Carlo Maria si intesta la leadership. Usando i lavori

Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

L'ex sindaco e leader di Liberi e Forti tuona contro Enzo Salera sui lavori a Madonna di Loreto. Ricevendo il silenzio del primo cittadino e le bordate di Carlino. E la 'tana' sui veri motivi della sua reprimenda social.

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

E alla fine è tornato a parlare. Dopo un lungo periodo di silenzio, Carlo Maria D’Alessandro è andato nuovamente all’attacco del sindaco Enzo Salera. Il refrain dell’ex sindaco è sempre lo stesso: i finanziamenti da lui ottenuti prima di essere mandato a casa dalla sua maggioranza e di cui oggi può quindi godere il suo successore.

Dall’inizio della consiliatura è stata una costante. Salera annunciava l’apertura di un cantiere, D’Alessandro rivendicava la paternità. Del resto durante la campagna elettorale delle comunali Mario Abbruzzese non gli ha mai dato modo di salire sul palco per spiegare la bontà della sua azione amministrativa.

Probabilmente perché vedeva più come una criticità che come un fiore all’occhiello l’operato del sindaco. Cioè l’uomo da lui scelto nel 2016 per sconfiggere l’uscente Giuseppe Golini Petrarcone.

“Aòh, quei lavori li ho voluti io”

Carlo Maria D’Alessandro e Mario Abbruzzese prima del ‘divorzio’

Era l’ottobre del 2015 quando partiva la campagna Chi è Carlo Maria? per lanciare la candidatura di D’Alessandro alle comunali del 2016.

Una vittoria ottenuta per un pugno di voti, due anni e mezzo di governo tumultuoso e contrastato più dagli alleati che dagli oppositori. Poi sfiduciato dai suoi, illuso di una ricandidatura e poi sminuito a gregario. Alla fine il divorzio con Abbruzzese.

Dopo cinque anni Carlo Maria D’Alessandro può tracciare il punto della sua attività politica. Mette il punto e volta pagina, per iniziare a scrivere un nuovo capitolo della sua storia politica. Lo fa ritagliandosi il ruolo di leader dell’opposizione extraconsiliare.

E quindi veniamo all’oggi. Prendendo spunto dal servizio del Tg di TeleUniverso dei giorni scorsi. Servizio in cui il sindaco Salera annuncia i lavori in via Lungofiume Madonna di Loreto,

Carlo Maria commenta: «È l’ennesimo finanziamento della mia amministrazione. Per capirci stesso filone di quelli delle scuole, stanziato nel 2018. E materialmente pervenuto con Decreto Ministeriale del marzo 2019. Ancora questa storia di appropriarsi di meriti di altri? Che pochezza mentale… A proposito, ma nei 5 anni che hai governato dal 2011 al 2016 te ne è importato qualcosa Via Madonna di Loreto? Enzino, Enzino, smettila di essere così bugiardino!».

Salera glissa, Carlino no

Il sindaco Enzo Salera nel servizio del Tg

Nelle stesse ore in cui D’Alessandro lancia l’invettiva Enzo Salera era a casa. Si è messo in auto isolamento precauzionale. La figlia è una delle compagne di classe della studentessa del liceo classico “Giosuè Carducci” risultata positiva al Covid-19.

A maggior ragione lascia cadere nel vuoto la frecciatina di D’Alessandro. Anche perché ormai lo considera fuori dall’agone politico.

Ma il vice sindaco Francesco Carlino è chiamato direttamente in causa in quanto titolare della delega ai lavori pubblici. Perciò non ci sta e risponde a tono: «Non amo le polemiche. Polemiche che tra l’altro poco interessano anche ai cittadini, i quali vogliono vedere i fatti. Vogliono vedere le opere portate a compimento. Ed avere la certezza che i soldi vengano spesi bene, non sentire le chiacchiere. Ma dopo una “cantilena” continua dell’ex sindaco D’Alessandro alcune precisazioni sono dovute. Cantilena ultima in ordine di tempo, sui lavori di messa in sicurezza di via Madonna di Loreto».

