Frosinone, facciamo un…Bilancio. Vincitori e vinti, di oggi e di domani

ELABORAZIONE © AG.ICHNUSAPAPERS

La maggioranza di Ottaviani disintegra ancora le opposizioni nel voto sul documento contabile. Ma fra due anni, alle elezioni, il centrodestra rischia la balcanizzazione. Centrosinistra ora ininfluente, ma può sperare nella ricetta trasversale del “dottor Vicano”.

La votazione di ieri sul Bilancio al Comune di Frosinone conferma lo strapotere della maggioranza che sostiene Nicola Ottaviani e mette ancora una volta in evidenza i limiti delle opposizioni. Ma fra due anni, quando si tornerà al voto, non è scontato che tutto questo possa riflettersi nelle urne.

La maggioranza di centrodestra ha approvato il documento contabile con 18 voti favorevoli. Mancavano all’appello soltanto in 3, assenti: Riccardo Masecchia (Forza Italia), Thaira Mangiapelo (Fratelli d’Italia), Carlo Gagliardi (indipendente). La Mangiapelo da tempo non frequenta molto assiduamente l’aula consiliare, mentre Gagliardi è in contrapposizione permanente effettiva nei confronti del sindaco. (leggi qui Già dal Carroccio: Gagliardi scende e sbatte la porta).

GIANFRANCO PIZZUTELLI, POLO CIVICO

Per il resto c’erano tutti. Ma fra due anni saranno ancora tutti dalla stessa parte e uniti? Danilo Magliocchetti e Adriano Piacentini, Riccardo Mastrangeli e Fabio Tagliaferri, Massimiliano Tagliaferri e Antonio Scaccia, Gianfranco Pizzutelli e Carlo Gagliardi? No, non saranno tutti dalla stessa parte e anche se venissero celebrate le primarie, i distinguo non mancherebbero. Potrebbero provare ad incontrarsi al secondo turno, ma neppure questo è scontato.


Le opposizioni non sono esistite in queste due consiliature. Mai in grado di mandare sotto la maggioranza, mai capaci di incidere.

Quattro no. E tutti gli altri? Fuori dall’aula oppure assenti.

Ma quante opposizioni ci sono oggi al Comune di Frosinone? Quella del Pd, quella di quel che resta del Psi di Gianfranco Schietroma, quella di Stefano Pizzutelli, quella di Fabiana Scasseddu e Daniele Riggi. I Cinque Stelle si sono persi per strada: Marco Mastronardi si è autosospeso, Christian Bellincampi no, ma è difficile dire se oggi è ancora un esponente del Movimento.

Mauro Vicano

Due anni passano velocemente e il candidato sindaco bisognerà trovarlo. C’è Mauro Vicano, trasversale almeno quanto Memmo Marzi, capace di far stare allo stesso tavolo Michele Marini e Fabrizio Cristofari, pronto a sfilare diversi pezzi al centrodestra, pupillo di Francesco De Angelis.

Ma anche lui deve correre e rendersi conto che tenere insieme il fronte del centrosinistra sarà un’impresa più complicata di quella di fronteggiare il Covid all’ospedale di Frosinone.

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