La Lega rigetta Ciacciarelli: «improvvido». E impone lo stop ai suoi generali

Nella Lega in provincia di Frosinone è in atto una crisi di rigetto. Nei confronti di Pasquale Ciacciarelli e dei suoi quadri provenienti da Forza Italia. Dopo il caso Caschera a Sora scoppia quello Zaccari a Ferentino. Il quasi vice coordinatore provinciale viene respinto con l'accusa di essere un "improvvido”

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Si chiama Crisi di rigetto e nei trapianti rappresenta una delle complicazioni più temute dai chirurghi. Avviene quando il sistema immunitario attacca il nuovo organo appena trapiantato sul paziente, ritenendolo estraneo all’organismo come se fosse un virus o un batterio.

Accade anche in politica: è quello che sta sperimentando il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Mario Abbruzzese Pasquale Ciacciarelli

È stato un pezzo importante nella storia di Forza Italia, ne ha tessuto per anni le strategie all’ombra del suo dominus Mario Abbruzzese. Che ne ha protetto e favorito l’ascesa alla guida provinciale del Partito e poi alla Regione Lazio. A dicembre è passato alla Lega dopo il fallimento dell’operazione Cambiamo tentata da Giovanni Toti.

Fino a quando è rimasto in silenzio nessuno gli ha prestato attenzione. Il rigetto è esploso quando Matteo Salvini ha reclamato la sostanza di quella come di tante altre operazioni condotte dalla Lega per radicarsi nei territori.

I trapianti come quello di Ciacciarelli sono una necessità di sopravvivenza per un Partito che al Nord esiste dall’alba degli Anni ’90, si è adattato all’evoluzione del Paese e dei suoi elettori, passando dalla Secessione al Federalismo spinto, approdando al Regionalismo e poi congelando il progetto. A Nord la Lega ha radici; fuori dalla Padania gli unici voti sono quelli conquistati da Matteo Salvini con le unghie ed i denti. Parlano i numeri: alle scorse Regionali i voti erano sul simbolo della Lega, i nomi con le preferenze ai candidati locali sono stati una miseria.

Qui nasce l’ordine di radicarsi. Seguendo la rotta tracciata da Giorgia Meloni che in poco tempo ha moltiplicato i Fratelli d’Italia.

Matteo Salvini, Claudio Durigon, Francesco Zicchieri

La Lega però non è un Partito ideologizzato come FdI. Che nacque come gesto di ribellione ad un atto padronale compiuto da Silvio Berlusconi all’interno del Popolo delle Libertà. La Lega è altro: è l’interpretazione di quel federalismo che i Partiti tradizionali negli anni Novanta non seppero intercettare ed inglobare. Degenerato (dipende dai punti di vista) nel secessionismo. Per il resto, fuori da quel contesto geografico, è un gigantesco cilindro vuoto, un larghissimo Carroccio nel quale tante seconde e terze file si sono accomodate pensando che chi sale prima viaggia più comodo.

Non è così. Matteo Salvini lo ha ricordato. Imponendo una svolta.

Che ora ai passeggeri della prima ora non piace. Basta vedere quello che sta accadendo a Sora con l’adesione del consigliere Lino Caschera, fedelissimo di Pasquale Ciacciarelli. Da sei mesi è in attesa che lo facciano salire manco fosse Enrico IV a Canossa. E siccome Caschera non ha di che abiurare o farsi perdonare, inizia a perdere la pazienza politica. Dicendolo con sempre maggiore fastidio. (leggi qui Crisi di rigetto nella Lega di Sora. Caschera: “Se sono di peso tolgo il disturbo”).

La stessa crisi di rigetto vissuta a Sora sta avvenendo a Ferentino. Nemmeno lì vogliono i generali dell’ex esercito di Forza Italia. La reazione all’annuncio del passaggio Luca Zaccari nella Lega è emblematica: è stato un dirigente nazionale del movimento Giovanile di Silvio Berlusconi, per un periodo il suo nome è circolato come possibile Coordinatore nazionale del Giovanile. Non solo: in città quel nome muove voti e preferenze.

LUCA ZACCARI

Come ha salutato la Lega il suo ingresso sul Carroccio? Gli esponenti ‘storici‘ ferentinati Maurizio Berretta, Patrizio Coppotelli e Maria Veronica Rossi gli hanno fatto trovare le porte chiuse. Per loro «È in itinere un confronto con il consigliere Luca Zaccari che ha manifestato l’intenzione di aderire alla Lega, ciò rafforzerebbe il gruppo». Cioè, per loro non è entrato nella Lega: il suo ingresso rappresenta ancora un fatto ipotetico.

E siccome Berretta, Coppotelli e Rossi non sono ragazzini di primo pelo, il segnale a Pasquale Ciacciarelli è chiaro. Se non lo fosse stato ce n’è anche per lui. «Il consigliere regionale Ciacciarelli, forse si è fatto prendere dall’euforia della possibilità dell’importante ingresso a Ferentino, facendo trapelare in modo improvvido una notizia non ancora matura e da formalizzare».

Un quasi vice coordinatore provinciale definito ‘improvvido‘ non rappresenta un buon viatico. Ma gli forniscono un’attenuante: «La circostanza può essere giustificata forse dalla ancor breve esperienza e conoscenza delle regole in seno alla Lega Salvini Premier».

LA LEGA IN EVOLUZIONE

È chiaro che a questo punto il lavoro per il coordinatore regionale e commissario provinciale di Frosinone Francesco Zicchieri è tutto da fare. O interviene con una tattica antirigetto o il trapianto fallisce. E Ciacciarelli rischia di rimanere un corpo estraneo al quale drenare fino all’ultimo voto nelle prossime regionali.

Una tattica anti rigetto che però ha bisogno di chiarezza e non di confusione. Come quella generata a Sora con la foto nella quale Zicchieri appare con il Direttivo schierato in posizioni anti Caschera. Perché a tutti i dirigenti comunali era stato fatto sapere che erano azzerati: proprio per favorire l’attecchimento dei trapiantati. A questo punto Ciacciarelli dovrebbe iniziare a farsi due conti.