Per D’Alessandro e Caligiore test politico sul voto delle provinciali

Il centrodestra balla a Cassino e Ceccano e le Provinciali rappresenteranno un momento importante. Anche per leader del calibro di Mario Abbruzzese (Forza Italia) e Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia). Attenzione all’affluenza e ai messaggi che gli amministratori lanceranno nel chiuso dell’urna.

Cosa succederà nei Comuni di Cassino e Ceccano dopo le provinciali del 31 ottobre?

Dipenderà dall’analisi dei voti ponderati che usciranno. Non sarà semplicissimo, ma neppure impossibile riuscire a interpretare il dato.

Specialmente per Cassino, inserito nella fascia più alta insieme a Frosinone. Per Ceccano è leggermente diverso, perché la seconda fascia comprende altri otto Comuni. Però intanto si potrà vedere dall’affluenza: quanti (e chi) si recheranno al seggio dell’ente di piazza Gramsci mercoledì prossimo.

 

In entrambe le realtà ci sono maggioranze di centrodestra in affanno, con i sindaci Carlo Maria D’Alessandro e Roberto Caligiore alle prese con coalizioni molto risicate e fibrillanti.

La situazione più complicata resta quella di Cassino, dove peraltro la Lega di Carmelo Palombo continua a non fidarsi delle manovre di Forza Italia ispirate da Mario Abbruzzese.

A Ceccano per Roberto Caligiore è il primo test dopo un rimpasto di giunta che ha visto l’addio nel ruolo di vicesindaco del senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), che si è caricato politicamente Stefano Gizzi. Mentre nel ruolo di “vice” c’è Mario Sodani.

Quindi il gruppo dei dissidenti. Situazione ingarbugliata, ma al momento sotto controllo. Nonostante tutto.

E’ evidente che le provinciali serviranno per mandare dei messaggi politici a D’Alessandro e Caligiore, ma pure ad Abbruzzese e Ruspandini. (leggi qui Caligiore come D’Alessandro, la maledizione del centrodestra continua)

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