Già dieci ettari per la Coop di comunità: parte la rigenerazione rurale

Un immenso patrimonio agricolo di San Giovanni Incarico è stato già messo a disposizione dai privati per la costituzione della prima Cooperativa di comunità del Lazio votata all’agricoltura: soprattutto alla Green Valley. Ma anche alla produzione di servizi. Inizia l’innovativa Operazione Fallone. E il bello deve ancora venire

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

È emozionato Paolo Fallone. Ed è comprensibile. Il sindaco di San Giovanni Incarico sperava tanto che i suoi concittadini comprendessero la portata del progetto. Così è stato. E il risultato è davvero sorprendente. Anzi, clamoroso: oltre ogni più rosea aspettativa. «Oggi scade il termine previsto per le manifestazioni di interesse alla Cooperativa di comunità – annuncia il primo cittadino – e sono stati già messi a disposizione 109.000 metri quadri di terreni agricoli». Si parla di più di dieci dei cento ettari coltivabili nel piccolo comune ciociaro: 3.146 abitanti su una superficie di 25 chilometri quadrati. Il bello è che si andrà ben oltre il già eccellente decimo appena raggiunto.

Quelle, infatti, sono “soltanto” le iniziali manifestazioni di interesse dei privati. A cosa? A quella che sarà la prima Cooperativa di comunità del Lazio, se non d’Italia, votata all’agricoltura. Ma anche, altrettanto importante, alla produzione di servizi. Facendo proprie le finalità dell’apposita Legge regionale numero 1 del 3 marzo 2021: le disposizioni in materia abbracciate da San Giovanni Incarico sin dalla loro emanazione.

Parte così la rigenerazione rurale, da accompagnare a quella urbana: spazio al recupero del patrimonio agricolo oltre che alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. (Leggi qui Nasce il Reddito di Comunità: da una coop che genera lavoro e poi qui La Coop di San Giovanni? Non è ancora nata, ma già spopola).

Dieci ettari solo per cominciare

Una veduta di San Giovanni Incarico

Il dato non comprende ancora le proprietà comunali né gli altri lotti privati che saranno forniti ufficialmente in adesione al vero e proprio bando. Farà seguito alla campagna di adesione lanciata lo scorso 22 gennaio e in via di conclusione.

Prima di tutto, però, verrà costituita la Coop. E tal fine sarà prezioso il contributo della Legacoop Lazio: l’associazione regionale che rappresenta consorzi e cooperative, di cui è vicepresidente il ciociaro Daniele Del Monaco, responsabile dei territori provinciali di Frosinone e Latina.

La nuova realtà sangiovannese aderirà alla provinciale Green Valley, promossa da Comune di Roccasecca e Cosilam: il programma di piantumazione della canapa industriale per la bonifica dei terreni e la produzione di bioplastiche e altri prodotti green.

Sarà coltivato, però, tanto altro: in base alla tipologia dei singoli terreni. Sarà rimesso in moto così un settore profondamente in crisi e abbandonato. La Cdc genererà lavoro, contrasterà lo spopolamento e gestirà vari servizi comunali: dal trasporto scolastico all’igiene urbana passando per le manutenzioni.

Fallone: «Avanti con la Coop»

Il sindaco di SG Incarico Fallone

«Ero fiducioso ma non mi aspettavo una risposta del genere – commenta l’entusiasta sindaco Fallone -. Di comunale abbiamo almeno altri due ettari da aggiungere al totale, compresa l’ex discarica di Radicina, e in attesa delle adesioni ufficiali sono letteralmente sbalordito».

Il prossimo passo, a questo punto, sarà la creazione della Coop comunitaria. «Ho già contattato il vicepresidente di Legacoop Lazio Del Monaco – fa sapere il primo cittadino – che mi sta già aiutando e mi supporterà ai fini della costituzione della Cooperativa di comunità». Estrema soddisfazione, mista a stupore, anche da parte di Marco Delle Cese: presidente del Consorzio per lo sviluppo meridionale del Lazio (Cosilam), ormai assorbito dal Consorzio industriale del Lazio, il più grande in Italia e pronto a ereditare anche il progetto della Green Valley.

