Frosinone, tre tappe sulla via per il paradiso

La doppia trasferta in Toscara, Empoli sabato e il recupero di Pisa martedi pomeriggio e la 1.a di ritorno col Venezia in casa dovranno fare chiarezza. Ma bisogna cambiare il trend casalingo: in 29 gare interne dalla passata stagione, meno del 50% di vittorie

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Tre partite in 8 giorni – Empoli sabato 30 gennaio, il recupero a Pisa il 2 febbraio e il Venezia alla 1.a di ritorno – per ritrovare la strada del Paradiso. Che non è nell’altro mondo ma lassù nei piani alti di una classifica dove non si nota purtroppo la presenza del Frosinone.

Tra sobbalzi, Covid, condizione da ritrovare, voci di mercato (che però ci sono ovunque) e qualche disattenzione di troppo, i giallazzurri navigano attualmente nella terra di nessuno. Cioè a -1 dall’ultimo vagone per gli spareggi playoff ma anche a -6 da un Vicenza che non dorme sonni tranquilli. Bisogna drizzare le antenne, proprio guardando a quelle tre partite in sette giorni.

Il calcio è composto da numeri, piccoli o grandi che siano. Ebbene, il Frosinone in 29 partite giocate in casa tra la stagione 2019-‘20 e quella attuale ne ha vinte meno del 50%. Esattamente 13. E nelle 10 casalinghe di questa stagione ne ha vinte appena 3, meno del 30%.

La curva del Frosinone allo stadio Stirpe

Per ritrovare la strada del Paradiso serve evidentemente di più. Ricostruire il fortino al ‘Benito Stirpe’ dove, è vero, mancano i tifosi. Che però non possono rappresentare da soli l’elemento di traino per questa squadra. Si si vuole trovare una frase figurata che dia l’immagine, al momento i giallazzurri ‘galleggiano’.

Con un potenziale – al netto di partenze e arrivi che ci sono state ci saranno da qui alla fine della sessione invernale di mercato – in grado di poter esprimere ben altre posizioni. Che si raggiungono anche individuando una vera e radicata leadership all’interno del gruppo. La naturale e progressiva mutazione dell’organico deve portare in tempi ragionevolmente brevi a rinsaldare lo spirito dell’organico.

Organico che anche in questa stagione sta producendo sforzi a corrente alternata. Seppure con delle esimenti di carattere generale.

Mezz’ora di buon calcio, ma non puo’ bastare.

La partita con la Reggina entra di diritto nella galleria dei rimpianti. Perché contro una squadra di bassa classifica che nella ripresa ha palesato evidenti problemi di tenuta, sono bastati cambi centrati. Quelli e 35’ o poco più di calcio apprezzabile – che però non possono essere sufficienti per cullare sogni di gloria – per sfiorare una vittoria. Vittoria che dopo il primo tempo appariva una chimera, con Bardi protagonista al suo rientro dopo lo stop per Covid. Un baluardo. Come lo è stato dall’altra parte il secondo portiere Plizzari che, entrato nella ripresa al posto di Nicolas, ha salvato il salvabile. Battuto solo dal rigore di Tabanelli, un ‘cucchiaio’ di genio ma anche un bel rischio a 5’ dalla fine. (Leggi qui Orgoglio e cucchiaio: ci pensa Tabanelli dagli 11).

Lo splendido e ‘coraggioso’ cucchiaio di Tabanelli (Foto: Mario Salati)

L’ex leccese se in condizioni accettabili può rivelarsi un fattore. Ma va incardinato anche lui in un centrocampo che deve ritrovare coordinate e certezze assolute. Perché il gol del provvisorio vantaggio della Reggina arriva da una mancata chiusura proprio di un centrocampista. Si fa presto a puntare il dito sulla difesa quando si prende gol. Però nel calcio moderno si parla sempre più di ‘difendenti’ e la fase di non possesso deve vedere impegnati tutti e 11 i giocatori.

Il prossimo immediato si chiama Empoli. Dove si rinnova una sfida ormai quasi ventennale tra B e A. Alla squadra di Nesta l’occasione per dimostrare che non sono veri quegli 11 punti di distacco in classifica dai toscani. Che segnano tanto, che hanno perso solo 1 partita ma che… una seconda volta possono concederla. Poi Pisa e quindi Venezia. Trittico per il rilancio.

Le altre

Oltre il Frosinone, le altre del campionato di Serie B. Nel posticipo del lunedi derby lombardo tra Brescia e Monza destinato al pari. Ma ci ha pensato un errore del portiere Joronen a spianare la strada della vittoria e del secondo posto ai brianzoli. L’Empoli troppo ‘narciso’ e bello dalla cintola in su (Bajrami incontenibile) non allunga il passo. Fermata al 90’ dal Lecce che agguanta il pareggio (2-2) grazie ad un Mancosu formato gigante. Prima accorcia le distanze dopo l’uno due dei toscani e poi innesca il tiro di Rodriguez che fa salire i salentini a quota 30. Questo mentre la squadra di Dionisi sente alle spalle, a – 4, la Salernitana. Squadra che sabato aveva battuto 2-0 un Pescara sempre impelagato nei bassifondi, penultimo.

Foto: Mario Salati

Delle prime otto, pareggiano praticamente tutte, tranne la squadra di Castori. E perde il Cittadella (che mercoledi gioca il recupero con il Chievo) a Venezia. Dove la risolve il solito Forte salito a quota 10 reti. Lì dove ci sono già Mancuso dell’Empoli, Diaw del Pordenone e Coda del Lecce. A proposito di Diaw, fallisce il rigore della possibile vittoria del Pordenone a Cosenza. Però si consola con il trasferimento al Torino sempre più vicino, portando un cash di 5 milioni alle casse del club friulano.

A piccoli passi

L’Ascoli va a piccoli passi, 0-0 casalingo con il Chievo che tira in porta solo allo scadere, quando l’ex Mogos per poco non beffa Leali dalla distanza. I marchigiani restano ultimi. La salvezza diretta è 4 punti più sopra. Lì dove ci sono la Reggina (1-1 a Frosinone) e la Reggiana che ha battuto 2-1 il Vicenza, arrestando così l’emorragia di punti.

Non vince nemmeno la Spal, raggiunta (1-1) da una magia di Ciofani entrato in corsa. Magia che regala un punto ad una Cremonese ancora abbastanza impelagata nei bassifondi, subito ai margini della zona playout. Per i grigiorossi si potrebbe parlare di effimera vittoria ai punti: 8 tiri in porta contro 1 degli emiliani.

Il cambio di proprietà per ora non porta bene al Pisa che a Chiavari passa in vantaggio ma deve subire il ritorno dei liguri (2-1), tre punti che portano la formazione di Vivarini ad agganciare il Cosenza al quart’ultimo posto.