Uno, due e tre… col botto

Francesco Carlino con il sindaco Salera

E arrivano tre colpi di fila. Il primo. «Prendere un finanziamento è solo il primo passo di un iter. Iter che occorre seguire attentamente nelle procedure e nei tempi da rispettare. Dalla fase delle progettazioni a quelle delle gare di appalto, per arrivare alla cantierizzazione dei lavori. Ed anche a quel punto non bisogna distrarsi. Altrimenti si finisce per ripetere la brutta esperienza, capitata durante l’amministrazione D’Alessandro, con i loculi del cimitero».

Il secondo. «Abbiamo ottenuto già nel nostro primo anno di mandato, numerosi nuovi finanziamenti. Sono 5 milioni per i dissesti idrogeologici. Poi finanziamento per la Casa della cultura, finanziamento per migliorare la fruibilità della Rocca Janula. E finanziamento per l’illuminazione della pista ciclabile e per la nuova pista ciclabile. Questo solo per citarne alcuni».

Terzo e ultimo, quello che fa più male. «Con le sue parole, l’ex Sindaco, ricorda solo una cosa. Che non è stato in grado di spendere i soldi dei finanziamenti richiesti nel 2018. Perché è stato sfiduciato, prima di riuscirci, dalla sua stessa maggioranza».

Parla a nuora ma guarda la suocera

Carlo Maria D’Alessandro

Ma perché Carlo Maria D’Alessandro è tornato a ruggire? Solo per chiedere di essere citato e ringraziato ad ogni cantiere aperto? No. C’è di più.

Carlo Maria vuole ricordare la bontà della sua azione amministrativa a quella parte del centrodestra che oggi lo osteggia. Prima ancora che a Salera e al centrosinistra che oggi governa. Soprattutto vuole ricordarlo a quei consiglieri di Forza Italia e della Lega che hanno interrotto anzitempo la consiliatura nel febbraio del 2019.

E c’è di più. Carlo Maria D’Alessandro con il suo movimento Liberi e Fortiha avviato una collaborazione proficua con quella parte del centrosinistra che ha sostenuto Petrarcone alle Comunali. Ma che oggi osteggia l’amministrazione Salera.

Quella compagine dell’opposizione consiliare ha un leader ad oggi indiscusso. E’ Salvatore Fontana. Con la sua ingombrante figura e il suo iper-attivismo ha messo in ombra Giuseppe Golini Petrarcone. Come del resto aveva fatto Enzo Salera tra il 2016 e il 2019. Cioè quando era all’opposizione con l’ex sindaco.

Le chances di Salvatore

Salvatore Fontana, consigliere comunale di opposizione

Salvatore Fontana punta ad una candidatura a sindaco. Durante la recente cena a Pizza e Babbà qualcuno gli ha già intimato l’alt. Sostenendo che non essendo originario e nativo di Cassino non avrebbe alcuna chance. (Leggi qui Pizza, babbà e opposizione: a cena il fronte anti Enzo… e Mario).

Ragionamento tutto da dimostrare. Infatti, a scanso di equivoci Carlo Maria D’Alessandro, che è oggi il leader dell’opposizione extra consiliare, marca il terreno. E manda implicitamente a dire a Fontana che non ha alcuna intenzione di farsi mettere in ombra come ha fatto Petrarcone. Per la serie: collaboriamo pure, ma nessuno creda di avere la leadership di questa nuova alleanza.

Un’inedita collaborazione, quella che vede insieme leghisti e piddini passando per forzisti e civici. Collaborazione che qualcuno dalla maggioranza ha ironicamente commentato. «Più che pizza e babbà, visti i presenti alla cena, sembrava una macedonia. Un po’ come quella che Petrarcone aveva già presentato alle Comunali».

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