La scelta di Zicchieri: nella Lega solo duri e puri

La rivoluzione di Zicchieri. E la 'zicchierizzazione' della Lega in provincia di Frosinone. Come vanno letti gli incarichi annunciati ieri (e anticipati da Alessioporcu.it). Il braccio di ferro con Alessia Savo. Il post Fabio Forte.

Due commissariamenti in pochi mesi: prima quello di Kristalia Rachele Papaevangeliu, poi è toccato a Fabio Forte. La prima è rimasta nel partito in modo disciplinato, il secondo è sostanzialmente uscito sbattendo la porta. Ad Arpino si è presentato con una lista civica senza avvertire i vertici locali del Carroccio. Lo strappo c’è già stato.

Il deputato Francesco Zicchieri ha riorganizzato il Partito in provincia, affidando il coordinamento a Carmelo Palombo e il ruolo di “vice” a Domenico Fagiolo. (e noi lo avevamo anticipato: leggi qui Lega: Palombo coordinatore, Fagiolo vice. Battaglini non riesce ad iscriversi). Un segnale importante all’indirizzo di Forza Italia, considerando le recenti posizioni di Palombo nei confronti della giunta cassinate di Carlo Maria D’Alessandro.

Quanto a Domenico Fagiolo, a Frosinone ha portato a casa diverse adesioni, tra le quali quelle dell’assessore Valentina Sementilli e del consigliere comunale Alessandro Petricca.

E ne ha altre in “canna”, come lascia chiaramente capire. Anche la nomina di Fagiolo è un segnale, stavolta al sindaco del capoluogo Nicola Ottaviani. La Lega andrà avanti con l’idea di costituire un gruppo consiliare, anche se questo provocherà un rimpasto dell’esecutivo, anche se si dovesse andare allo scontro con Forza Italia.

Sul piano nazionale c’è il progetto della Lega d’Italia, cioè di arrivare ad una specie di sintesi tra il Carroccio e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Però negli ultimi giorni si è registrata una frenata. D’altronde le posizioni sul governo Conte sono diverse, anche se Giorgia Meloni ha scelto l’astensione per far partire l’esecutivo.

Tornando alla Lega, è evidente che a livello provinciale il filtro sulle entrate verrà esercitato da Palombo e Fagiolo in primis. Un filtro che ha impedito l’ingresso di Samuel Battaglini, un filtro che si attiverà ancora.

Gelidi i rapporti con Alessia Savo, che solo un paio di mesi fa era lanciata verso la carica di vice coordinatore regionale. Intanto a Torrice ha dimostrato di essere ancora lei a dare le carte, favorendo la vittoria di Mauro Assalti. La Savo non è una che scende a compromessi, lo ha dimostrato a Forza Italia. La Lega neppure: lo ha dimostrato con il doppio commissariamento in pochi mesi.

Il braccio di ferro andrà avanti. Con possibili sorprese all’orizzonte.

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