A proposito della canapa industriale, «quantificheremo i terreni da destinare alla sua produzione – dice a riguardo Fallonee il ritorno economico per l’intera comunità sarà davvero enorme». Si riferisce ai proventi della coltivazione della cannabis sativa, da vendere poi come materia prima vegetale per la sua trasformazione in plastica biologica e riciclabile. Dove? Nell’ex Nalco di Cisterna di Latina, rilevata otto mesi fa dall’imprenditore Francesco Borgomeo e trasformata nella PlastaRei: proprio per scommettere sulla plastica del futuro.

Una volta formata la Coop, sarà lanciato un bando: «Gli imprenditori agricoli e i cittadini potranno mettere ufficialmente a disposizione i loro terreni e chiunque potrà proporsi come agricoltore. Ma l’avviso pubblico sarà rivolto al contempo a chi intende essere impiegato nei servizi comunali che vogliamo gestire autonomamente e non più affidare ai privati».

Del Monaco: «Di caratura nazionale»

Daniele Del Monaco

«La legge regionale ha dato la possibilità ai territori di creare le Cooperative di comunità e il target migliore è rappresentato proprio dai piccoli Comuni, al massimo da ottomila abitanti, pertanto San Giovanni Incarico è della misura ideale», esordisce chiamato in causa il vicepresidente della Legacoop Lazio Daniele Del Monaco.

Ma in questo caso c’è una doppia peculiarità: «Il sindaco Fallone – la sottolinea Del Monacoci ha messo la faccia in prima persona ed è stato il primo, ma non solo nel Lazio bensì probabilmente di caratura nazionale, ad attivare una politica a favore del connubio tra agricoltura e territorio, totalmente innovativa visto altre cooperative sono già nate ma sono a vocazione culturale e turistica».

Il primo cittadino di San Giovanni Incarico si è di fatto mosso in anticipo, in attesa dei decreti attuativi delle disposizioni regionali e dei futuri finanziamenti. «Il suo grande merito – aggiunge il vicepresidente di Legacoop Lazio – è quello di voler veramente radicare al territorio un’idea di comunità. E niente può ricrearla meglio della terra, attraverso una vera e proprio rigenerazione rurale, per riqualificare il paesaggio e diventarne custodi. Questo è il sogno del sindaco Fallone e io voglio affiancarlo in un progetto di cui l’intera Ciociaria nonché il Lazio ha veramente bisogno».

Si punta a ridare linfa vitale a un mercato in forte sofferenza. Legacoop Lazio fornirà assistenza gratuita al Comune a livello informativo e formativo. «La Cooperativa di comunità – accentua Del Monacocontrasterà il calo demografico e ricreerà un’economia ormai morta, oltre a prendere nettamente le distanze dal vero problema culturale della provincia di Frosinone: l’idea dell’io invece che del noi, da sconfiggere assolutamente».

Delle Cese: «Ottimo per la Green Valley»

Il presidente del Cosilam, Marco Delle Cese. Foto © AG.IchnusaPapers

«Un risultato straordinario quello che hanno raggiunto Paolo Fallone e la sua comunità. È importante che il progetto della Green Valley possa contare su delle aree così vaste». Così, interpellato, il presidente del Cosilam Marco Delle Cese.

Un risultato ancor più straordinario in un momento in cui le materie prime rappresentano un tema primario in tutte le agende politiche e industriali. Generare plastica biologica, mentre è ormai vietata la vendita di quella monouso tradizionale, sarà una delle rivoluzioni previste dal Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) nel quadro della transizione ecologica.

«Riparlare di materie prime in Italia, in questo caso di materie prime secondarie, ossia le bioplastiche – dice a riguardo il presidente del Cosilam – sarà centrale nello sviluppo del nostro territorio. Ne abbiamo fortemente bisogno, saranno il futuro e la comunità di San Giovanni Incarico si mette al centro del progetto della Green Valley».

Nella capofila Roccasecca, così come a Ceccano e Anagni, hanno creduto e stanno investendo in questo progetto. San Giovanni Incarico si è proposta dalla prima ora e ci ha aggiunto del suo: ancor prima della Cooperativa, per coltivare la canapa e creare posti di lavoro, vuole recuperare il senso di comunità.

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