Marino: «La voglia di vincere la nostra arma in più» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

IL FROSINONE A lezione di vittorie da mister Pasquale Marino. Perché nel calcio come nella vita bisogna saper vincere sul campo, senza stravincere a parole.

Il tecnico del Frosinone non sembra dare l’’impressione di essere alla guida di una squadra che ha appena riconquistato la testa della classifica al termine di una battaglia senza quartiere. Pacato, di fronte ai successi esattamente come ai passi falsi. Elogia la squadra, scherza anche quando si concede un “dieci e lode…” nel bilancio consuntivo sotto l’’Albero. Ma è giusto un attimo perché i riflettori tornano sulla squadra, sul gruppo come lui lo chiama da sempre. Un gruppo che, ripete come un ‘mantra’, si allena bene perché tutti fanno allenare bene tutti.

Non è uno scioglilingua ma è il pensiero di don Pasquale Marino da Marsala. Che esordisce così di fronte a telecamere e taccuini: «Questo è un successo che acquista peso maggiore perché il Benevento è la squadra che ha ottime individualità e che sta facendo molto bene nella sua nuova categoria. Il merito dei ragazzi è stato notevole, abbiamo fatto la partita dopo averla sbloccata. Si è sofferto qualcosa nella parte finale del primo tempo. Poi siamo ripartiti bene nella ripresa sfiorando il raddoppio con Dionisi, abbiamo tenuto quasi costantemente il comando del gioco ma abbiamo incassato i gol quando stavamo giocando meglio. E’’ chiaro che vincerla così, al 95’’, è stato ancora più bello.

I ragazzi – – prosegue Marino -– hanno dato l’’anima in campo, si notava anche sul 2-2, nonostante la stanchezza, come correvano per rimettere la palla in gioco, per continuare a creare occasioni, di lottare fino all’’ultimo. Alla fine questo sforzo è stato premiato».

Siamo quindi nel perimetro della ‘prestazione’, una parola tanto cara a mister Marino. E se contro la Salernitana qualcosa non era andata per il verso giusto, stavolta il Frosinone ha strameritato di vincerla al netto di un paio di errori.

Il Frosinone non vinceva con il Benevento dalla stagione ’95-’96, scritto negli annali. Venti anni nei quali le due squadre si erano comunque affrontate col contagocce. Marino prende il dato statistico con il valore che ha, aggiungendoci quel pizzico di interesse in prospettiva: «Speriamo sia un bel segnale per il futuro in questo campionato».

Poi l’’apprezzamento della famosa prestazione che ha portato in dote punti d’oro perché conquistati contro una rivale diretta: «Avevamo di fronte un avversario molto forte, tra i più forti di quelli affrontati nell’’ultimo periodo. Il fatto che prima di questa partita avessero preso meno gol in assoluto, la dice lunga sulla prova complessiva dei nostri ragazzi che hanno prodotto uno sforzo, come detto in precedenza, che ci ha premiato».

La forza di un gruppo che ha saputo contrastare e battere le avversità derivanti da due rimonte dopo altrettanti vantaggi è sicuramente uno degli aspetti premianti delle scelte di Marino e della società ad inizio stagione. Dare continuità ad una base comunque importante: «La partita è stata molto intensa, loro nella fase offensiva venivano ad attaccarci con quattro attaccanti puri. Abbiamo lasciato poche opportunità importanti ai nostri avversari mettendo allo stesso tempo sul campo tanta intensità e disputando una delle partite più belle in assoluto. Per questo sono contento, anche di quelle scelte operate a suo tempo».

Che tipo di segnale dà il Frosinone alla serie B? Marino rigira la domanda con la risposta: «Non dobbiamo lanciare messaggi a nessuno. Se invece continuiamo a fare quello che abbiamo espresso oggi possiamo competere con chiunque. Se al contrario abbassiamo l’’intensità esponiamo il fianco agli avversari anche di livello inferiore. Il Frosinone ha sempre dimostrato maturità, io qualche giorno fa dissi che la nostra è una squadra abituata a reagire quando prende uno schiaffo. Siamo stati rimontati parecchie volte ed altrettante abbiamo vinto. Questo è il carattere del gruppo sul quale abbiamo puntato con la società. Non esistono titolari o riserve ma gente che sa stare in gruppo».

I tifosi hanno dato un colpo d’’occhio da serie A. Senza parlare della spinta, del sostegno dall’’inizio alla fine. E sul gol di Dionisi è stata un’’esplosione di gioia indicibile. Marino ha parole dolci per i tifosi canarini: «Ci hanno incoraggiato già all’’arrivo allo stadio, aspettandoci mentre passavamo con il pullman, dandoci una spinta supplementare. E poi per 90 e passa minuti in campo. Sono fantastici come sempre».

Con il presidente Stirpe un abbraccio a fine gara: «Ci siamo scambiati gli auguri, chiaramente soddisfatti. Ma fatemi dire che lo spessore dell’’uomo e del presidente non lo noto quando facciamo questo tipo di risultati ma quando abbiamo fatto 2 punti in 4 partite. In quelle occasioni si comprende in che tipo di società stai lavorando. E parlo del presidente Stirpe come di Salvini e Giannitti. Sono contento chiaramente ma dobbiamo continuare su questa strada senza fare tabelle, senza dire andiamo qua o là a fare questo o quest’’altro risultato».

Venerdi si gioca l’’ultima del girone di andata a Vercelli, una squadra che ha maramaldeggiato sulla Spal andandone a prendere 4 nell’’ultimo turno e restando sempre invischiata nella lotta salvezza. Classica partita piena di insidie. Poi arrivederci al nuovo anno con la trasferta di Chiavari. Il Frosinone corre per il titolo di campione d’’inverno, Marino guarda ad altro: «Ci interessa fare punti, andare quindi a Vercelli e giocare una gran partita, di sostanza. Campione d’’inverno? A noi, ripeto, interessa concentrarci sulla partita, con l’’entusiasmo giusto. Arrivare primi o secondi può interessare a fine campionato, ora è presto per fare di queste valutazioni. La squadra sa che deve lottare su ogni partita».

Poi c’’è tempo anche per qualche battuta: «Personalmente mi do 10 e lode – – dice il tecnico siciliano sorridendo -. Ma scherzi a parte, visto che anche quando andavo a scuola non avevo un buon rapporto con i voti, i numeri contano relativamente. Alla squadra dò invece realmente il massimo, ragazzi intelligenti, li vedo lottare in partita esattamente come fanno in allenamento. Qualche volte riesce un po’ meno, altre va meglio ma per me tutto questo è motivo di grande soddisfazione».

GLI AVVERSARI – Baroni si presenta in sala stampa con un nuovo look rispetto a quello da ‘marines’ che lo ha visto in campo. Giacca e cravatta, il toscano attacca la direzione dell’’arbitro Ghersini e dà un bell’’8 in pagella ai suoi: «La migliore prestazione del campionato dei miei ragazzi. La direzione dell’arbitro non è stata fortunata (il tecnico recrimina per la posizione i Dionisi in occasione del 2-1, ndr), resta tanta amarezza, anche per i tifosi. Potevamo fare di più sulle palle inattive, ma quando si gioca con questa qualità non si può che fare complimenti a questi ragazzi».
 

Foto: copyright Mario Salati, per gentile concessione dell’autore

 

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