Colpo di scena: Lena si ritira. «Non mi candido a sindaco»

Colpo di scena nella notte. Claudio Lena ritira la propria disponibilità a candidarsi come sindaco di Cassino. Da poche ore era stata raggiunta una possibile intesa tra Forza Italia e Lega. Le anticipazioni della lettera di rinuncia. I dubbi di FdI. Le forche caudine del Regionale. Si riparte da Marino?

Ci ha pensato tutta la sera. Poi ha preso carta e penna. E deciso che quel mondo nel quale tutti all’improvviso hanno iniziato a tirarlo per la toga non faceva per lui. Il professor Claudio Lena ritira la sua disponibilità a candidarsi come sindaco di Cassino. Lo ha fatto nel giorno in cui le due principali forze dell’alleanza di centrodestra avevano deciso di convergere su di lui ed il suo progetto. Ha fatto il passo indietro poco prima che il tavolo regionale benedicesse quell’accordo già raggiunto su scala locale da Lega e Forza Italia.

La lettera di addio

«Nella vita ho sempre guardato avanti ma bisogna trovare anche il coraggio di fermarsi. “Io mi fermo qui”, ritiro la mia disponibilità a candidarmi. Non sono disponibile a finire nel tritacarne, preferisco rinunciare». Lo ha scritto nella lettera che domani mattina renderà pubblica, annunciando il suo ritiro dalla competizione.

È amareggiato, Claudio Lena. A qualcuno dei consiglieri più fidati che gli sono stati accanto in questi giorni ha detto «Io non sono in vendita».

Qualcosa è accaduto in serata. Un corto circuito. Al punto da fargli scrivere «Chi si avvicina alla Politica viene oggi considerato come qualcuno che la voglia usare per scopi personali. Tutti vogliono cambiare ma pochi decidono di mettersi in discussione, la disaffezione dei cittadini si tocca con mano».

C’è poi un passaggio nel quale si dice ferito per le insinuazioni e le accuse avanzate in queste ore. «Si insinuano dubbi circa la rigorosità ed il modo di essere della persona che ha il coraggio di farlo. Si entra a gamba tesa anche sui familiari, e questo diventa davvero inaccettabile. L’avversario diventa un nemico da abbattere con tutti i mezzi, si ridicolizza, lo si mette nel tritacarne mediatico, mettendone persino in dubbio anche la propria attività professionale. Sin dalle prime battute, ho capito che questo modo di fare non può assolutamente appassionare la gente, soprattutto se non si riesce a capire i reali bisogni di essa».

La frittata di Abbruzzese

Fine della partita. Proprio nel momento in cui tutto sembrava risolto. Quando mancava solo il placet di Fratelli d’Italia. Ed il via libera del tavolo regionale convocato per lunedì.

Mentre Claudio Lena decideva di ritirarsi e scriveva la sua lettera d’addio al progetto politico, Mario Abbruzzese ed i dirigenti di Forza Italia erano a cena. Una foto, ritrae il vice coordinatore nazionale Enti Locali di Forza Italia mentre affetta una grossa frittata. Il messaggio che commenta l’immagine dice “La frittata è fatta. Volete assaggiare?“.

Ora si riparte. Il centrodestra ha sul tavolo solo il nome proposto da Fratelli d’Italia. Quello del dottor Fabio Marino. Che in questi giorni ha lavorato a fari spenti per cercare una sintesi con il progetto civico di Massimiliano Mignanelli.

Le barricate dei Fratelli

E proprio le barricate che Fratelli d’Italia si preparavano a sollevare, potrebbero essere alla base dell’improvvisa decisione di Claudio Lena. Perché?

Qualcuno lunedì avrebbe dovuto pur dirglielo ai Fratelli d’Italia. Qualcuno avrebbe dovuto sollevare il telefono e chiamare il Coordinatore cittadino Angela Abbatecola. O in alternativa il vice coordinatore provinciale Gabriele Picano. Per dirgli che la Lega era pronta a convergere sul nome del professor Claudio Lena come candidato unitario a sindaco di Cassino, dopo una giornata di discussioni. Iniziate presto negli uffici della Emmeci Packing (leggi qui Lega, fumata grigia da Ciamarra: ipotesi Lena. Ma dipende da Durigon) e proseguite poi in Provincia dove è arrivato il via libera di Mario Abbruzzese alla proposta dell’onorevole leghista Francesca Gerardi. (leggi qui Via libera a Lena: Abbruzzese dice si a Gerardi per la candidatura unitaria).

Uno nella Lega che avrebbe dovuto trovare il coraggio di chiamarli. E dirgli “Con voi abbiamo scherzato“. Magari con il volto un po’ dispiaciuto, ripensando a quanto hanno fatto sabato 16 marzo. Quel giorno, all’ora dell’aperitivo Alessioporcu.it lancia l’anticipazione che il professor Lena ha deciso di scendere in campo (leggi qui E Lena sorpassa tutti: «Mi candido a sindaco di Cassino»). Immediatamente trillano i cellulari dei vertici di FdI: la Lega chiede una verifica e dà appuntamento all’Edra Palace. Tutto avviene talmente in fretta che Gabriele Picano arriva con passeggino e figlio addormentato, Angela Abbatecola ha rinviato il tour al centro commerciale con il rischio di non poter preparare il dolce per cena. La Lega li aveva voluti vedere subito per dire: “Lena è il candidato di Mario Abbruzzese, noi non lo appoggeremo mai. Se voi intendete appoggiarlo, ditelo che co organizziamo di conseguenza e andiamo soli“.

Tre settimane. E Claudio Lena è ad un passo dal diventare il candidato della Lega. È solo l’ultima puntata in ordine di tempo nella crisi politica più pazza degli ultimi anni, aperta al buio, buttando giù un sindaco più per dispetto che per convinzione. (leggi qui tutti i paradossi Scherzi a parte: la Lega brucia anche il candidato dell’Ugl)

Ad evitare ogni imbarazzo, nel cuore della notte, ci ha pensato direttamente l’interessato. Ritirando la sua disponibilità a candidarsi a sindaco.

Le due ipotesi sul tavolo

Ora restano sul tavolo due ipotesi. Il nome avanzato da FdI, il dottor Fabio Marino e la possibile convergenza con Massimiliano Mignanelli. Oppure il documento presentato nei giorni scorsi. Che chiedeva a Mario Abbruzzese di assumersi la responsabilità e di candidarsi.

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