“Caligiore ha azzerato la Giunta perché Maura è andato alla Processione”

Secondo il segretario del Pd Ceccano Conti la presenza del consigliere provinciale avrebbe «mandato su tutte le furie» il sindaco di FdI per via della prossima candidatura alle Elezioni regionali. Anche per Cives, lista dei consiglieri Piroli e Querqui, il primo cittadino «dimostra ogni giorno che passa di avere altri interessi». A detta di Conti anche il “Pr” Del Brocco, che non se la tiene

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

A Ceccano è tutta una voce ormai: il sindaco di FdI Roberto Caligiore continua a dirsi a disposizione del Partito. Quindi non conferma né esclude una sua candidatura alle prossime Elezioni regionali o, perché no, politiche. Dopo la Processione del Venerdì Santo il coup de théâtre del primo cittadino: l’azzeramento della Giunta comunale. (Leggi qui Caligiore azzera la Giunta: «Nuovo slancio all’azione amministrativa»).

La verità, nuovo assessorato a parte, è che nulla cambierà: l’annuncio, dopo le consultazioni con i gruppi di maggioranza, verrà dato con tutta probabilità nella giornata di giovedì. La novità sarà Angelo Macciomei, che prenderà la poltrona lasciata vuota da Stefano Gizzi: defenestrato da Lega e Giunta per le posizioni filoputiniane espresse sui social e ribadite sul principale canale televisivo russo.

Macciomei diventerà assessore ai Lavori pubblici e la delega alla Cultura, in precedenza di Gizzi, finirà al subentrante primo dei non eletti Alessio Patriarca.

Federica Aceto tornerà a essere vicesindaco con delega principale ai Servizi sociali. Ginevra Bianchini riprenderà l’Urbanistica. Riccardo Del Brocco (Ambiente) e Mario Sodani (Pubblica istruzione), come le altre due, non hanno smesso mentalmente di essere assessori. Salvo stravolgimenti dell’ultima ora, sarà riconfermato tutto.

«Su tutte le furie per Maura alla Processione»

Il segretario del Pd Giulio Conti con il suo vice Mario Spinelli

Delle cause dell’azzeramento ci sono varie letture. La più originale, provocatoria, è indubbiamente quella proposta dal segretario del Pd Ceccano Giulio Conti. Caligiore avrebbe azzerato la Giunta in quanto indignato dalla presenza istituzionale del consigliere provinciale di FdI Daniele Maura alla Processione.

Non è un mistero che siano nomi gettonati per la quota di Fratelli d’Italia nel Centro Ciociaria alle prossime Regionali. E lo è ormai altrettanto il fatto che il sindaco di Ceccano ritenga di avere la precedenza rispetto a Maura: consigliere comunale di Giuliano di Roma due volte eletto in Provincia soprattutto coi voti dei Fratelli di Ceccano.

Anche secondo la lista Cives Ceccano, creata dalla già candidata a sindaco Emanuela Piroli, «Caligiore dimostra, ogni giorno che passa, di avere altri interessi, così Ceccano la troviamo in fondo alla sua lista di priorità». La domanda che si pongono è: «Ma dopo tutto quello che è successo rimanderà a votare i ceccanesi anzitempo?».

«Sindaco, ma ti vuoi candidare per davvero?»

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore

Caligiore è caduto il 14 ottobre 2019 e, dopo una storica vittoria al primo turno, si è reinsediato il 14 ottobre 2020: esattamente un anno dopo, mettendo fine al commissariamento prefettizio. Un colpo di scena anche quello.

Ora, un anno e mezzo dopo, ha voluto mettere le cose in chiaro con tutti: non ci dovrà essere un nuovo Caso Gizzi, qualcosa che crei imbarazzo a lui e all’Amministrazione comunale che guida. Gizzi non è più assessore perché l’ha fatto fuori il coordinatore regionale della Lega Claudio Durigon: quindi si è svuotata la casella del Carroccio.

