alessandro, Lecinio, Danilo e Luigi».

Una crescita esponenziale 
Al lavoro sul presepe

Il primo anno il gruppo riuscì a realizzare un presepe di circa uno/due metri quadrati. Dopo quindici anni sono arrivati a costruire una rappresentazione di circa novanta metri quadrati! La cosa che spicca però è la qualità, l’attenzione ai particolari.

«Cerchiamo di fare tutto con estrema precisione. Persino le tegole delle abitazioni fatte con il Das, modellate e seccate nel forno, poi montate a mano. Le case fatte in legno e rivestite in pietra, i lampioni fatti con cannucce. Poi le luci che illuminano di giorno e brillano di stelle e comete la sera, i fiumiciattoli ecc…».

Un lavoro certosino che richiede abilità ed una pianificazione a lungo termine: «Di solito ci si riunisce a fine luglio. Iniziamo molto tempo prima perché c’è un lavoro non indifferente. Ogni anno cerchiamo di fare qualcosa di nuovo, di diverso. Ognuno poi ha un compito ben specifico e dobbiamo rispettare i tempi»

C’è per esempio Danilo Bove, muratore, che si occupa di costruire le case e lo fa nei minimi dettagli. «Le case del nostro presepe hanno gli interni e si possono vedere, ci sono più stili di abitazione, oltre alla grotta della natività. Anche a seconda della rappresentazione che si vuol fare ogni anno». 

Il presepe “con” Roccasecca 
Il presepe di Marcuccilli

L’ultima rappresentazione è veramente splendida, parte dall’origine della nascita di Gesù, dalla Palestina.

«Quest’anno a causa della pandemia non abbiamo allestito la rappresentazione. Anche perché sarebbe stato difficile coordinare le visite. Abbiamo però lasciato in esposizione quello dello scorso anno, quello forse più bello e che ci ha dato più soddisfazione, ispirato al luogo di nascita di Gesù ma anche alla nostra Roccasecca».

Ed in effetti il presepe è un misto di culture e rivisitazioni sociali. C’è una parte di paesaggio semi desertico ispirato alla Palestina con qualche piccola casa con cupola e palme a corredo. Poi inizia un vero e proprio tributo a Roccasecca, ai suoi scorci, ai suoi vicoli e alle sue contrade.

C’è il castello di San Tommaso d’Aquino, l’ingresso del vicolo Giovinazzi. Questo per ricordare e ringraziare la famiglia omonima che ha dato la disponibilità del locale per allestire il tutto. Poi la fontana della piazza, ma anche le fontane che ricordano le frazioni di Caprile e del Castello. C’è anche l’eremo dello Spirito Santo. E ai lati di un paio di case ci sono le icone di San Tommaso e di San Francesco d’Assisi che fu il primo a rappresentare la natività nel 1223, al ritorno dal suo viaggio in Palestina. 

Insomma una vera e propria opera d’arte confezionata da artigiani appassionati e tenaci. Peccato che quest’anno non ci si possa addentrare nei vicoli di Roccasecca per ammirarlo. Nella speranza di un Natale 2021 ordinario e sicuro vi lasciamo queste righe e il video qui sotto, per immaginarlo e guardarlo. Per farvi incuriosire anche se solo davanti ad un computer. 

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