Consiglio rinviato, Conti: «Democrazia lesa». Giovannone: «Nota imbarazzante»

Lo slittamento della prossima seduta consiliare, a detta del segretario del Pd Ceccano, non sarebbe stato concordato da maggioranza e minoranza. E attacca il presidente del Consiglio. A smentirlo non solo quest’ultimo, ma anche i consiglieri di opposizione

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Non è altro che una fake news. La verità è che la Conferenza dei capigruppo ha concordato il rinvio del prossimo Consiglio comunale di Ceccano. Non è vero il contrario: cioè che i capigruppo non se ne fossero occupati. Ma è quello che ha sostenuto con convinzione Giulio Conti, segretario cittadino del Pd. Che infatti è stato smentito: non solo dal presidente dell’assise Fabio Giovannone, ma anche dai consiglieri di opposizione.

Conti ne era talmente convinto che lo ha definito un attacco alla democrazia, mettendo in dubbio l’imparzialità del presidente Giovannone. Ha parlato anche per conto dei consiglieri di centrosinistra: Emanuela Piroli e Andrea Querqui (Il Coraggio di Cambiare), Marco Corsi (Ceccano Riparte), Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi).

La versione ufficiale, però, è tutt’altra. E non manca la replica di Giovannone, che ritiene «imbarazzante» la nota diramata nelle scorse ore dal segretario del Pd di Ceccano. «Dimostra il basso livello di alcuni esponenti politici – contrattacca -. La disinformazione del Pd, dovuta dall’incapacità di eleggere un proprio rappresentante in Consiglio, è imbarazzante. Farebbero bene ad informarsi prima di scrivere».

Cosa è successo veramente

La Conferenza dei capigruppo consiliari di Ceccano

La verità, confermata dall’opposizione, è che la seduta consiliare prevista per oggi è stata fatta slittare a lunedì 7 marzo di comune accordo. Saranno accorpati due ordini del giorno: quello proposto da Giovannone e l’altro richiesto dalla minoranza.

Il presidente del Consiglio Comunale intendeva fissare un’adunanza per discutere le interrogazioni, interpellanze e mozioni degli oppositori. E aveva indicato come potenziale data il 28 febbraio. L’apposita riunione dei capigruppo, svoltasi a metà mese, era stata però anticipata dalla richiesta di una seduta urgente incentrata su una questione scottante: la moltiplicazione e privatizzazione dei parcheggi a pagamento.

Nell’occasione, pertanto, il quintetto di centrosinistra ha chiesto al direttore d’orchestra – esponente della lista civica La Mia Ceccano, in quota FdI – di unire i due Ordini del Giorno in modo da risparmiare: per evitare logicamente che si svolgessero due distinti Consigli e si raddoppiassero i costi.

Hanno convenuto tutti anche di non riunire di nuovo la Conferenza dei capigruppo. Da qui la costruzione del prossimo Consiglio comunale, incentrato soprattutto sulla controversa operazione strisce blu. (Leggi qui Un Consiglio anti strisce blu per rivendicare il ruolo di opposizione).

L’attacco del democrat Conti     

Il segretario del Pd Ceccano Giulio Conti con il suo vice Mario Spinelli

«Il Partito democratico di Ceccano osserva con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in questi giorni», esordisce il segretario Giulio Conti facendo riferimento alle rivendicazioni dei sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Csa. «Sollecitano un incontro ufficiale con il sindaco – lamenta – visto che da circa due anni vengono disattese le richieste del personale dipendente e dei loro rappresentanti sindacali».

A ruota quanto contraddetto dai diretti interessati: «Altro motivo di forte preoccupazione è dato dalla decisione di rinvio del Consiglio comunale previsto per il giorno 28 febbraio. Un rinvio non deciso dalla Conferenza dei capigruppo e che ha preso in contropiede i consiglieri di minoranza e perfino di maggioranza». E, come detto, non è assolutamente vero.

«Ci troviamo di fronte a gravi fatti. Che ledono i principi basilari della democrazia e di partecipazione alla vita democratica della cittadina. – passa così all’attacco – Mai nessuno, in passato, aveva posto veti ed ostacoli alla decisione stabilita in conferenza dei capigruppo da tutti i consiglieri comunali». E neanche stavolta è successo.

Conti, stando alla sua tesi, ritiene che «la decisione arbitraria di spostare lo svolgimento del Consiglio comunale, così come i continui rifiuti agli incontri richiesti dal personale dipendente dell’ente comunale, dimostrano l’ottusità, l’indifferenza e l’arroganza di questa maggioranza». Facendo leva su una fake news, non ha perso l’occasione per scagliarsi nuovamente contro l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco di FdI Roberto Caligiore.