Caligiore allora ha fatto fuori tutta la Giunta: perché a Ceccano vuole comandare lui. È il laboratorio politico di Fratelli d’Italia, di cui è leader provinciale il senatore ceccanese Massimo Ruspandini. Presente anche lui, come sempre, alla Processione del Venerdì Santo. Stavolta, però, c’era pure il consigliere provinciale Daniele Maura: in veste istituzionale.

Caligiore: «Serve un rilancio dell’amministrazione»

La maggioranza consiliare di Ceccano

«In seno alla maggioranza consiliare – recita il decreto di Caligiore per l’azzeramento della Giunta – si è venuta a determinare una situazione che, dopo diciotto mesi dall’insediamento della stessa, richiede una verifica politica e una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo».

Qual è la prospettiva? «Un effettivo e concreto rilancio dell’azione politica amministrativa, che risulta di fondamentale importanza per il conseguimento degli obiettivi di mandato». C’è molto di più dell’azzeramento: il sindaco ha ammesso che l’amministrazione Caligiore 2 ha bisogno di un rilancio. Bisognava dare una scossa, non solo per il Caso Gizzi.

Secondo il democrat Conti, a proposito dell’ex assessore alla Cultura, è «un atto che dimostra ancora una volta l’assenza di compattezza all’interno della maggioranza dopo la pessima figura rimediata a livello nazionale e non solo, per le esternazioni di Stefano Gizzi». (Leggi qui «Buongiorno Mosca, sono Stefano Gizzi e sto con Vladimir Putin»).

Da Caligiore a Del Brocco il passo è breve

La prima Giunta del Caligiore bis

A detta di Conti «è un atto di debolezza», non di forza. Dimostra, secondo lui, «il livello raggiunto nella lotta interna a Fratelli d’Italia per la conquista delle poltrone e nella quale vengono meno le problematiche della città di Ceccano, nonché di un Ente in stato di predissesto finanziario». (Leggi qui Le due Città di Ceccano: una decolla e l’altra affonda).

«Nella testa di Caligiore prevalgono evidentemente le ambizioni personali al bene collettivo – va avanti Conti -. L’esecutivo scelto da Caligiore non è all’altezza dei propri compiti. Gli assessori ed il Sindaco sono dei bravi comunicatori sui social, se per comunicazione ci limitiamo a parlare di fare gli auguri ai compleanni, ma non hanno alcuna capacità progettuale e tantomeno idee».

Conti se la prende soprattutto con il reistituendo assessore all’ambiente Riccardo Del Brocco, che alla politica e ai ruoli nel sistema ha accompagnato il lavoro da Pr e organizzatore di eventi.

Incarichi e serate mondane? Del Brocco sbrocca

Riccardo Del Brocco con il sindaco Roberto Caligiore

«Non possiamo chiedere di più a chi, come Riccardo Del Brocco, ad esempio, da oltre 10 anni sopravvive di incarichi politici e si pavoneggia nelle serate mondane – biasima il segretario del Pd Ceccano -. Appare evidente che a questi personaggi si possa forse affidare l’organizzazione di una Oktoberfest della Contea, ma non amministrare una cittadina di 23mila persone, poiché è cosa ben diversa». Ed è per questo che vorrebbe le dimissioni del sindaco Caligiore.

Se Caligiore non proferisce verbo, il chiamato in causa Del Brocco non se la tiene affatto: «Bisogna finirla con la demonizzazione del settore dell’intrattenimento – tuona il leader della Grande Ceccano, in quota FdI -.  C’è una bella differenza tra una grappetta di troppo al bar ed un settore che permette a migliaia di operatori, dalla sicurezza al service, dai barman alle pulizie, dai dj ai cantanti, di muovere miliardi in Italia, creare occupazione e lanciare messaggi sociali come facemmo noi, con l’allora assessore provinciale Ruspandini sulle stragi del sabato sera».

