L’opposizione reclama un Consiglio inutile sui processi

L'opposizione non si fida e reclama una seduta di Consiglio per essere sicura che venga nominato un avvocato contro gli ex amministratori coinvolti nel caso Welcome to Italy. Ma la competenza è della Giunta

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

L’opposizione non ci sta! Non si accontenta dell’annuncio fatto dal capogruppo del Pd Gino Ranaldi in Consiglio comunale. A quale annuncio si riferisce? (Leggi qui Salera anticipa la mossa e dice ‘Welcome” a Peppino).

Venerdì 27 novembre il Giudice delle Udienze Preliminari del Tribunale di Cassino ha disposto l’apertura di un processo a carico di 22 persone al termine dell’inchiesta “Welcome to Italy. È l’indagine sulla gestione dei fondi per l’accoglienza di migranti e rifugiati nella quale sono coinvolti anche alcuni ex amministratori cittadini. La prima udienza è fissata al 13 aprile 2021.

Inchiesta Welcome to Italy, il procuratore Luciano D’Emmanuele con gli investigatori

Il Comune di Cassino potrebbe avere danni d’immagine a causa della condotta degli indagati, se risultassero colpevoli. Per questo sin dall’inizio l’opposizione chiedeva che il Comune si costituisse Parte Civile. Cioè entrasse nel processo come soggetto che è stato danneggiato e per questo può chiedere un risarcimento.

Il capogruppo del Pd Gino Ranaldi nel Consiglio Comunale che si è tenuto poche ore dopo la decisione di aprire il processo ha annunciato che il Comune si costituirà nel Giudizio.

L’annuncio? Meglio un Consiglio

Il Consiglio del 27 novembre

Politicamente una mossa vincente, quella di Ranaldi: ha disarmato da subito l’opposizione togliendole ogni pretesto, impedendole mettere sotto scacco la maggioranza.

Cosa avrebbe dovuto frenare il governo Salera? Il fatto che tra gli imputati, oltre a vari imprenditori ed ex politici legati al centrodestra (tra cui l’ex presidente del Consiglio comunale Dino Secondino e l’ex sindaco Bruno Vincenzo Scittarelli) – ci sono anche l’ex consigliere comunale di centrosinistra Francesco Mosillo che nel 2016 si candidò a sindaco in contrapposizione a Giuseppe Golini Petrarcone (e Salera), mentre nel 2019 è stato il primo sponsor della candidatura dell’attuale sindaco sostenendolo già dalle primarie.

Proprio per questo l’opposizione non si fida. Non gli basta l’annuncio fatto dal Capogruppo Gino Ranaldi. Vuole che ci sia una decisione del Consiglio Comunale. Per questo porterà la questione in Aula con un apposito Ordine del Giorno.

Guarda un po’ le firme

Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Massimiliano Mignanelli

La richiesta, a norma di regolamento, deve essere supportata da almeno un quinto dell’assise, che a Cassino è composta da 25 consiglieri (compreso il sindaco).

Quindi Salvatore Fontana e Giuseppe Golini Petrarcone, che già venerdì prima dell’annuncio di Ranaldi chiedevano al Comune di costituirsi Parte Civile, hanno “recuperatoMassimiliano Mignanelli, che fa parte del loro gruppo. Per raggiungere quota cinque consiglieri hanno coinvolto destra e sinistra. Ovvero: il capogruppo della Lega Franco Evangelista ed il consigliere civico di centrosinistra già iscritto al Pd Luca Fardelli.

Da notare le assenze di Francesca Calvani (Forza Italia) ma soprattutto di Mario Abbruzzese e dell’altra consigliera della Lega Michelina Bevilacqua: sempre con buona pace del coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e del senatore Gianfranco Rufa che a novembre si sono catapultati a Cassino per chiedere l’unità del centrodestra e dei consiglieri del Carroccio in assise.

La richiesta dell’opposizione fa saltare ancora una volta gli equilibri dei Partiti: fino a poco tempo fa era Michelina Bevilacqua a fare squadra con l’opposizione di Salvatore Fontana; ora ha fatto il turnover con il suo capogruppo Franco Evangelista.

La questione strumentale

La seduta del Consiglio comunale del 27 novembre

Inoltre pone anche la questione in modo strumentale. Perché nella richiesta si fa cenno anche ad altre due indagini che vedono coinvolti 12 indagati, fra cui un consigliere comunale. In questo caso i reati ipotizzati sono in un caso la corruzione elettorale e nell’altro il falso nella presentazione di una lista risultata vincente nella competizione elettorale del 2019. Due casi che nulla hanno a vedere con “Welcome to Italy” e con la richiesta di costituzione di Parte Civile.

È chiaro che il riferimento è lì in maniera strumentale. Un po’ come l’intero Ordine del Giorno. Perché ha ragione il consigliere Salvatore Fontana quando dice che all’annuncio di Ranaldi nulla è seguito di concreto. Ma a un Consigliere comunale non mancano mezzi per chiedere quale legale è stato nominato. E se dopo un determinato periodo di tempo non è stato nominato e nessun atto politico concreto è stato compiuto, mettere a nudo gli annunci vuoti della maggioranza.

Andare in Consiglio tra un mese (il regolamento prevede che il presidente ha 20 giorni di tempo per fissare la conferenza dei capigruppo che poi fisserà la data dell’assise entro 5 giorni), solo per lo sfizio di non darla vinta a Ranaldi che aveva anticipato la mossa, quando magari l’iter è stato già avviato, a nulla serve.

Bastava una pec. Ma poi chi lo avrebbe saputo?

Ma non è competenza del Consiglio

Il municipio di Cassino

In ogni caso, la questione non è competenza del Consiglio Comunale. Ma della Giunta. Gli assessori si occuperanno nelle prossime ore della questione e manterranno fede a quanto dichiarato dal capogruppo Gino Ranaldi. A ricordarlo è stato in giornata il Comune.

La prima riunione di giunta è in calendario giovedì 3 dicembre. Quel giorno “la Giunta Comunale adotterà l’atto deliberativo per la richiesta di costituzione di parte civile del Comune, quale parte lesa e danneggiata, nel processo a carico dei 22 imputati dell’indagine “Welcome to Italy”.

E la richiesta di convocazione del Consiglio? “È intervenuta una richiesta di convocazione del Consiglio comunale da parte di cinque consiglieri dell’opposizione con all’Ordine del Giorno, come primo punto, la discussione e la votazione sulla costituzione di parte civile del Comune.
Si rileva, peraltro, che tale atto non rientra nelle competenze del Consiglio, che ha solo potere di indirizzo, ma si tratta di materia di esclusiva competenza della Giunta. Non del Consiglio
”.