Le porte girevoli di Forza Italia: chi sale e chi scende

Forza Italia ha in questo momento quattro pilastri. Chi sono e cosa faranno. Il ruolo degli amministratori. Ma anche quelli che sono andati via, approdando spesso sulla sponda della Lega. La politica oggi è fatta di porte girevoli. Ma chi rientra?

Adriano Piacentini, Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Magliocchetti: sono questi i quattro pilastri dai quali Forza Italia proverà a ripartire in provincia di Frosinone dopo la Caporetto delle politiche del 4 marzo.

Non solo loro naturalmente, perché ci sono anche tanti sindaci e amministratori che lavorano nell’ombra con coerenza ed impegno. Il vicesindaco di Arnara Adriano Roma per esempio, il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo, il consigliere provinciale Rossella Chiusaroli.

Ma da quei quattro si riparte. Intanto per i ruoli: Piacentini è coordinatore provinciale, oltre che presidente del consiglio comunale di Frosinone. Abbruzzese è il numero due di Marcello Fiori a livello nazionale, nel ruolo di vice responsabile degli enti locali: un incarico che con ogni probabilità anticipa la sua candidatura alle europee. Pasquale Ciacciarelli è consigliere regionale e fedelissimo  di Abbruzzese, nonostante alcune singolari ricostruzioni che attengono alla sfera del gossip condito dal selfie.
Danilo Magliocchetti è capogruppo sia alla Provincia che al Comune di Frosinone.

 

Tutti fanno riferimento al presidente dell’europarlamento Antonio Tajani, che tra un anno avrà le europee, appuntamento che non può fallire. Piacentini, in più, ha un rapporto forte con il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone, che lo ha nominato alla guida degli “azzurri” in Ciociaria. Toccherà a loro tirare la carretta, per vari motivi. E gli altri?

Prendiamo Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone: in teoria l’uomo di punta degli “azzurri” è lui, che però non si fida delle dinamiche di un Partito nel quale alla fine comanda solo e sempre Silvio Berlusconi. Ottaviani sta pensando di costruire, su scala nazionale, un Partito dei sindaci di centrodestra, in grado di contrastare quello che sta prendendo forma nel centrosinistra, a guida Pizzarotti, primo cittadino di Parma.

Contemporaneamente ha rapporti strettissimi con Giancarlo Giorgetti, eminenza grigia della Lega di Matteo Salvini. Insomma, Nicola Ottaviani non è un forzista duro e puro. Nel partito è entrata Alessandra Mandarelli, che però, nel momento delle scelte sulla candidatura alle regionali, ha deciso di seguire Ottaviani sulla linea che la città di Frosinone non sarebbe stata rappresentata. Ora deve recuperare nella scala interna del Partito.

 

Temporaneamente ai box è Silvio Ferraguti, dirigente nazionale del Partito: dopo la sconfitta alle europee (quando era entrato in rotta di collisione con Mario Abbruzzese) ha cercato costantemente una candidatura importante, convinto che doveva in qualche modo essere risarcito politicamente per il sacrificio alle europee. Ma ha trovato sulla sua strada il muro invalicabile di Antonio Tajani e non è riuscito ad ottenere qualche spazio importante da Claudio Fazzone. Risultato: nessuna candidatura e impegno a corrente alternata nel Partito.

A farlo sparire dai radar nell’ultimo anno sono stati alcuni problemi di salute: fastidiosi al punto da richiedere ben quattro interventi chirurgici. L’imprenditore ha sempre tenuto tutto nascosto. Solo ai fedelissimi ha detto «Nemmeno al mio peggior nemico auguro un anno come l’ultimo che ho avuto». Ora sta tornando ad apparire: in una delle ultime riunioni di Coordinamento era di nuovo presente.

 

Antonello Iannarilli, ex deputato, ex assessore e consigliere regionale, ex presidente della Provincia, non vede l’ora di andarsene ufficialmente. Scavalcato da Abbruzzese ormai diversi anni fa, ha perso l’entusiasmo.

Quest’anno ha provato il rientro alle regionali, ma l’asse Abbruzzese-Ottaviani lo ha tagliato fuori. Dopo però che il gruppo di Frosinone gli aveva assicurato pieno sostegno. Invece alla fine i voti del capoluogo sono andati soprattutto a Ciacciarelli.

Quindi Carlo Maria D’Alessandro, sindaco di Cassino: poteva essere l’uomo nuovo di Forza Italia, ma i problemi al Comune in questo momento lo mettono fuori gioco nella corsa interna a Forza Italia. Anche se dietro le quinte si dice che la pietra tombale alla sua possibile scalata al Partito è stata posta il 4 marzo, quando Mauro Abbruzzese non è diventato deputato per i voti che sono mancati a Cassino.

 

In tanti sono andati via, alcuni anche di primo piano. Come l’ex vicecoordinatore provinciale Alessia Savo, approdata sui lidi della Lega. O come Gianluca Quadrini, ex capogruppo alla Provincia, finito in Noi per l’Italia dell’eterno Alfredo Pallone.
Ma in Forza Italia le porte sono da sempre girevoli: chi entra, chi esce.

Ma soprattutto chi… rientra?

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