La cavalcata della Lega nei Comuni per arrivare in Regione (tranne a Frosinone)

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

I risultati delle Comunali di domenica portano un'ondata di sindaci della Lega. Indispensabili a Durigon per la scalata alla Regione. I trionfi nella provincia romana ed a Viterbo. E l'unica eccezione a Frosinone

Ascanio Anicio
Ascanio Anicio

Notista, Vaticanista, Ombra silente nella nobiltà nera di Roma

«Non ci sono vincitori designati: la Lega non è strutturata su correnti»: il dirigente romano del Carroccio commenta così il dato arrivato nella nottata tra domenica e lunedì. Pure questa volta è inequivocabile: la Lega Salvini Premier si è affermata, con la prepotenza dei risultati, anche nella provincia della Capitale. Anche nelle elezioni Comunali. È tutto il Lazio ad essere interessato da questo fenomeno. Con una sola eccezione: la provincia di Frosinone

Nonostante si dica che i correntismi il Carroccio proprio non li digerisca, se guardiamo ai Comuni in cui il salvinismo ha trionfato, un nome va fatto per forza: è quello del sottosegretario Claudio Durigon, che ha selezionato, con la partecipazione del coordinatore Francesco Zicchieri buona parte di coloro che poi sono risultati vincenti.

La sintesi di Durigon

Partiamo da quelli che strettamente “durigoniani” non sono. Mario Moretti è diventato sindaco di Palestrina. La partita sembrava impossibile: recuperare 1300 voti contro una maggioranza uscente e che peraltro era arrivata prima solo quindici giorni fa non è cosa da poco. E invece è accaduto. Volendo posizionare il neo primo cittadino in qualche casella leghista, vale la pena citare la corrente del consigliere regionale Daniele Giannini, che è quella più vicina a Mario Moretti e la stessa che, sorprendendo tutti, ha eletto la Simona Baldassarre a Bruxelles meno di un mese fa.

Ma la candidatura di Moretti – bisogna specificare – è arrivata grazie a una sintesi tra le parti, che è stata operata proprio dal sottosegretario del governo gialloverde.

Trattasi delle più classiche tra le zampate sotto porta.

La quota Zicchieri 

Poi c’è il caso di Nettuno, dove Alessandro Coppola, considerato in quota del coordinatore Francesco Ziccheri, è riuscito a prevalere, e di parecchio, contro il candidato della coalizione di centrosinistra.

Non è una vittoria di poco conto: simboleggia come il vento, in alcuni Comuni dove il centrodestra di governo mancava da un po’, sia tornato a spirare in maniera favorevole. È la stessa raffica ascoltabile a Palestrina.

Vittorie dovunque

Andando avanti, ci imbattiamo in un caso di specie: quello di Ciampino, comune rinomatamente importante, dove ha prevalso Daniela Ballico, che era espressione dell’intero centrodestra. Di questo esponente politico si parla da tempo: in molti sono sicuri sia considerabile di Fratelli d’Italia, ma forse conviene fare attenzione. Il fatto che sia stata segretario di Ugl Roma potrebbe condurre, ancora, dalle parti leghiste (Leggi qui).

Claudio Durigon, in ogni caso, sarà tutt’altro che scontento di questo inatteso trionfo.

Un sindaco dei nuovi – ancora – è Ernesto Tedesco, che ha vinto nella competizione di Civitavecchia. Pure Vincenzo Tropiano lo sarebbe stato se non fosse uscito sconfitto nella tornata valevole per lo scranno più alto di Tivoli. Ma non si possono portare a casa tutte le partite. Come conferma il risultato di Monterotondo dove ha vinto il centrosinistra.

La marcia verso la Regione

I risultati centrati domenica nel Comuni del Lazio rappresentano una tappa fondamentale della marcia di Claudio Durigon verso la scalata alla presidenza dea Regione Lazio quando Nicola Zingaretti sarà costretto a mollare per via delle dinamiche nazionali ed a candidarsi al Parlamento.

Il fronte romano è ben coperto come hanno dimostrato i risultati capitolini in occasione delle Europee (leggi qui I conti della Lega, tutte le sfide segrete con vincitori e vinti). Il fronte della provincia Romana è più che coperto: la Lega si sta radicando come dimostra l’elezione di questa ondata di sindaci del Carroccio. Il fronte Nord è una roccaforte grazie all’azione del senatore Umberto Fusco, militante della prima ora che ha salvinizzato l’area Rieti – Viterbo: se non fosse bastata l’infornata di sindaci eletti a fine maggio è arrivata la doppia elezione centrata domenica con Franco Caprioli a Civita Castellana (oltre il 70% dei consensi) e Alessandro Giulivi a Tarquinia (al 58%).

Il fronte pontino è una roccaforte: la casa politica sia del sottosegretario Claudio Durigon che del Coordinatore regionale Francesco Zicchieri.

L’eccezione ciociara

La Lega sbaraglia la concorrenza in ogni dove ma a Frosinone no. Nella provincia ciociara la Lega ha eletto finora zero sindaci. Fino al 26 maggio poteva contare su Filippo Capogna ad Arnara ma adesso c’è Massimo Fiori, ora rimane Nicola Ottaviani, che così come Capogna, ai tempi della sua elezione faceva ancora parte di Forza Italia.

La Lega in provincia di Frosinone non si radica: è un dato di fatto. Centra risultati stratosferici quando si vota alle Europee ed alle Politiche. Ma quando si tratta di eleggere i sindaci, cioè quando si passa dal voto di opinione a quello di sostanza, il risultato è un buco nell’acqua.

La conferma arriva dal caso di Bussagli a Veroli, per il quale si è speso addirittura Matteo Salvini di persona e in piazza. E da Cassino dove Enzo Salera ha stravinto su un mostro sacro come Mario Abbruzzese.

È per questo che nelle ore scorse si è riunita la Direzione Provinciale.

Il problema è la struttura

Il problema è nella struttura. Su scala regionale è stato varato qualche giorno fa il Direttivo regionale (leggi qui La Lega punta Campidoglio e Pisana: varato il Direttivo Regionale): bilanciato in modo da rappresentare tutte le sensibilità e tutti i territori in modo equilibrato. Invece in provincia di Frosinone l’intera struttura che era stata organizzata da Fabio Forte e che aveva condotto al grande risultato elettorale di un anno fa (elezione di Zicchieri e Gerardi alla Camera, candidatura vincente di Rufa al Senato, Papaevangeliu prima dei non eletti a Palazzo Madama, Savo più votata nel Lazio alla Regione) è stata smantellata. E Forte messo ai margini.

Le resistente fatte a Nicola Ottaviani, la guerra interna nel nome del coordinatore di Frosinone Domenico Fagiolo, tengono lontani i potenziali quadri dell’elettorato cattolico moderato. (leggi qui Pasqua di guerra tra Ottaviani e il gruppo della Lega a Frosinone)

A Frosinone si ha l’impressione che la Lega voglia solo i voti e nessuno capace di mettere in discussione l’attuale gruppo dirigente: come se temessero che qualcuno domani potesse scippargli la candidatura piovuta dal cielo un anno fa. Il caso più recente è quello della neo vice-sindaca di Arce e recordwoman di voti alle Comunali Sara Petrucci. (leggi qui Il patto romano che ha sabotato la nascita della ‘Lega 4’ in Ciociaria).

Un problema che andrà affrontato, se Claudio Durigon intende davvero scalare la vetta della Regione Lazio.