Ideona a Cinque Stelle: politicizzare i tavoli delle crisi aziendali

Una circolare riapre alla presenza di parlamentari locali (due di maggioranza, due di opposizione) come uditori ai tavoli sulle crisi aziendali. In provincia di Frosinone, un modo per azzoppare Ruspandini. Che dovrebbe farsi tutti i tavoli. O forse è solo uno scaricabarile.

L’impegno, solenne e definitivo, a non aumentare l’Iva, la promessa di semplificazione e di riduzione degli oneri. La de burocratizzazione degli incentivi come stella polare. Il neo Ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha declinato tutta una serie di punti nell’intervento all’assemblea di Confcommercio.

Tra i quali l’illustrazione nel dettaglio di una circolare che riapre alla presenza di parlamentari locali (due di maggioranza, due di opposizione) come uditori ai tavoli sulle crisi aziendali. Immediatamente è partito il fuoco di fila di accuse di demagogia.

L’ex ministro Carlo Calenda è stato categorico: “Politicizzare un lavoro tecnico è un errore enorme”.

 

Immaginiamo cosa potrebbe succedere in provincia di Frosinone, nella quale per la verità la crisi economica ha massacrato anche i tavoli delle varie vertenze. Però ce ne sono.

Intanto, chi dovrebbe partecipare tra i due di maggioranza e di opposizione? Mettiamo il livello parlamentare. Gli esponenti di maggioranza sono sei: Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri per il Movimento Cinque Stelle, Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa per la Lega. Ma per l’opposizione? In teoria c’è Massimo Ruspandini, senatore di Fratelli d’Italia.

Il Partito di Giorgia Meloni si è astenuto sulla fiducia al premier Giuseppe Conte ed è in attesa di risposte chiare da parte del ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini, il quale deve decidere se Fratelli d’Italia è da considerarsi in maggioranza o all’opposizione. Per l’assetto delle commissioni si tratta di un passaggio fondamentale.

Ma poi l’invito sai parlamentari di sedere ai tavoli di crisi potrebbe essere esteso ai rappresentanti regionali. L’unico ad essere sicuramente all’opposizione, sia sul piano nazionale che regionale, è Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia). Mentre Mauro Buschini e Sara Battisti (Pd) sono al governo alla Regione e all’opposizione su scala nazionale.

Loreti Marcelli (Cinque Stelle) fa parte del Partito di maggioranza di governo nazionale, mentre alla Regione sarebbe all’opposizione anche se i pentastellati hanno avuto finora un atteggiamento di cauta apertura nei confronti di Nicola Zingaretti.

 

Poi ai tavoli di crisi potrebbero essere invitati sindaci e presidenti di Provincia. Insomma, non si farebbe mai giorno. La politica nazionale, con Di Maio in primis, dovrebbe pensare ad indicare soluzioni concrete e praticabili, non ad ingarbugliare ulteriormente il delicato mondo delle vertenze di lavoro.

La sensazione è quella dello scaricabarile (sui livelli più bassi) e della melina. Non è questa la strada di un governo di cambiamento.

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