Si riferisce alla campagna “Meno bevo più vivo”, promossa dall’assessorato alle Politiche giovanili nel corso dell’amministrazione provinciale guidata da Antonello Iannarilli.

«Un po’ alla Zaia, un po’ amico di tutti»

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto

Del Brocco menziona anche il presidente leghista della Regione Veneto, Luca Zaia: ex Public relations «come me – dice a riguardo – e miglior governatore di regione confermato a furor di popolo». Invita Conti a pensare piuttosto «ai movimento giovanili di sinistra che negli anni si sono trovati meglio a dialogare con il sottoscritto in tema di eventi».

Gli vengono in mente Americo Roma, Alessandro Ciotoli e Sara Silvestri: un imprenditore locale già attivo a livello politico, il presidente dell’associazione culturale IndieGesta e la regista e attrice della compagnia teatrale Atto Primo. «Tutte persone che fanno di questo settore una ragione di vita, che hanno realizzato cose importanti in questa città salvo poi leggere le esternazioni di Conti», conclude Del Brocco.

Piroli: «Un bell’uovo di Pasqua con sorpresa»

I consiglieri comunali di centrosinistra

La consigliera di minoranza Emanuela Piroli, leader del coordinamento e gruppo consiliare Il Coraggio di cambiare, preferisce intervenire stavolta con la sua lista e non a nome della coalizione di centrosinistra. Nemmeno in associazione con gli altri oppositori del campo largo: Marco Corsi (portavoce civico del Pd), Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi).  

«Per la Pasqua 2022 – comunica sarcasticamente Cives Ceccano – il sindaco Caligiore ha regalato alla cittadinanza e alla sua “granitica” maggioranza, come sempre si sono definiti, un bell’uovo di Pasqua con sorpresa: scioglimento della giunta. Ed ha certificato l’inconcludenza della sua amministrazione dichiarando di aver “firmato i decreti per l’azzeramento della giunta perché c’è bisogno di un nuovo slancio all’azione amministrativa».

Il refrain dell’amministrazione Caligiore, secondo la lista a cui appartiene anche il supervotato consigliere Andrea Querqui, è «siamo l’esercito del selfie, di chi si abbronza con l’iPhone, ma non abbiamo più contatti, soltanto like a un altro post». Anche in questo caso, ma all’indirizzo di Caligiore, si critica la socialità via web.

Se si candida e viene eletto Caligiore…

La già candidata a sindaco Emanuela Piroli con il due volte primo cittadino Caligiore

«In consiglio comunale abbiamo chiesto un salto di qualità” così ancora Cives. “Ma la percezione è un’altra, è quella di essere di nuovo vittime di giochetti strategici per contendersi un “posto al sole”. Si intravede una guerra di posizione per candidature alle Regionali».

Se Caligiore si candidasse e fosse eletto, Ceccano riandrebbe a votare prima del dovuto. A questo punto perché non rilanciarsi nell’ottica delle future Elezioni amministrative?  «Ho sempre pensato che avere l’onore di amministrare la propria città, sia l’esperienza più bella e formativa per un politico” dichiara Emanuela Piroli. “Ma la città va amata e curata. Il bene della comunità deve essere la prima preoccupazione di un sindaco e di una amministrazione comunale. Quando il ruolo per cui si è stati eletti viene utilizzato come un trampolino di lancio verso altri traguardi, esclusivamente personali, si viene meno ai propri doveri e ci si allontana dalla missione originaria».

In fin dei conti si è candidata a sindaco contro Caligiore 2, al pari di Corsi, e ha perso. Ora Caligiore 2 è a disposizione del Partito, quindi anche candidabile alle Regionali. «Se mi chiedono un nome forte io dico Roberto Caligiore», ha già detto il presidente provinciale di Fdi Massimo Ruspandini, iniziatore della destra sociale made-in-Ciociaria. Sono tutti a disposizione del Partito della Meloni. (Leggi qui Ruspandini: «La mia Destra piace pure ai Comunisti per la sua Ceccanesità»).

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