Ciacciarelli: «Pretendiamo rispetto, chi non vuole l’unità lo dica con chiarezza»

Verso le elezioni provinciali del 31 ottobre. Pasquale Ciacciarelli rivendica il ruolo ed il peso di Forza Italia. "L'unità del centrodestra è l'unica soluzione". "Chi non la vuole abbia il coraggio di dirlo". "In Parlamento con i voti nostri, ci sia rispetto per Forza Italia"

È stato a lungo il Coordinatore provinciale di Forza Italia. Ha continuato a intessere strategie anche quando al timone è andato Adriano Piacentini e lui è passato al Consiglio Regionale del Lazio. Sostiene che a prevederlo sia lo Statuto, secondo il quale la linea politica viene decisa dagli eletti insieme al Coordinatore. Con questo pretesto Pasquale Ciacciarelli continua a tenere una linea di diplomazia parallela a quella ufficiale del Coordinatore Piacentini. Creando anche qualche imbarazzo: il più clamoroso è stato al momento di convocare il tavolo del Centrodestra per individuare la strategia da adottare alle elezioni Provinciali del 31 ottobre. In quell’occasione Ciacciarelli ha bruciato sul tempo la convocazione ufficiale del Coordinatore Provinciale. Ed ha chiamato, di sua iniziativa, tutti gli eletti. (leggi qui Il pasticciaccio brutto della doppia convocazione di Forza Italia)

 

Alessioporcu.it – Lei ha fatto il primo passo, convocando gli eletti di centrodestra per unire le forze in vista delle ormai prossime elezioni provinciali. Crede che l’unità del Centrodestra in provincia di Frosinone possa bastare per garantirvi il successo contro Antonio Pompeo ed il PD?

Pasquale Ciacciarelli – Non mi appassionano le polemiche sulle poltrone, le discussioni su chi deve fare cosa. Io mi aspetto un’azione seria dagli eletti di Centrodestra di questa Provincia. Fino ad oggi sono stati buoni a criticare l’operato degli eletti di centrosinistra: li hanno accusati di non aver portato avanti un’azione condivisa ed unanime sui temi importanti quali le politiche del lavoro, le infrastrutture, lo sviluppo economico, la sanità.

 

Se ha dubbi sull’azione politica messa in campo fino ad oggi dagli eletti di centrodestra allora perché li ha convocati per farci un’alleanza insieme?

Perché il mio appello all’unità del centrodestra non vuole essere limitato alla tornata elettorale. Invece chiedo un’azione seria e concreta, affinché si possa iniziare a parlare di infrastrutture, gettando le basi per uno sviluppo economico ed occupazionale. La campagna elettorale è finita ed ora bisogna far vedere le cose concrete.

 

Cosa spera di ottenere?

Spero che si intraprenda un responsabile e virtuoso percorso di dialogo e condivisione di programmi, strategie ed obiettivi. Che questo avvenga nella logica dell’unità del centrodestra, in vista delle ormai prossime consultazioni elettorali per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Frosinone. Credo, infatti, che gli eletti del territorio, per ruolo e rappresentatività, costituiscano un insostituibile valore aggiunto nel processo di individuazione dei temi di confronto di maggiore interesse dei sindaci e degli amministratori locali da coniugare poi nel programma di governo della Provincia.

 

Quando parla di sindaci e di amministratori locali è chiaro che sta ricordando agli alleati quali sono i rapporti di forza: 23 sindaci per Forza Italia, 1 per la Lega ed 1 per Fratelli d’Italia

I numeri sono questi. E sono numeri che dicono una cosa chiara: l’unità del centrodestra in Provincia di Frosinone è sinonimo di successo. Lo certificano i dati: La coalizione ha ottenuto in occasione delle elezioni regionali del 4 marzo in Provincia di Frosinone quasi il 40% dei consensi. Alla Camera ed al Senato nella provincia di Frosinone il centrodestra unito ha ottenuto tra il 40 ed il 41 %. Una unità, a mio avviso, necessaria ma che sia orientata alla salvaguardia dell’identità, della storia e del peso specifico elettorale di ogni partito della coalizione.

