Il messaggio di Ciacciarelli che somiglia ad un ultimo avviso ai naviganti

Pasquale Ciacciarelli, Antonello Aurigemma, Adriano Palozzi hanno fatto capire chiaramente ad Antonio Tajani che è arrivato il momento delle scelte definitive. Altrimenti a prendere le distanze dal partito potrebbe essere l’area che nessuno si aspetta. L’equilibrio sottile passa per la data del congresso

Pasquale Ciacciarelli è il consigliere regionale di Forza Italia nel Lazio. In provincia di Frosinone è quello che ha la carica istituzionale più alta. E fa riferimento a Mario Abbruzzese, vice responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito e presidente del Cosilam.

Adriano Piacentini è coordinatore provinciale, indicato direttamente da Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale degli “azzurri”. Dalla stessa parte c’è Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, corteggiatissimo dalla Lega per una candidatura alle europee.

La maggioranza degli amministratori del Partito sta con Mario Abbruzzese, ma ormai il punto non è più questo. Non con le percentuali degli attuali sondaggi di Forza Italia. Il paradosso sta nel fatto che mai come in questo momento si dovrebbero evitare polemiche e stare tutti uniti dalla stessa parte. Anche per sostenere al massimo alle europee Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e numero due del Partito.

Ma così non è: la data del congresso rappresenterà l’atto finale di una contrapposizione che va avanti da oltre un anno, tra le componenti di Abbruzzese-Ciacciarelli e di Piacentini-Ottaviani.

Eppure c’è una novità non di poco conto: fra i tre consiglieri regionali che hanno chiesto l’azzeramento del coordinamento provinciale guidato da Claudio Fazzone, non risparmiando critiche alla gestione del Partito targata Antonio Tajani, c’è Pasquale Ciacciarelli. Non è un caso. (leggi qui Terremoto in Forza Italia: chiesta la testa di Claudio Fazzone e leggi poi anche qui Nuovo terremoto in Forza Italia: ora il bersaglio è Antonio Tajani)

Da mesi si parla di una possibile uscita da Forza Italia di Nicola Ottaviani. Magari succederà. Nessuno però si è concentrato sull’altra metà del cielo degli “azzurri”, quella rappresentata appunto da Ciacciarelli, Abbruzzese e tanti amministratori locali. Se alla fine sul congresso non arriveranno le risposte che chiedono potrebbe verificarsi una frattura.

Tajani naturalmente lo sa, sta cercando un modo per tenere tutto insieme fino alle Europee, confidando magari nell’effetto Berlusconi. Però la coperta è davvero cortissima.

La prima mossa è stata quella di chiamare Claudio Fazzone e confermargli la fiducia: sua persone e di Silvio Berlusconi. Ma mettendo in chiaro, nella stessa telefonata, che un problema deve esisterci e pertanto va risolto. Quindi ha reclamato un gesto di distensione: arrivato oggi, con l’invito del Coordinatore Regionale ai tre consiglieri che hanno firmato la lettera in cui lo contestano.

Chiaro che Fazzone voglia dialogare. Altrettanto chiaro che il presidente della Commissione Bilancio Pasquale Ciacciarelli, il capogruppo Antonello Aurigemma, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi resteranno fermi nella loro posizione. Il problema per loro è nel Lazio e l’obiettivo è Fazzone. Ma anche Tajani ha le sue responsabilità. Per un Partito che avrebbe dovuto strappare al cerchio magico, rendere più aperto, valorizzando gli amministratori locali, il loro impegno testimoniato dalle preferenze.

Un effetto però la lettera lo ha prodotto: ha bloccato sull’uscio molti di quelli che erano con la valigia pronta, chi con il biglietto già staccato per atterrare alla Lega e chi per approdare a Fratelli d’Italia. Nelle ultime ventiquattrore in tanti hanno chiamato per informarsi. Anche vecchi calibri grossi.

Non credono che ci sarà mai un cambiamento. Aspettano anche loro di vedere però come finirà. Proprio perché la lettera di Ciacciarelli assomiglia tanto ad un ultime messaggio ai naviganti.

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