Top e Flop, i protagonisti del giorno: 30 aprile 2021

Top e Flop. I fatti centrali ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini con Claudio Durigon (Foto: Imagoeconomica / Livio Anticoli)

Giù le mani da Claudio Durigon”: Matteo Salvini ieri sera è sceso in campo con tutto il suo peso politico di leader della Lega, cioè il Partito al primo posto nei sondaggi da tempo. Lo ha fatto al culmine di una giornata complicatissima per il sottosegretario di Stato al Mef. Perché l’inchiesta giornalistica di Fanpage è notevole e forte. E questo ha scatenato il Movimento Cinque Stelle e il Pd, che hanno sostanzialmente auspicato le dimissioni di Durigon dal Governo. (Leggi qui Fanpage silura Durigon: M5S “Dimissioni”. Lui: “10 querele”).

Ma Salvini ha contrattaccato dicendo che questa è una manovra orchestrata ad arte per deviare l’attenzione dal video di Beppe Grillo. Non conta chi ha ragione e chi ha torto. Conta difendere le proprie posizioni e i fedelissimi. Non succede sempre. Recentemente, alla Regione Lazio, Mauro Buschini è stato scaricato politicamente, anche da Nicola Zingaretti. Si è dimesso da presidente del Consiglio regionale per avere condiviso una scelta approvata dall’intero Ufficio composto da vice presidenti e segretari. E nessuno lo ha davvero difeso. Matteo Salvini ha fatto l’opposto.

Ha blindato Claudio Durigon, facendo capire che su questo punto non mollerà. A costo di sfilarsi dalla maggioranza.

Capitano, mio capitano. 

BRUNO ASTORRE

Bruno Astorre (Foto Paola Onofri / Imagoeconomica)

Stanno cercando di metterlo sotto attacco politico. Perché il 4 settembre sposerà Francesca Sbardella, che sarà candidata sindaco di Frascati. E allora?

Stiamo vivendo un momento di furore ideologico con pochi precedenti. Nel quale si tende a urlare sempre più forte in modo che non si possa sentire la voce della ragione e delle distinzioni. C’è nulla di strano che la futura moglie del senatore e Segretario regionale del Pd possa candidarsi a sindaco. Fra l’altro fa politica da tempo e nulla deve ad Astorre sotto questo punto di vista.

Ma la sottovalutazione politica più incomprensibile è quella del Pd della Regione Lazio, guidato da Nicola Zingaretti. Un Pd che non sembra rendersi conto di essere nel mirino politico. Non soltanto degli avversari. Indipendentemente dal merito di vicende anomale come quella del concorso di Allumiere.

Bruno Astorre ha reagito a questa situazione con la politica, che è il suo mestiere. Numero due di Dario Franceschini, è tra i pochi a non indietreggiare davanti ad un’offensiva politica che ha mandato nel panico i Dem laziali.

Bandiera.

FLOP

LUIGI DI MAIO

Luigi Di Maio

Possibile che non si renda conto che il Movimento Cinque Stelle non può intervenire su nulla ormai? Possibile che non abbia più la forza politica per consigliare ai suoi di osservare almeno la regola del silenzio?

La verità è che il ministro degli Esteri è scomparso dalla scena politica. Il video di Beppe Grillo ha rappresentato la fine di un’epoca.

Ma anche prima il Movimento era in difficoltà enorme. Giuseppe Conte sta cercando di prendersi i Cinque Stelle, ma non ci riesce. Beppe Grillo è fuorigioco. Vito Crimi, Roberto Fico, Paola Taverna e gli altri big non riescono a svolgere un ruolo. Davide Casaleggio è andato via.

Luigi Di Maio doveva essere il punto di riferimento. La vocazione governativa del Movimento è la sua. Invece nulla. Non si vede. Non parla.

Chi l’ha visto? 

GUIDO BERTOLASO

Guido Bertolaso (Foto: Sergio Oliverio / Imagoeconomica)

Nel momento in cui Antonio Tajani lo rimette in corsa come candidato sindaco di Roma, Guido Bertolaso rilascia questa dichiarazione:

«Guido Bertolaso, da sindaco, sarebbe un incubo per i cittadini di Roma. Non sono una persona facile, disposta alla mediazione e al compromesso. Fare il sindaco di Roma significa ogni giorno giocare una finale di Champions League correndo il rischio di perderla, e per me sarebbe inaccettabile. Avrei un programma, ma è irrealizzabile, mi metterebbe contro tutto e tutti, meglio che mi dedichi alla mia nipotina. Bertolaso a Roma farebbe la rivoluzione: centro storico chiuso ad auto normali e ad auto blu, termovalorizzatori per bruciare i rifiuti, idrogeno verde per i mezzi pubblici, autovelox lungo l’Olimpica, Cristoforo Colombo, l’Ostiense, un delirio di interventi, ganasce per chi parcheggia in seconda fila, ci sarebbe tolleranza zero».

Ha voluto spaventare i romani e, soprattutto, i suoi. Francamente non si capisce per quale motivo non provi invece a giocarsi una partita che potrebbe vincere con il centrodestra unito.

Fuga dalla candidatura.

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