 

Però l’onorevole Francesca Gerardi (Lega) al suo invito aveva risposto, nella sostanza, “Dove hai fatto l’estate vai a fare l’inverno”. Non sono i presupposti ottimali per parlare di unità. (Leggi qui Caro Ciacciarelli, dove hai fatto l’estate vai a fare pure l’inverno)

Questo è un problema loro. Abbiamo chiesto il tavolo di centrodestra anche in virtù del peso politico del nostro Partito. È quello a contare alla fine: il peso politico, i voti. Il presidente della Provincia lo eleggono i sindaci ed i consiglieri comunali e – abbiamo già chiarito – quelli li abbiamo. Poi pretendiamo rispetto anche per il fatto che quel peso politico è stato determinante nell’elezione degli attuali rappresentanti della coalizione alla Camera ed al Senato. Non mi vorranno far credere Zicchieri, Gerardi e Ruspandini di essere diventati parlamentari solo con le loro forze…

In quel caso gli ricorderei che Forza Italia è risultato primo partito della coalizione di centrodestra in Provincia di Frosinone, seguito dalla Lega e da Fratelli d’Italia, in occasione delle scorse elezioni politiche e regionali del 4 marzo.

Alla Regione Forza Italia ha registrato il 17,57 % , circa il 18 % alla Camera ed al Senato nella nostra Provincia,

La Lega ha registrato l’11,21 % alla Regione, tra il 13 ed il 17 % alla Camera e circa il 15 % al Senato.

Fratelli D’Italia ha, invece, registrato circa il 5% alla Regione, circa il 5 % alla Camera e circa il 4 % al Senato.

Per cui il peso politico di Forza Italia è rilevante ed è stato determinante.

 

Avrete portato tutti i voti che dice  lei… Ma sono trascorsi cinque mesi dalle elezioni politiche e regionali. Ed è un’evidenza che a livello nazionale, vi hanno lasciati in panchina. In Abruzzo stanno iniziando ad emarginarsi. Perché dovrebbe andare in maniera diversa in provincia di Frosinone oggi?

Il centrodestra in Provincia di Frosinone è più solido che mai. Forza Italia ha ampiamente dimostrato unione, coesione, per cui il problema non è nostro.

Chi vuole smarcarsi dalla coalizione se ne assuma le responsabilità. Io non sono d’accordo su quanto sta accadendo in Abruzzo. Un leader deve viaggiare accanto agli alleati.

Ci è stato magistralmente insegnato dal nostro leader Berlusconi, il quale ha sempre coltivato i rapporti con gli altri partiti della coalizione.

 

A Frosinone Antonio Tajani doveva lanciare l’Altra Italia, poi i sondaggi hanno bocciato l’operazione. Non avete il vento in poppa…

Sicuramente Forza Italia sta attraversando una rigenerazione. Bisogna ripartire dal basso, e questo non è uno spot elettorale.

Credo che si debba certificare l’operato sul territorio degli eletti, dei sindaci e dei tanti militanti di Partito. Io non sono d’accordo con il cinismo a tutti i costi. Noi abbiamo giovani dirigenti di Partito, uomini e donne, laureati, professionisti, lavoratori, che vivono dei frutti della propria professione e fanno della politica una vera missione.

 

Il segretario provinciale reggente del Partito Democratico Domenico Alfieri nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di un patto tra Pd e Forza Italia. Il coordinatore Piacentini ha detto che è stato un colpo di calore estivo. Lei come giudica l’appello di Alfieri?

È un appello alle forze moderate.

 

Voi non siete una forza moderata?

Noi siamo una forza moderata che in questa fase persegue l’unità del Centrodestra così come fatto ad Anagni. Lì siamo riusciti, con l’unità, ad eleggere il sindaco ed a sostituire un governo di centrosinistra con il nostro. Se qualcuno non vuole l’unità lo dica con chiarezza.

 

Nicola Ottaviani respingerà la vostra offerta di candidarsi a presidente della Provincia

Lasciamo che sia lui a dirlo e dopo ci poniamo il problema.

 

E se a quel punto Lega e FdI rivendicassero la candidatura?

Aspettiamo che accada e poi ci regoleremo.

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