Giovannone: «Che pessima figura!»

Il presidente del Consiglio Giovannone tra il senatore Ruspandini e il sindaco Caligiore

Al presidente del Consiglio Fabio Giovannone non è parso vero. Il segretario del Pd Ceccano gli ha servito sul vassoio d’argento la possibilità di ribaltare completamente la situazione. «Una visione totalmente distorta della realtà. – replica -. Purtroppo oggi chi scrive una nota del genere non si rende conto delle pessime figure che fa».

Spiega così che lo slittamento del Consiglio comunale è stato concordato sia con la maggioranza che con l’opposizione. «Così come – assicura Giovannonepossono testimoniare i colleghi consiglieri di minoranza». Questi ultimi, chiamati in causa, confermano. Piroli e Querqui (Il Coraggio di Cambiare) tengono soltanto a puntualizzare che «la richiesta di accorpamento dei due ordini del giorno è partita dall’opposizione, in modo da poter risparmiare e non pesare sulle tasche dei cittadini».

Giovannone, dal canto suo, aggiunge che «la decisione di non fare nuovamente una conferenza dei capigruppo è nata sempre su spunto della minoranza. Vista la massima disponibilità e la trasparenza da me dimostrata abbiamo deciso questa data». Mai vista così tanta sintonia con i consiglieri di opposizione.  

E, ovviamente, anche il presidente del Consiglio rivendica i suoi meriti. «La convocazione del Consiglio, con l’intento di discutere interrogazioni, interpellanze e mozioni, è stata fortemente voluta da me proprio per rispetto dei consiglieri di minoranza». La frittata del Pd Ceccano è fatta. E Giovannone coglie l’occasione al volo: per dire che è stato proprio lui a farsi carico di programmare una seduta dedicata alle ormai datate questioni sollevate dall’opposizione.  

I consigli di Conti all’opposizione

I consiglieri comunali di centrosinistra

Il segretario del Pd di Ceccano, fantasticando su un presunto comportamento scorretto di Giovannone, ha spronato i consiglieri di centrosinistra a «procedere in attuazione del regolamento del Consiglio comunale». Non ce n’è bisogno, tutto a posto.

«Bene hanno fatto le tre sigle sindacali ad interpellare il Prefetto – va avanti – ed altrettanto invitiamo a fare ai consiglieri della minoranza». A tal proposito i sindacati, preannunciando un potenziale sciopero, stanno criticando il sindaco Caligiore nelle sue vesti di datore di lavoro. Perché? Nel piano triennale del fabbisogno di personale non sono previste verticalizzazioni né aumento dell’orario lavorativo per i dipendenti part-time.

«Una cittadina democratica non può tollerare simili situazioni che da troppo tempo, però, stanno divenendo un modus operandi costante dell’amministrazione Caligiore», conclude Conti ritenendo che a Ceccano sia in atto un attentato alla democrazia. Il quintetto di opposizione, però, sembra ormai davvero propenso a coinvolgere il prefetto di Frosinone Ernesto Liguori. Ritiene che non gli venga riconosciuto il potere di controllo della programmazione del centrodestra. Rispetto al prossimo Consiglio, però, nessun problema.

Il prossimo Consiglio comunale

Una seduta del Consiglio comunale di Ceccano

Lunedì 7 marzo, oltre che sulla controversa operazione strisce blu, si discuteranno alcune delle mozioni e interrogazioni presentate da tempo. Si parla, innanzitutto, di tre proposte presentate dai consiglieri Piroli e Querqui quasi un anno fa.

Ovvero l’adesione del Comune al progetto “Plastic free challenge” del Ministero della transizione ecologica e alla carta d’intenti della Ready: la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Nonché il sostegno all’ormai affossato Ddl Zan: la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Sempre dagli esponenti de Il Coraggio di Cambiare la richiesta di chiarimenti rispetto al posizionamento di un tabellone pubblicitario luminoso nei pressi del Monumento dedicato a Luigi Mastrogiacomo. Sottoscritta anche da Corsi, De Santis e Di Pofi, infine, l’interrogazione riguardante la gestione del depuratore consortile. Di certo non mancheranno critiche per via della tardiva discussione di tali questioni. In alcuni casi, come si suol dire, meglio tardi che mai. In altri, invece, sarebbe meglio tacere.

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